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ItalGas dà il via alla distribuzione di gas naturale in Sardegna

 
ItalGas dà il via alla distribuzione di gas naturale in Sardegna
Il gas naturale approda finalmente in Sardegna, unica regione italiana che fino ad ora non era metanizzata. Il merito è di ItalGas, che come anticipato dal comunicato stampa diffuso il 29 luglio, darà il via alla distribuzione del metano con la messa in esercizio della parte di rete della Petraia ad Alghero a cominciare dalla data del 3 agosto.

Sono già iniziate tutte le operazioni per la conversione al metano delle reti di distribuzione dei 36 Comuni che sono attualmente alimentati con il Gas Petrolio Liquido e fanno parte dei bacini 7, 9 e 22: queste conversioni dovrebbero terminare entro la prima metà dell'anno prossimo in modo da sfruttare al meglio i periodi dell'anno con un clima abbastanza caldo.

L'operazione è stata commentata con soddisfazione dall'amministratore delegato di ItalGas, Paolo Gallo, nelle dichiarazioni raccolte dal Sole 24Ore: "Il via alla distribuzione del metano in Sardegna rappresenta un passo storico per l'intera isola e per l'Italia stessa. Sono fiero che questo avvenga grazie a ItalGas che col suo lavoro accompagna lo sviluppo della nazione da quasi 200 anni. Questa regione rappresenta l'esempio perfetto della nostra capacità di realizzare rapidamente degli investimenti: il 65% dei circa 1.100 km di rete complessiva è stato già completato, con i benefici del metano come un risparmio in bolletta che saranno disponibili per sempre più persone. In questi mesi abbiamo già ricevuto ben 35.000 richieste di allacciamento, cosa che dimostra un'esigenza sempre maggiore che vogliamo soddisfare".

La zona della prima messa in esercizio è di quasi 7 chilometri, con 250 predisposizioni realizzate in corrispondenza di altrettante richieste di allacciamento: continua quindi il grande lavoro di Italgas sull'isola in cui è sbarcata tre anni fa acquisendo diversi operatori: il piano di investimenti fino al 2025 prevede la spesa di 500 milioni di euro, con un intervento sul territorio che avrebbe già permesso la creazione di 600 posti di lavoro.
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