• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Crans-Montana, il gestore in cella: stretta sul “rischio fuga”

- di: Bruno Legni
 
Crans-Montana, il gestore in cella: stretta sul “rischio fuga”
Dopo sei ore in procura a Sion scatta la misura cautelare per Jacques Moretti, titolare del Le Constellation. La moglie Jessica Moretti chiede scusa tra le lacrime, mentre l’inchiesta allarga il cono d’ombra su controlli mancati, sicurezza e prove digitali.

(Foto: Jacques Moretti e Jessica Maric, proprietari del locale Le Constellation di Crans-Montana, dove è avvenuta la strage).

La notte di Crans-Montana continua a bruciare anche quando le fiamme sono spente. L’inchiesta sull’incendio di Capodanno al Le Constellation — con 40 morti e 116 feriti — entra in una fase più dura: Jacques Moretti è stato sottoposto a una misura cautelare restrittiva motivata dal pericolo di fuga, al termine di un interrogatorio durato ore negli uffici giudiziari di Sion.

All’uscita, la scena è di quelle che inchiodano: lui portato via dalle forze dell’ordine, lei che resta indietro, accompagnata dai legali, e consegna ai cronisti poche frasi spezzate. "I miei pensieri vanno alle vittime e a chi lotta ancora. È una tragedia inimmaginabile. È successo nel nostro locale e chiedo scusa", dice Jessica Moretti, in lacrime.

La decisione ruota attorno a un punto chiave del diritto svizzero: la carcerazione preventiva viene disposta solo in presenza di gravi indizi e quando l’autorità ritiene concreto il rischio che l’indagato si sottragga al procedimento — tipicamente con la fuga — o possa inquinare le prove. I legali delle famiglie hanno spinto su questo terreno, sottolineando la possibilità di un allontanamento oltreconfine e la necessità di “congelare” ogni elemento utile alle verifiche.

È la partita più delicata perché la vicenda si muove su un doppio binario: da un lato la responsabilità dei gestori, dall’altro la catena dei controlli — o meglio, dei controlli mancati. Nelle ultime ore è emerso un vuoto di verifiche per un arco di tempo molto ampio, un dettaglio che oggi pesa come un macigno e rischia di allargare il perimetro delle contestazioni anche sul fronte istituzionale.

La ricostruzione tecnica su cui lavorano gli inquirenti è spietata: la scintilla sarebbe partita da candele pirotecniche accese durante i festeggiamenti e avvicinate al soffitto, con scintille finite su un rivestimento descritto come schiuma fonoassorbente ad alta infiammabilità. In pochi minuti, il seminterrato pieno di ragazzi avrebbe visto fumo e calore saturare l’aria, mentre le vie di fuga si rivelavano insufficienti o compromesse. Le conclusioni definitive dipenderanno da perizie e sopralluoghi, ma l’ipotesi investigativa punta su una sequenza di vulnerabilità sovrapposte.

La pressione pubblica non riguarda solo la dinamica. Cresce la domanda di chiarezza su autorizzazioni, procedure e controlli antincendio. Sul fronte politico-amministrativo, dopo la strage sono state annunciate misure più rigide: nel Canton Vaud è stato comunicato il divieto di articoli pirotecnici nei locali pubblici e un rafforzamento delle ispezioni. Un intervento-lampo che, di fatto, fotografa la portata dell’allarme.

Parallelamente, si compatta il fronte delle famiglie. I parenti delle vittime e dei feriti stanno lavorando per coordinarsi e affidarsi a un unico legale in Svizzera, così da affrontare il procedimento principale con una strategia comune. È una scelta pratica ma anche simbolica: non disperdere energie, non perdere tempo tra mille interlocutori, e presidiare ogni passaggio dell’indagine.

In Italia, nel frattempo, si muovono le procure competenti per i reati commessi ai danni di cittadini italiani all’estero. Sono previsti accertamenti medico-legali e ulteriori verifiche: in eventi di questa portata l’autopsia serve a fissare le cause del decesso e a incrociarle con la dinamica del rogo, la rapidità di propagazione del fuoco e l’esposizione ai fumi.

Il contesto emotivo è altrettanto potente: il Paese ha vissuto momenti di raccoglimento e commemorazione istituzionale, segno che la ferita non viene percepita come un fatto “di cronaca locale”, ma come una frattura collettiva. L’immagine di una festa che diventa trappola in pochi minuti ha scosso ben oltre le Alpi.

Adesso la domanda vera è una sola e non concede sconti: chi poteva fermare quella notte prima che iniziasse? Se verrà dimostrato che la sicurezza era inadeguata e che i controlli non hanno fatto il loro lavoro, la responsabilità potrebbe non essere una linea retta ma una rete. E quando una rete cede, indicare l’ultima maglia non basta.

Per Jacques Moretti, la custodia cautelare è anche un messaggio: l’autorità vuole blindare il procedimento e arrivare alle prove “vive”, prima che il tempo faccia il resto. Per le famiglie, è un primo segnale, ma non è il punto d’arrivo: il punto d’arrivo è capire, nero su bianco, come un locale pieno di ragazzi in festa sia potuto diventare una trappola.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 56 record
Pagina
6
06/01/2026
Svizzera, cinque anni senza controlli: il caso Crans-Montana
Cinque anni senza ispezioni antincendio in un bar di Crans-Montana: l’ammissione del Comun...
06/01/2026
Venezuela, dopo blitz: è caos. Retromarcia Usa su cartello Maduro
Maduro arrestato e trasferito negli Usa, Caracas blindata e Onu critica l’operazione. Wash...
06/01/2026
Groenlandia, Danimarca rafforza esercito ma Trump ha un piano: eccolo
La Danimarca aumenta la presenza militare in Groenlandia e rafforza il fronte Nato. Intant...
06/01/2026
Sondaggio ISPI: Gli italiani si sentono più europei, gli Usa “cadono”
Il sondaggio ISPI–Ipsos Doxa 2025 mostra un’Italia più diffidente verso gli USA di Trump e...
06/01/2026
Crans-Montana, l’uscita chiusa e la notte del Constellation
Dall’uscita rimasta chiusa ai permessi edilizi, dal video dimenticato ai controlli sotto a...
06/01/2026
Maduro in catene a New York, sfida la corte e accusa gli Usa
Processo a New York per Maduro: si proclama presidente legittimo, parla di rapimento e pri...
Trovati 56 record
Pagina
6
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia