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Dazi e diplomazia: si cerca un’intesa tra Stati Uniti e Ue prima del primo agosto

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Dazi e diplomazia: si cerca un’intesa tra Stati Uniti e Ue prima del primo agosto

Howard Lutnick, presidente e amministratore delegato di Cantor Fitzgerald, ha espresso ottimismo sull’esito dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea. In una dichiarazione rilasciata ieri a margine di un forum economico a New York, Lutnick ha affermato di essere “fiducioso nella possibilità che le due sponde dell’Atlantico trovino un’intesa prima della scadenza del primo agosto”. Il riferimento è al termine fissato per evitare l’entrata in vigore di una nuova ondata di dazi incrociati, che minaccerebbero settori strategici come l’automotive, la tecnologia e l’agroalimentare.

Dazi e diplomazia: si cerca un’intesa tra Stati Uniti e Ue prima del primo agosto

Le parole di Lutnick hanno avuto effetto immediato sui mercati finanziari: i future di Wall Street hanno registrato un rimbalzo, in particolare nel comparto industriale e nei titoli tecnologici. Gli investitori interpretano il clima negoziale come costruttivo e sperano che le misure protezionistiche vengano accantonate per favorire una ripresa del commercio internazionale. Alcuni analisti sottolineano che, nonostante le divergenze strutturali tra le due economie, sia Washington sia Bruxelles hanno interesse a evitare un’escalation tariffaria in un momento di incertezza geopolitica globale.

Xi Jinping attende i leader europei a Pechino

Un elemento di rilievo nello scenario diplomatico è l’incontro programmato giovedì prossimo a Pechino tra i vertici dell’Unione Europea e il presidente cinese Xi Jinping. La delegazione europea sarà guidata dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e dal presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Sul tavolo ci saranno i rapporti commerciali euro-cinesi, ma anche il nodo delle relazioni triangolari con gli Stati Uniti. Secondo alcuni osservatori, Bruxelles potrebbe giocare un ruolo di mediazione tra le due superpotenze per evitare che le tensioni tra Washington e Pechino si riflettano negativamente sulle esportazioni europee.

Il ruolo dell’amministrazione Trump nei negoziati

Il presidente Donald Trump ha adottato negli ultimi mesi una linea più pragmatica rispetto al passato, pur senza rinunciare ai principi del protezionismo strategico. La Casa Bianca ha ribadito che eventuali concessioni da parte americana dovranno essere bilanciate da “aperture concrete” dell’UE su questioni chiave come l’accesso al mercato agricolo, la regolamentazione delle big tech e la proprietà intellettuale. Trump ha definito i colloqui “franchi ma rispettosi” e ha sottolineato che “l’America non farà mai accordi che penalizzano i lavoratori statunitensi”.

Frizioni su auto e green tech, ma prevale il realismo

I nodi principali restano quelli noti: le tariffe su auto europee esportate negli USA, i sussidi ambientali varati dall’Unione nell’ambito del Green Deal, e le differenze regolatorie su intelligenza artificiale e digitalizzazione. Tuttavia, fonti diplomatiche europee hanno fatto sapere che l’UE è pronta a discutere soluzioni tecniche che possano soddisfare entrambe le parti, a patto che venga preservata l’autonomia normativa dell’Unione. “Il dialogo è aperto, ma non a ogni costo”, ha detto un portavoce della Commissione a Bruxelles, “non accetteremo diktat né squilibri sistemici”.

Una finestra di opportunità, ma solo fino a inizio agosto

Il calendario resta un elemento critico. La scadenza del primo agosto, fissata da Washington per l’attuazione automatica dei nuovi dazi, incombe sui negoziati. Se non verrà raggiunto un accordo entro quella data, scatteranno misure punitive che potrebbero innescare un effetto domino su scala globale. Gli osservatori invitano a non sottovalutare l’urgenza del momento, ma allo stesso tempo rilevano che entrambi i blocchi sembrano determinati a evitare lo scenario peggiore. Le prossime ore saranno decisive per testare la reale volontà politica di arrivare a una soluzione negoziata.

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