• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Italia scommette su Misurata: il porto che ridisegna il Mediterraneo

- di: Vittorio Massi
 
Italia scommette su Misurata: il porto che ridisegna il Mediterraneo

Accordo da 2,7 miliardi di dollari con MSC e Qatar: obiettivo hub tra Europa e Africa, tra logistica, energia e dossier migranti.

(Foto: il ministro degli Esteri, Antonio Tajani).

La nuova scommessa italiana in Libia passa da Misurata: qui prende forma un progetto infrastrutturale destinato a pesare sulle rotte commerciali del Mediterraneo e sugli equilibri economici del Nord Africa. Al centro c’è l’ampliamento del terminal container del porto, con infrastrutture di ultima generazione e un piano di investimenti stimato in 2,7 miliardi di dollari in tre anni, dentro la Misurata Free Zone.

L’intesa mette insieme la Misurata Free Zone, la Terminal Investment Limited (del gruppo MSC) e la società qatariota Al Maha Qatari Company. L’ambizione è trasformare Misurata in un nodo logistico capace di connettere Europa, Mediterraneo e Africa, intercettando traffici merci in crescita e consolidando un’infrastruttura che, nelle intenzioni dei promotori, punta a fare salto di scala.

“Avviare la presenza di una grandissima azienda italiana come MSC, in un Paese il cui PIL dipende in larga parte dall’export, è fondamentale”, ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la missione, che ha incluso anche incontri bilaterali con il premier e ministro degli Esteri del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani e con il premier libico Abdulhameed Mohamed Dbeibah.

Sul piano industriale, la prospettiva evocata dai vertici del gruppo è quella di un terminal destinato ad aumentare la propria capacità: l’obiettivo dichiarato è crescere dagli attuali livelli fino a raggiungere, nel tempo, una dimensione molto più ampia in termini di movimentazione annua. In questa cornice, la sponda italiana punta a un effetto “doppio”: più traffici e più opportunità per le imprese, senza trasformare Misurata in un concorrente diretto dei porti nazionali.

“Il porto di Misurata non sarà assolutamente alternativo a Gioia Tauro, è il messaggio politico ribadito da Tajani. La linea è chiara: Misurata come piattaforma integrata, in grado di rafforzare la proiezione italiana nel Mediterraneo e di creare un corridoio operativo per i flussi commerciali, non un “gioco a somma zero” con gli scali domestici.

La missione in Libia, però, non si esaurisce nella logistica. Nei colloqui con Dbeibah è entrato anche il capitolo energetico, dove il peso italiano resta centrale grazie a ENI e alla cooperazione con la compagnia nazionale libica NOC. In particolare, continua ad avere rilievo il gasdotto Green Stream e la joint venture Mellitah Oil & Gas, pilastri di un rapporto che, negli scambi bilaterali, ruota ancora soprattutto attorno a petrolio e gas.

Sullo sfondo c’è la dimensione politica: Roma spinge per un percorso di stabilizzazione e riconciliazione nazionale che renda la Libia più prevedibile e attrattiva per investimenti e cantieri. La sicurezza resta una parola chiave anche per un altro dossier ad altissima sensibilità: l’immigrazione irregolare. I numeri richiamati nel corso della missione indicano un aumento marcato degli arrivi via mare dalla Libia nel 2025 rispetto al 2024, con un impatto decisivo sul totale degli sbarchi in Italia.

“Vogliamo continuare a rinforzare la collaborazione e siamo pronti anche a formare la polizia libica”, ha riferito Tajani, collegando il tema migratorio a un quadro più ampio di cooperazione operativa. È un passaggio che fotografa la strategia italiana: infrastrutture e commercio come leva di influenza, energia come architrave economica, sicurezza come condizione per rendere sostenibile tutto il resto.

In sintesi, Misurata diventa un laboratorio di geopolitica economica: un investimento che parla di container e banchine, ma anche di alleanze regionali, di corridoi commerciali e di una partita mediterranea che l’Italia prova a giocare con più strumenti insieme. Se la roadmap reggerà, il porto potrà diventare un crocevia capace di agganciare crescita, lavoro e scambi, e di spostare più a sud il baricentro di alcune rotte tra Europa e Africa.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 117 record
Pagina
2
19/01/2026
Azimut accelera in Brasile: presa la maggioranza di Unifinance
Azimut acquisisce la maggioranza di Unifinance Group e rafforza la presenza in Brasile nel...
19/01/2026
Clerici conquista Roma: 5 acquisizioni e obiettivo 80 milioni
Il Gruppo Clerici acquisisce cinque realtà su Roma e provincia nella distribuzione idroter...
19/01/2026
Fondi e Rc auto, la stretta silenziosa che ridisegna il mercato
Liquidità, vigilanza e Rc auto: in Commissione Finanze una riforma silenziosa rafforza con...
19/01/2026
FMI, Italia ferma allo 0,7%: crescita lenta fino al 2027
Il FMI aggiorna le stime: Italia inchiodata allo 0,7% nel 2026-2027. Mondo resiliente graz...
19/01/2026
Borse travolte dai dazi, l’oro vola e le cripto crollano
Europa in forte calo per le tensioni Usa-Ue sulla Groenlandia: volano oro e argento, scivo...
19/01/2026
Pmi, lavoro e regole: il Parlamento alla prova della realtà
Tessile, commercio, welfare e transizione energetica: alla Camera una settimana decisiva t...
Trovati 117 record
Pagina
2
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia