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Honda taglia le stime di utili e vendite: pesa la crisi dei chip e il rallentamento globale

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Honda taglia le stime di utili e vendite: pesa la crisi dei chip e il rallentamento globale

Il gigante giapponese dell’auto Honda Motor rivede drasticamente al ribasso le proprie previsioni per l’anno fiscale in corso, travolto dalla doppia pressione della carenza di semiconduttori e del rallentamento delle vendite nei mercati asiatici e nordamericani.

Honda taglia le stime di utili e vendite: pesa la crisi dei chip e il rallentamento globale

La casa di Tokyo stima ora un utile netto annuale di 300 miliardi di yen — pari a 1,69 miliardi di euro — con un calo del 64% rispetto alla precedente previsione di 420 miliardi di yen. Tagliate anche le stime di utile operativo, attese ora a 550 miliardi di yen (-55%) contro i 700 miliardi indicati in precedenza, mentre il fatturato viene rivisto a 20,7 trilioni di yen (circa 117 miliardi di euro), in flessione del 4,6% su base annua.

L’impatto della crisi dei semiconduttori
“Abbiamo rivisto al ribasso le previsioni per il calo dei volumi di produzione dovuto alla carenza di semiconduttori e il calo di vendite nel settore automobilistico in Asia e Nord America”, ha spiegato Honda in una nota.
Le difficoltà di approvvigionamento di componenti elettronici hanno colpito in particolare la produzione di veicoli ibridi ed elettrici, cuore della strategia di transizione verde della casa nipponica.

La società prevede ora di vendere 3,34 milioni di veicoli nell’anno fiscale che si concluderà a marzo 2026, contro i 3,62 milioni stimati in precedenza. Il taglio riflette non solo la scarsità di chip ma anche la domanda più debole in alcuni mercati maturi e la concorrenza crescente dei produttori cinesi nel segmento EV.

Elettrico, obiettivi rivisti anche sul lungo periodo

Nel quadro di un settore automobilistico in rapida trasformazione, Honda corregge anche i propri piani sul fronte elettrico.
La quota di veicoli elettrici sulle vendite totali globali dovrebbe raggiungere il 20% entro il 2030, contro il 30% indicato in precedenza.
Un segnale che il gruppo preferisce procedere con cautela, rallentando la transizione per gestire meglio le tensioni sulle catene di fornitura e i costi di riconversione industriale.

Dati semestrali in flessione
Nel primo semestre dell’anno fiscale (aprile-settembre), Honda ha registrato un utile netto di 311 miliardi di yen (circa 1,76 miliardi di euro), in calo del 37% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il fatturato è sceso dell’1,5%, a 10.632 miliardi di yen (circa 60 miliardi di euro).

A pesare sono stati, oltre ai problemi di fornitura, l’apprezzamento dello yen e l’aumento dei costi energetici e logistici, che hanno ridotto i margini soprattutto nel comparto auto, mentre il business motociclistico ha tenuto meglio grazie alla domanda nei Paesi emergenti.

Una frenata che preoccupa Tokyo
La revisione delle stime di Honda si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per l’industria automobilistica giapponese, stretta tra la transizione energetica e la competizione globale.
Il calo degli utili della casa di Tokyo arriva dopo le revisioni al ribasso di altri big del settore e rischia di incidere sulle prospettive dell’export nipponico, uno dei pilastri della crescita economica del Paese.

Per Honda, la priorità ora è stabilizzare la produzione, diversificare le forniture di semiconduttori e consolidare le partnership industriali, in particolare in Nord America, dove restano le principali linee di investimento per lo sviluppo dell’elettrico.

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