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Milano resiste, l’Europa scivola: il mercato attende la Fed

- di: Matteo Borrelli
 
Milano resiste, l’Europa scivola: il mercato attende la Fed
Azimut brilla, Nexi crolla. Inflazione Usa sotto le attese apre al taglio dei tassi. Spread stabile, petrolio in rally.
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Piazza Affari regge l’urto: la cautela non spegne Milano
In una giornata sospesa tra prudenza e attese, Milano si muove in controtendenza rispetto al resto d’Europa. Il Ftse Mib chiude quasi invariato (-0,1%) a quota 40.180 punti, mentre Madrid affonda dello 0,8%, appesantita dal comparto bancario. Parigi arretra dello 0,36%, Francoforte e Londra si muovono sulla linea della parità. Il sentiment resta incerto, ma Piazza Affari si distingue per una tenuta che non è passata inosservata. “La debolezza di Wall Street non ha avuto un impatto diretto, perché l’attenzione resta concentrata sulla Federal Reserve”, osserva Francesco Castelli, gestore obbligazionario di Banor Capital, sentito da Bloomberg.

Petrolio in corsa, il gas sfiora il +3%
L’energia resta protagonista. Il petrolio WTI vola sopra i 66 dollari al barile (+2,63%), sostenuto da nuove tensioni geopolitiche e da una domanda che mostra segnali di ripresa. Anche il gas naturale fa un balzo del 2,9%, attestandosi a 35,6 euro/MWh. Le utility italiane ne beneficiano: A2A avanza dell’1,95%, Italgas segna +1%, mentre Azimut svetta con un +2,55%, confermandosi il miglior titolo del giorno sul Ftse Mib.

Spread in raffreddamento, euro tonico
Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund resta sotto controllo: chiude a 86 punti base, in calo di due rispetto alla vigilia, con il rendimento del decennale italiano stabile al 3,36%. Un segnale di fiducia, favorito anche dalla tenuta dell’euro che sale a 1,149 sul dollaro, consolidando il recente rafforzamento. “La tenuta dello spread testimonia che i mercati non prevedono scossoni a breve, almeno finché la Bce manterrà la rotta sul taglio dei tassi”, sottolinea Chiara Cremonesi, economista di Intesa Sanpaolo.

Inflazione Usa debole, cresce l’attesa per la Fed
Wall Street guarda alla prossima riunione della Federal Reserve, in calendario per mercoledì 18 giugno. Il dato sull’inflazione di maggio ha mostrato una crescita moderata, inferiore alle attese: un segnale che potrebbe aprire la porta a un taglio dei tassi nel secondo semestre. “Le condizioni economiche americane sono in raffreddamento, il mercato del lavoro rallenta, l’inflazione non preme: ci sono le condizioni per un intervento della Fed”, afferma Filippo Diodovich, senior strategist di IG Italia.
Per ora, l’ipotesi più accreditata è una conferma dei tassi attuali, ma l’orientamento espansivo della banca centrale è ormai sul tavolo. Lo S&P 500 resta in territorio neutro, segno che gli investitori non si sbilanciano prima della riunione del FOMC.

Le storie di giornata: Nexi affonda, brillano le mid cap
Tra i titoli milanesi, la seduta è segnata da vendite decise su Nexi (-2,47%), Saipem (-2,07%) e Mps (-1,43%). In controtendenza si distinguono Fineco (+1,71%) e Unipol (+1,39%). Mediobanca perde quasi un punto percentuale, mentre Unicredit resta sulla parità. Bene anche Stm (+1%), in ripresa dopo i recenti cali. Tra le mid cap, la palma di miglior performance va a Philogen, che vola del 20,89% dopo la pubblicazione di dati positivi su una pipeline oncologica. A seguire Alerion Clean Power (+3,28%) e Sanlorenzo (+3,23%). Male invece Technoprobe (-5,78%) e Garofalo Health Care (-3,41%).

Mercato in apnea: l’estate porterà chiarezza?
Il quadro generale resta quello di un mercato in apnea, sospeso tra l’incertezza macroeconomica e la necessità di nuove direzioni da parte delle banche centrali. La volatilità è bassa, ma la pressione è alta. “Non è un mercato per cuori deboli. Siamo in una fase laterale che può durare ancora settimane, almeno finché non si chiarisce la traiettoria della Fed”, avverte Lorenzo Codogno, ex capo economista del Mef, ora alla London School of Economics.
In attesa di nuove spinte, Piazza Affari si accontenta di galleggiare. Ma sotto la superficie, il mercato osserva, valuta e prepara le mosse. E giugno potrebbe essere il mese della svolta.

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