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Crollo tecnologico in Asia scuote i mercati globali

- di: Marta Giannoni
 
Crollo tecnologico in Asia scuote i mercati globali
Tech in rosso, export della Cina sotto attesa e allarme bolla IA: la danza pericolosa dei mercati.

Una settimana nera per le borse asiatiche, con l’onda d’urto proveniente dal collasso del settore tecnologico globale e dall’indebolimento dei dati commerciali della Cina. Il tono è quello dell’allarme: non semplice correzione, ma rischio reale che la corsa delle azioni «intelligenti» entri in una fase di doloroso ribaltamento.

Il disastro tecnico: colui che ha guidato la discesa

In Giappone l’indice Nikkei 225 ha registrato un calo intorno al -2,3 % venerdì, avviandosi a perdere quasi il 5 % nell’arco della settimana, colpito in primis dai titoli tecnologici. Dati recenti indicano addirittura un -2,2 % venerdì e circa -5 % su base settimanale.

In Corea del Sud l’indice KOSPI è scivolato di circa -3 % venerdì, con un ribasso settimanale superiore al -4 %. Le aziende leader dei chip, come Samsung Electronics e SK Hynix, hanno prolungato le perdite.

Persino in Cina la battuta d’arresto è evidente: l’indice Shanghai Composite e lo CSI 300 sono moderatamente calati (rispettivamente circa -0,22 % -0,31 % secondo fonti).

Il tallone d’Achille: export cinese sotto attese

Il freno arriva anche dalla macroeconomia. Le esportazioni cinesi ad ottobre sono diminuite dello 1,1 % su base annua, invertendo una dinamica che solo un mese prima mostrava un forte balzo. Le importazioni, anch’esse deludenti, segnalano una domanda interna fiacca.

Questo scenario pesante s’innesta in un contesto già nervoso: le tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina si aggiornano con nuove misure che impedirebbero all’americana Nvidia di vendere chip IA avanzati alla Cina e una contromossa di Pechino che vieterebbe l’uso di chip stranieri nei data center statali.

Bolla IA in avaria: l’euforia che vacilla

Gli analisti non esitano a parlare di rischio bolla: la ripida salita delle azioni legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori ha creato una concentrazione rischiosa. In Asia poche aziende tech guidano metà dei rendimenti degli indici e, come dice Frank Benzimra, «ciò che accade negli Usa non resta negli Usa».

Un commento particolarmente stringente arriva da Herald Van der Linde (HSBC): «Quando hai valutazioni molto alte, basta una piccola nuvola nera per rovinare il cielo sereno».

Quali sono le implicazioni per l’Italia e l’Europa?

Il tonfo asiatico riverbera su tutto il globo: il settore tecnologico europeo è già sotto tensione e i flussi verso asset rifugio (titoli di Stato, yen, oro) aumentano. Per l’Europa significa un rallentamento degli investimenti in tech, un maggior premio al rischio e la necessità di monitorare attentamente l’esposizione alle catene di fornitura cinesi.

Cosa tengono d’occhio gli investitori ora?

  • La prossima trimestrale di Nvidia e dei suoi fornitori: se l’euforia IA non verrà tradotta in utili robusti, la correzione potrebbe accelerare.
  • I dati macro-USA e le decisioni della Federal Reserve: un rallentamento del lavoro o un abbassamento dei tassi potrebbero modificare l’asset allocation globale.
  • Le relazioni commerciali USA-Cina: nuovi dazi o blocchi tecnologici possono tradursi in shock immediati per i listini asiatici.

Momento pericoloso, ma non necessariamente irrimediabile

La caduta delle borse asiatiche non è una sorpresa isolata: è la manifestazione di due fenomeni intrecciati. Da un lato, una spinta speculativa intensa sulle tecnologie IA e semiconduttori, dall’altro, fondamentali economici (come la Cina) che mostrano segnali di indebolimento. Con il precedente rialzo prolungato, la fase attuale va trattata come monito.

Può esserci ancora spazio per ribassi più ampi, ma l’opportunità di aggiustamento può anche rappresentare un punto d’ingresso per investitori selettivi pronti a “mettersi al riparo” o a cogliere occasioni dopo il passaggio della tempesta. Come spesso accade: nella turbolenza si cela un’opportunità per chi sa leggere i segnali.

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