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Nagel, 4,49 milioni nell'ultimo anno a Piazzetta Cuccia

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Nagel, 4,49 milioni nell'ultimo anno a Piazzetta Cuccia

Alberto Nagel ha chiuso il suo ultimo anno alla guida di Mediobanca – l’esercizio 2024-2025 – con un compenso complessivo pari a 4,49 milioni di euro, in lieve flessione del 2% rispetto all’esercizio precedente. Il dato emerge dai documenti pubblicati da Piazzetta Cuccia in vista dell’assemblea di fine ottobre che sarà chiamata a rinnovare le cariche sociali, dopo il successo dell’offerta di Montepaschi che ha inciso sugli equilibri di governance della banca d’affari milanese.

Nagel, 4,49 milioni nell'ultimo anno a Piazzetta Cuccia

Nel dettaglio, il compenso di Nagel si compone di 1,9 milioni di euro di parte fissa, a cui si sommano 433mila euro di benefit non monetari – che includono forme di previdenza, assicurazioni e fringe benefit – e di una componente variabile, in prevalenza corrisposta in azioni, pari a 1,8 milioni di euro. Il pacchetto riflette i criteri di remunerazione a lungo termine adottati da Mediobanca per allineare la retribuzione dei vertici ai risultati e al valore generato per gli azionisti.

Vinci a 3,75 milioni di euro
Dietro al ceo, il direttore generale Francesco Saverio Vinci ha percepito nel medesimo esercizio 3,75 milioni di euro, suddivisi in 1,6 milioni di parte fissa, 360mila euro di benefit non monetari e 1,5 milioni di parte variabile, anch’essa legata a performance e obiettivi.

Pagliaro sotto il milione

Compenso più contenuto per il presidente Renato Pagliaro, che ha registrato un trattamento economico complessivo pari a 928mila euro, quasi interamente legato alla componente fissa della carica. La cifra riflette il ruolo essenzialmente istituzionale di presidente del consiglio di amministrazione, distinto dalle funzioni esecutive.

Un passaggio delicato per la governance
Le informazioni sulle retribuzioni arrivano in una fase cruciale per l’istituto, che a fine ottobre riunirà l’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione. Il voto arriva dopo mesi di attenzione del mercato per il riassetto azionario seguito all’offerta di Montepaschi, evento che ha alimentato nuove dinamiche tra soci e ha reso ancora più rilevante la definizione di una governance stabile per affrontare la prossima fase di sviluppo strategico.

Equilibrio tra parte fissa e variabile
Secondo quanto illustrato nei documenti di Piazzetta Cuccia, la politica retributiva della banca mantiene un rapporto coerente tra parte fissa e parte variabile, in linea con le linee guida europee che spingono gli istituti finanziari a incentivare la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo. La componente variabile, in prevalenza corrisposta in azioni, ha l’obiettivo di rafforzare l’allineamento tra interessi del management e risultati di Mediobanca, consolidando anche la stabilità della struttura proprietaria.

Riflessioni per gli azionisti
Il tema della remunerazione dei vertici sarà uno dei punti di discussione per gli azionisti nell’assemblea di ottobre, insieme alla scelta dei nuovi organi societari. La banca, storicamente protagonista del capitalismo italiano, si appresta a una fase di passaggio che potrebbe ridefinire priorità strategiche e assetti di governo. In questo quadro, i dati sulle retribuzioni offrono un’istantanea sul modello adottato finora per guidare l’istituto in anni di cambiamenti profondi.

Chiusura di un ciclo per Nagel
Per Alberto Nagel, alla guida di Mediobanca dal 2008 e figura centrale nella trasformazione dell’istituto da tradizionale banca d’affari a gruppo diversificato con una forte presenza nel wealth management, il compenso 2024-2025 rappresenta l’ultimo capitolo di un percorso ventennale. La leggera riduzione rispetto all’anno precedente non ne attenua il significato simbolico, legato alla conclusione di una stagione di leadership che ha attraversato crisi finanziarie, fusioni e riorganizzazioni del sistema bancario italiano.

Una nuova fase per Piazzetta Cuccia
Con l’assemblea di ottobre, Mediobanca si prepara ad aprire una nuova pagina della propria storia. La definizione di una governance post-Nagel, il consolidamento della base azionaria e le sfide legate alla competizione nel credito e nei servizi di investimento richiederanno scelte strategiche delicate. In questo contesto, la trasparenza sulla remunerazione dei vertici assume un significato che va oltre le cifre: riflette l’esigenza di mantenere un dialogo chiaro con il mercato e con gli investitori istituzionali, consolidando la reputazione di un’istituzione che resta al centro della finanza italiana.

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