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Studenti protagonisti del primo anno di educazione finanziaria: partecipazione al 98%, ora servono più strumenti per i docenti

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Studenti protagonisti del primo anno di educazione finanziaria: partecipazione al 98%, ora servono più strumenti per i docenti
Sono gli studenti i protagonisti del primo anno di educazione finanziaria nelle scuole italiane, introdotta per la prima volta nei programmi grazie alla nuova legge entrata in vigore nell’anno scolastico 2024-2025. Secondo la ricerca realizzata da Alleanza Assicurazioni, AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari), Fondazione Mario Gasbarri e BVA Doxa, il 98% degli alunni coinvolti ha partecipato attivamente alle lezioni, dimostrando un alto livello di interesse per una materia che finora era rimasta ai margini dell’istruzione pubblica.

Famiglie favorevoli, ma la metà delle scuole è ancora ferma

Presentata alla Camera dei Deputati, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la ricerca fotografa un quadro in trasformazione: a oggi solo il 50% delle scuole italiane ha avviato percorsi strutturati di educazione finanziaria. Eppure, le famiglie apprezzano l’iniziativa, assegnandole un voto medio di 8 su 10. In particolare, l’88% dei genitori nota un aumento della curiosità e dell’attenzione da parte dei figli verso i temi economici dopo le lezioni in aula.

Docenti in prima linea, ma servono più formazione e materiali


Nonostante l’entusiasmo degli studenti, i docenti si sono dovuti confrontare con carenze nella formazione e nella dotazione di materiali. Solo 4 insegnanti su 10 hanno avuto accesso a percorsi formativi promossi dalle scuole e molti segnalano la mancanza di strumenti adeguati per affrontare una materia ancora nuova. Quando però l’insegnamento si sviluppa in sinergia con enti esterni, come nel caso del progetto “Edufin a scuola” realizzato da AIEF e Alleanza Assicurazioni, i numeri cambiano: 9 docenti su 10 si dicono soddisfatti dei contenuti ricevuti, e 6 su 10 auspicano una collaborazione stabile con il settore finanziario.

In quali materie si insegna: tra educazione civica e matematica

L’introduzione dell’educazione finanziaria è avvenuta nel 50% dei casi all’interno delle ore di educazione civica, come previsto dalla normativa ministeriale. In un altro 40% dei casi, le scuole hanno preferito integrarla in altre discipline come matematica o diritto, mentre nel 10% non è stata indicata alcuna collocazione specifica. Questa varietà di approcci dimostra una certa flessibilità, ma sottolinea anche l’urgenza di un coordinamento nazionale per armonizzare l’insegnamento.

Genitori coinvolti: truffe online e gestione della paghetta le priorità

Lo studio mette in luce anche il punto di vista delle famiglie. Solo il 23% dei genitori parla abitualmente di soldi in casa, mentre il 60% lo fa solo in casi specifici. Per questo la scuola diventa cruciale. Le priorità didattiche indicate dai genitori sono chiare: il 57% vuole che i figli imparino a proteggersi da truffe, soprattutto online; il 53% indica come centrale la gestione della paghetta e il 35% chiede un approfondimento sul ruolo del denaro nel sistema economico. Nelle scuole superiori cresce la richiesta di trattare anche argomenti più tecnici come strumenti finanziari e concetti di rischio e rendimento.

Una sfida per il futuro: colmare il divario e ridurre le disuguaglianze

Secondo Davide Passero, CEO di Alleanza Assicurazioni, “L’educazione finanziaria a scuola è una leva per contribuire al benessere sociale e alla riduzione delle disuguaglianze”. La strada è tracciata, ma bisogna agire per colmare i gap ancora presenti tra scuole, regioni e livelli di istruzione familiare. I dati dell’Edufin Index 2024 confermano che i giovani tra i 18 e i 24 anni sono tra i più fragili in termini di alfabetizzazione finanziaria, con un punteggio medio di 50 su 100 (dove la soglia di sufficienza è 60).

Le istituzioni promuovono un’alleanza pubblico-privato

Il senatore Dario Damiani, relatore del DDL Capitali e membro della Commissione Bilancio, ha dichiarato: “È fondamentale che l’educazione finanziaria entri stabilmente nei percorsi scolastici per rafforzare l’inclusione e la partecipazione attiva dei giovani”. Per Nunzio Lella, presidente AIEF, il futuro passa dalla collaborazione: “Gli educatori finanziari possono essere le diramazioni operative delle istituzioni sul territorio. Vogliamo arrivare in ogni istituto scolastico d’Italia”.

L’obiettivo del progetto “Edufin a scuola” è di coinvolgere 250 scuole entro il 2025, promuovendo una cultura economica più diffusa e consapevole, capace di formare cittadini in grado di affrontare con competenza e senso critico le sfide del futuro.
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