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Istat: "Nel 2021 ci sarà un crollo delle nascite per l'impatto del Covid"

 
Istat: 'Nel 2021 ci sarà un crollo delle nascite per l'impatto del Covid'
Le conseguenze dell'emergenza sanitaria causata dalla pandemia nel nostro paese potrebbero riguardare anche il dato demografico in Italia, con l'Istat che lancia l'allarme riguardo un probabile crollo del numero delle nascite nella penisola nel 2021.

A spiegarlo è il presidente Gian Carlo Blangiardo in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera: "Sin dal 2009 in Italia c'è una tendenza al ribasso per quanto riguarda le nascite che da allora sono calate di circa il 25%. Già da gennaio di quest'anno, quindi prima dello scoppio della pandemia, abbiamo registrato una diminuzione del 1,5% rispetto al 2019 ma capiremo quanto la paura dell'emergenza sanitaria unita all'incertezza economica abbiano influito solo dai dati di dicembre. Le difficoltà sul lavoro e nella vita quotidiana portano i nostri concittadini a posticipare il momento in cui avere figli, forse anche fino a quando non è troppo tardi. Al momento è complicato fare una previsione precisa ma penso che nel 2021 si potrà scendere anche sotto la soglia delle 400.000 nascite".

Una situazione preoccupante quella descritta da Blangiardo, che si riflette anche sulla popolazione straniera in Italia: "Ogni anno l'immigrazione porta 62.000 nascite quando era arrivata fino a 80.000, i nati durante il periodo del baby boom adesso hanno più di 50 anni quindi le generazioni in età riproduttiva saranno sempre più ristrette".

Ma come si cambia questo scenario? "Ripensando il welfare" - spiega il presidente Istat - "È necessario rendere compatibile la maternità con il lavoro, coinvolgendo maggiormente i padri anche se tutto questo non basta: oggi 33 persone su 100 in età attiva hanno più di 65 anni, fra un trentennio questo numero raddoppierà e lo stesso farà anche la parte delle pensioni in proporzione al PIL. A quel punto sarà inevitabile tagliare, si tratta di una guerra fra poveri che andrebbe evitata ma abbiamo consapevolezza del problema. Il punto è che non c'è chi si prenda la responsabilità di risolverlo".
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