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Gran Bretagna a corto di energia: rischio blackout nei picchi di consumo

- di: Jole Rosati
 
Gran Bretagna a corto di energia: rischio blackout nei picchi di consumo
Il National Energy System Operator (NESO) del Regno Unito ha recentemente lanciato un avvertimento riguardo alla possibile scarsità di elettricità, esortando aziende e consumatori a ridurre il consumo energetico durante i picchi di domanda. 

Avvertimenti di scarsità energetica
NESO ha emesso un avviso di margine di elettricità, sollecitando i produttori a fornire maggiore potenza per la sera dell’8 gennaio, a causa di una prevista carenza di 1.120 megawatt rispetto al livello desiderato. 

Critiche alla gestione della rete elettrica

La gestione della rete elettrica britannica ha ricevuto critiche per non aver previsto adeguatamente la domanda energetica durante l’ondata di freddo e per la mancanza di trasparenza riguardo al rischio di blackout. Kathryn Porter, consulente energetico indipendente, ha dichiarato: “Questo dovrebbe essere un vero campanello d’allarme sui pericoli di affidarsi alla generazione basata sul meteo.” 

Dipendenza dalle energie rinnovabili e rischi associati

Il Segretario all’Energia, Ed Miliband (nella foto mentre parla a una riunioneè stato criticato per l’eccessiva dipendenza da fonti rinnovabili come l’eolico e il solare, che possono essere inaffidabili durante condizioni meteorologiche avverse. Claire Coutinho, Segretario ombra all’Energia, ha affermato: “L’ossessione di Ed Miliband per l’eolico e il solare, lungi dal garantirci sicurezza energetica, ci lascerà senza soldi e alla mercé delle importazioni estere.” 

Costi elevati per mantenere l’approvvigionamento energetico
Per garantire l’approvvigionamento energetico, la rete ha speso 21 milioni di sterline, pagando fino a 5.500 sterline per megawattora per mantenere operative le centrali a gas. Greg Jackson, CEO di Octopus Energy, ha definito queste somme: “Un esempio grottesco di come il sistema energetico danneggi i consumatori.” 

Transizione energetica e chiusura delle centrali a carbone
Nonostante questi avvertimenti, il Regno Unito ha compiuto progressi significativi nella transizione verso fonti energetiche a basse emissioni. Alla fine di settembre 2024 ha chiuso l’ultima centrale a carbone, diventando il primo paese del G7 a eliminare l’uso del carbone per la produzione di energia elettrica. 

Sfide future per la sicurezza energetica

La recente crisi evidenzia la necessità di un equilibrio tra l’adozione di energie rinnovabili e la disponibilità di fonti energetiche affidabili per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento, specialmente durante condizioni meteorologiche estreme.

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