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Macchine agricole, dal Senato via libera all'esonero Rca dei fondi privati

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Macchine agricole, dal Senato via libera all'esonero Rca dei fondi privati

La Commissione Agricoltura del Senato ha approvato un emendamento al Disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese (Pmi) che rappresenta un passo importante per il settore primario. L’intervento, a prima firma della senatrice Maria Nocco di Fratelli d’Italia, stabilisce che le macchine agricole non immatricolate e utilizzate esclusivamente all’interno di fondi agricoli o spazi privati non accessibili al pubblico siano esonerate dall’obbligo di assicurazione Rca, purché coperte da una polizza volontaria per la responsabilità civile verso terzi.

Macchine agricole, dal Senato via libera all'esonero Rca dei fondi privati

La misura risponde alle istanze avanzate dal mondo agricolo negli ultimi mesi, dopo le difficoltà applicative generate dal recepimento in Italia della direttiva europea 2021/2118, che aveva esteso l’obbligo assicurativo anche ai veicoli operanti in aree private.

L’impatto della direttiva Ue
La direttiva, introdotta con l’obiettivo di garantire maggiore tutela ai cittadini in caso di incidenti, aveva di fatto ampliato l’ambito dell’obbligo Rca a numerosi mezzi agricoli, anche quelli che non lasciano i campi o i magazzini aziendali. Un’estensione che aveva provocato malumori e criticità operative, soprattutto tra le piccole aziende agricole, già alle prese con l’aumento dei costi di produzione e la necessità di adeguarsi alle normative sulla sicurezza.

Secondo le associazioni di categoria, l’obbligo di assicurazione per mezzi non destinati alla circolazione su strada comportava costi aggiuntivi non giustificati dal rischio, mettendo ulteriormente sotto pressione i bilanci delle imprese agricole.

La risposta del legislatore
L’emendamento approvato in Commissione cerca di ristabilire un equilibrio tra esigenze di tutela e sostenibilità economica, escludendo dall’obbligo le macchine agricole che non circolano su vie pubbliche ma mantenendo l’obbligo di una copertura volontaria per eventuali danni a terzi. In questo modo, spiegano fonti parlamentari, si evita che il venir meno dell’obbligo assicurativo possa trasformarsi in un vuoto di protezione per lavoratori o terzi coinvolti in incidenti.

Il ruolo di Fratelli d’Italia e il confronto in Parlamento
La senatrice Nocco, relatrice dell’emendamento, ha sottolineato che la misura è il frutto di un confronto con le associazioni agricole e risponde a un’esigenza concreta del settore. «L’obiettivo – ha spiegato – è alleggerire i costi per le aziende senza ridurre il livello di sicurezza e di tutela».

L’iniziativa ha trovato un sostegno trasversale nella Commissione, a testimonianza della volontà politica di favorire la competitività delle Pmi agricole e di ridurre gli oneri burocratici e assicurativi laddove non strettamente necessari.

Le ricadute per il settore agricolo

L’esonero dall’obbligo Rca per i mezzi che non escono dai campi rappresenta un alleggerimento dei costi fissi per migliaia di aziende agricole, soprattutto quelle di piccole dimensioni.

Le organizzazioni di categoria vedono in questa decisione un passo avanti verso una normativa più aderente alla realtà operativa delle imprese rurali, che spesso utilizzano macchine datate o di uso limitato e non destinate alla circolazione su strada.

I prossimi passaggi

Il provvedimento dovrà ora passare al vaglio dell’Aula di Palazzo Madama e successivamente della Camera dei deputati, dove sarà discusso insieme al resto del Ddl Pmi.

Per il governo, l’emendamento costituisce anche un segnale di attenzione verso un comparto che sta affrontando le sfide della transizione ecologica e della modernizzazione tecnologica, ma che rimane esposto alle oscillazioni dei costi e alle rigidità normative.

Un segnale al mondo agricolo
La mossa del Senato si inserisce in un più ampio tentativo di semplificazione delle regole per le Pmi. Nel settore agricolo, la riduzione degli oneri burocratici e assicurativi è considerata una condizione indispensabile per liberare risorse da destinare a investimenti in innovazione, sostenibilità e digitalizzazione.

Il confronto parlamentare resta aperto, ma l’approvazione dell’emendamento in Commissione viene interpretata come un primo passo verso un quadro normativo più equilibrato, in grado di coniugare sicurezza, tutela e competitività.

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