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Famiglie e risparmi: come cambiano i comportamenti degli italiani

- di: Bruno Coletta
 
Famiglie e risparmi: come cambiano i comportamenti degli italiani
Sotto la lente: più liquidità, più investimenti. Tra prudenza e ricerca di rendimento.

L’Italia è ancora una repubblica fondata sul risparmio? I numeri dicono di sì, ma con sfumature nuove e contraddizioni antiche. In un contesto di incertezza globale, tra guerre commerciali, inflazione persistente e instabilità geopolitica, le famiglie italiane restano fedeli alla prudenza, ma iniziano anche ad affacciarsi con più decisione su strumenti finanziari a maggiore rendimento. Il risultato? Una ricchezza finanziaria in crescita, ma con profonde disuguaglianze e una fragilità che rimane strutturale.

Un patrimonio che cresce, ma non per tutti

Nel 2024 la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane ha superato per la prima volta i 6.000 miliardi di euro, in crescita del 4,3% rispetto al 2023. I fondi comuni (+17,6%), le obbligazioni (+14,3%) e i titoli di Stato (+15,1%) hanno trainato l’incremento. Cresce anche il comparto assicurazioni e previdenza (+4,8%).

Pur mantenendo una parte significativa dei propri capitali in forme liquide (1.593 miliardi in contanti e depositi), le famiglie cercano di proteggere il valore dei risparmi dall’erosione inflattiva.

“Obiettivi a lungo termine e rendimenti più alti… il risparmio delle famiglie italiane continua a rappresentare una colonna portante del nostro sistema economico e una vera e propria ancora sociale”.

Le nuove abitudini: meno conti correnti, più BTP

Si riduce il predominio della liquidità. I BTP Valore e BTP Italia conquistano terreno grazie a rendimenti più appetibili. L’ultimo collocamento di BTP Valore ha raccolto oltre 18 miliardi di euro, con massiccia partecipazione delle famiglie.

“L’interesse per i BTP dimostra che le famiglie italiane non sono solo prudenti, ma sanno anche cogliere le opportunità quando il prodotto è chiaro e garantito. Il nodo è la fiducia, non l’ignoranza”.

Crescono anche i fondi obbligazionari e gli strumenti a basso rischio. In calo le azioni dirette, percepite come troppo rischiose.

Il paradosso della ricchezza

Nonostante i numeri da record, solo il 23,8% delle famiglie riesce a risparmiare regolarmente, mentre il 35,4% attinge ai risparmi per arrivare a fine mese. Il 59,6% fatica a sostenere le spese quotidiane.

In aumento le strategie difensive: ritardo nei pagamenti, prestiti familiari, formule “buy now pay later”, richieste di prestiti per spese mediche e scolastiche.

“Non si può parlare di benessere generalizzato. Esiste un’Italia che risparmia e investe, e un’Italia che resiste con il fiato corto. L’allarme non va sottovalutato”.

La geografia delle disuguaglianze

Il risparmio pro-capite a Bolzano supera i 29.000 euro, a Milano sfiora i 27.000. In fondo alla classifica le province di Siracusa, Trapani e Crotone, tutte sotto i 10.000.

Se si somma la ricchezza investita alla liquidità, il divario diventa abissale: oltre 71.000 euro a Milano, meno di 13.000 a Crotone. Il divario Nord-Sud non è solo salariale: pesa la diversa accessibilità a servizi finanziari e consulenza.

La sfida dell’educazione finanziaria

Oltre il 60% degli italiani non conosce la differenza tra interesse semplice e composto. Il 70% ignora il funzionamento dei fondi pensione. Il 52% non ha mai sentito parlare di ETF.

“Non basta avere soldi da parte. Bisogna sapere come investirli, diversificare, proteggersi dall’inflazione e ragionare in prospettiva. Invece troppi italiani risparmiano per paura, non per progetto”.

Risultato? Oltre 480 miliardi restano fermi sui conti correnti, senza rendimento. Una perdita quotidiana di potere d’acquisto.

Uno sguardo al futuro

L’evoluzione del risparmio familiare è un termometro dell’economia nazionale. Ma va interpretato: l’Italia è ricca, ma in modo diseguale e spesso improduttivo. Serve una doppia leva: politiche pubbliche che incentivino investimenti semplici e un’educazione finanziaria più diffusa.

La ricchezza come potenziale, non come rendita

L’Italia ha accumulato un capitale immenso grazie al risparmio prudente. Ma nel mondo di oggi quel risparmio può diventare un freno, se non viene usato con strategia. È ora che Stato, banche, imprese e scuola accompagnino le famiglie verso un utilizzo più consapevole e produttivo del patrimonio.

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