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Manovra sotto esame: rottamazione, Isee e affitti nel mirino

- di: Vittorio Massi
 
Manovra sotto esame: rottamazione, Isee e affitti nel mirino
Manovra sotto esame: rottamazione, Isee e affitti nel mirino
Bankitalia, Istat e Corte dei conti frenano: rischi su gettito, sanità e locazioni brevi; il Cnel parla di “esercizio di equilibrio”. Palazzo Chigi rivendica prudenza, ma i nodi restano.

La fotografia è nitida e scomoda: la manovra procede con passo misurato, ma incrocia tre fronti caldi — rottamazione delle cartelle, riforma dell’Isee e cedolare sugli affitti brevi — che secondo i principali organi tecnici rischiano di creare più problemi di quanti ne risolvano. In Parlamento sfilano Banca d’Italia, Ufficio parlamentare di bilancio, Istat e Corte dei conti, e quasi tutti, con sfumature diverse, indicano le stesse crepe. L’unica nota fuori dal coro arriva dal Cnel, che definisce l’impianto un “esercizio di equilibrio”. Il governo incassa e rilancia: prudenza e conti in ordine. Ma i numeri, e le conseguenze pratiche, chiedono risposte.

Rottamazione, il costo nascosto

La nuova definizione agevolata promette pace fiscale; i conti, però, dicono altro: minori entrate nel 2026 e nuovi buchi nel biennio successivo. Gli economisti di via Nazionale ricordano che sconti ripetuti sui debiti possono indebolire l’incentivo a pagare regolarmente, alimentando l’azzardo morale. I magistrati contabili aggiungono che il perimetro dell’intervento non basta a blindare la compliance. In sintesi: il rischio è “finanziare i morosi” senza migliorare stabilmente il gettito.

Affitti brevi, quando il 26% può spingere il nero

La correzione sulla cedolare seccadal 21% al 26% per i contratti brevi intermediati da piattaforme — doveva portare ordine e un po’ di entrate. Il timore espresso in audizione è l’opposto: più convenienza a non dichiarare. Se la forbice con altri canali di locazione si allarga, una parte dell’offerta scivola nell’ombra o si sposta su circuiti informali. Una beffa per città già al limite tra carenza di alloggi e prezzi turistici alle stelle. Il gettito stimato, peraltro, è limitato: si rischia di colpire l’emersione senza incassare davvero.

Isee, benefici veri ma piccoli

La riforma dell’Isee amplia le tutele per famiglie con figli e rivede il peso della prima casa. Risultato: un beneficio medio annuo modesto e concentrato su una parte minoritaria dei nuclei. Un aiuto che vale di più per i più fragili, ma che non cambia la vita quotidiana. Il rovescio della medaglia è la maggiore complessità: modulistica e regole più articolate rischiano di allungare i tempi per chi deve accedere alle prestazioni.

Sanità, l’emergenza che non passa

Mentre la manovra rifinanzia il Fondo sanitario, la realtà è dura: quasi un italiano su dieci ha rinunciato a curarsi. Liste d’attesa, costi extra e distanze restano i principali ostacoli. Se l’obiettivo è ridurre la spesa privata “di necessità” e riportare prestazioni nel pubblico, servono assunzioni mirate, digitalizzazione dei percorsi e acquisti da privati accreditati per azzerare gli arretrati. Altrimenti il maggior finanziamento rischia di tradursi in semplice manutenzione dell’attesa.

Evasione, il convitato di pietra

Il capitolo cruciale resta l’evasione fiscale. Senza una strategia robusta — banche dati integrate, stop alle compensazioni indebite, controlli mirati e stabilità delle regole — qualunque riduzione d’imposta evapora. La fatturazione elettronica e lo split payment hanno dato risultati, ma non bastano se la politica continua a inviare segnali di indulgenza.

“Esercizio di equilibrio”, ma la bilancia pende

Il Cnel loda la prudenza di bilancio e definisce l’impianto un “esercizio di equilibrio”. È una lettura possibile: sostegni a famiglie e sanità con tenuta dei conti. Ma la bilancia pende se le misure più controverse — rottamazione e cedolare al 26%erodono gettito o spingono nell’irregolare proprio dove servirebbe trasparenza.

Cosa può cambiare in Parlamento

Tre correttivi pragmatici per evitare ricadute indesiderate:

  • Rottamazione: vincolare lo sconto a obblighi di adempimento futuro e platea ristretta, con decadenza immediata in caso di inadempienza.
  • Affitti brevi: affiancare l’aliquota al 26% con tracciabilità semplice (codice univoco, incrocio dati automatico) e sanzioni certe, più percorsi di emersione per i piccoli proprietari.
  • Isee e sanità: semplificazione procedurale, prenotazioni digitali uniche e budget vincolati per abbattere le liste d’attesa in reparti critici.

Il mantra della prudenza regge solo se, oltre al freno, si impugna il volante. Senza correttivi, la manovra rischia di camminare sul posto: stabile nei conti, ferma nei risultati.

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