Rally Italia Sardegna, ai nastri di partenza. Dal 1 al 4 giugno per la ventesima volta sull’Isola dei Quattro Mori

- di: Barbara Leone
 
Quattro giornate, da giovedì 1 a domenica 4 giugno, nelle strade della Gallura attraverso 20 comuni: Aglientu, Alà dei Sardi, Arzachena, Bortigiadas, Buddusò, Calangianus, Erula, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Monti, Olbia, Oschiri, Ozieri, Padru, Palau, Pattada, Perfugas, Santa Teresa di Gallura, Tempio Pausania e Tula. È stato presentato presso la sede dell’Automobile Club d’Italia il Rally Italia Sardegna, per la ventesima volta sull’Isola dei Quattro Mori. Il rally Italia Sardegna è organizzato dall’Automobile Club d’Italia ed è il sesto appuntamento del Fia World Rally Championship. Ad illustrare i particolari dell’evento italiano iridato sono stati il Presidente dell’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani; l’Assessore al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna; Giulio Pes di San Vittorio, Presidente comitato regionale Aci Sardegna e Presidente AC Sassari; Settimo Nizzi, Sindaco di Olbia; Marco Franzelli, Direttore di Rai Sport; Antonio Turitto, Direttore Generale Rally Italia Sardegna.

Rally Italia Sardegna, ai nastri di partenza. Dal 1 al 4 giugno per la ventesima volta sull’Isola dei Quattro Mori

Nell’evento lavora uno staff di 1.000 persone, la competizione conta un percorso da 1.170 Km, dei quali 322 suddivisi in 19 prove speciali. Sono 74 gli equipaggi iscritti in rappresentanza di 27 nazioni, numero record, tra questi anche 8 equipaggi sardi. A disposizione 130 unità personale sanitari in servizio, 80 i mezzi di intervento tecnico e 53 mezzi di soccorso. Partenza e traguardo ad Olbia. Giovedì 1 giugno dopo lo start alle 18.02 dal Lungomare olbiese, subito la prova speciale televisiva alle 18.05. Venerdì 2, 6 tratti cronometrati, compresi i due passaggi sulla lunga ed inedita “Monte Lerno” da 50 Km, ps più lunga della storia del RIS. Sabato 3, ancora 8 prove speciali e domenica 4 tappa conclusiva con gli ultimi 4 crono prima dell’arrivo ed il podio finale a partire dalle ore 15. S

enza precedenti la copertura tv nazionale, che si sommerà a quella live internazionale di WRC+, grazie all’intervento massiccio della Rai che trasmetterà 5 prove speciali, di cui 1 in diretta per la prima volta su Rai 2. I relatori hanno sottolineato tutti gli aspetti relativi all’evento Aci che in collaborazione con la regione Sardegna è divenuto un punto di riferimento per la promozione efficace attraverso lo spettacolo dello sport motoristico ai massimi livelli.

“Allora andammo in Sardegna come Aci quando per un privato l’organizzazione di un rally mondiale diventò troppo onerosa – ha raccontato Angelo Sticchi Damiani -. Dapprima i rapporti erano molto complicati. Abbiamo resistito, consci del fatto che abbiamo il percorso più bello del mondo, nella cornice più bella del mondo. Dal mare all’entroterra ci sono dei luoghi meravigliosi e suggestivi, che son stati scoperti grazie al rally. Ci siamo resi conto che era una scommessa che non si poteva perdere. Poi arrivò questa Amministrazione regionale: abbiamo qui l’assessore Chessa, che rappresenta la conferma di questo dialogo sempre più efficace. La Sardegna è un’isola e occorre andarci appositamente, ma una volta andati ci si innamora. Dal punto di vista logistico sportivo non è stato facilissimo, soprattutto a causa dei costi che occorre affrontare per una trasferta come questa. Infatti, siamo l’unica tappa del Mondiale che si svolge su un’isola. Sono stato io a insistere con l’ACI ad andare in Sardegna, benché non fossi presidente, ed all’inizio furono passaggi molto difficili. Quando si crede in qualcosa e si hanno delle visioni, l’obiettivo si raggiunge. Stiamo rispettando quanto l’Europa ci chiede, sotto l’aspetto ambientale e sotto altri aspetti vari aspetti. In Italia abbiamo oltre 20 milioni di auto altamente inquinanti, e ci si preoccupa di altro, ma di questa massa di veicoli inquinanti quando ci libereremo? Dobbiamo essere realisti e partire dalla situazione italiana. I paesi nordici non hanno questa zavorra, che invece noi ci portiamo dietro. Abbiamo un nuovo governo che mostra sensibilità sull’argomento, la mobilità è un diritto e va garantito. Dobbiamo contribuire, anche attraverso il Rally d‘Italia, a raggiungere gli obiettivi che tutti desideriamo e condividiamo”.

Emozionante anche il racconto di Giovanni Chessa: “È lunga la storia che accompagna Aci e la Regione Sardegna, come i benefici che l’evento ha portato alla Regione. Sono molti i campioni dello sport che hanno creduto nella Sardegna, ad iniziare da Gigi Riva nel calcio. Da 20 anni ci sta credendo l’ACI, così come grandi Campioni credono nella Sardegna che promuove unicità. L'Isola è un patrimonio nazionale ed Europeo, i sardi hanno la fortuna di esserci nati e viverci. L’Aci sta investendo nel modello Italia, è un sistema che promuove unicità. Ha dato l’opportunità di arricchire la Sardegna nel far scoprire cose storiche che ci sono sempre state. La visibilità senza pari che porta il rally. I campioni che porta Aci domani saranno chiamati ad essere campioni nella vita ed esempio per i giovani, ci son tanti e diversi positivi. L’evento ha prodotto un effetto da 28 milioni di euro. Il beneficio che ha la Sardegna è indiscusso, ma i benefici sono di tutta Italia. Aci sta dando l’opportunità di scoprire la Regione. Elemento di particolare importanza è il ruolo di Giulio Pes, che è il tramite dei rapporti tra Aci e Sardegna, collaborazione che ha dato vita a diversi eventi. Il più importante è certamente il rally mondiale”.

Mentre Giulio Pes di San Vittorio ha sottolineato che “il Rally d’Italia ha prima fatto scaturire qualche dubbio, ma oggi siamo diventati amici dei comuni e della Regione, e ora tutti hanno capito quanto sia importante per il territorio. I sardi condividono quanto sia importante il rally per la Sardegna. Lungimiranza hanno mostrato Nizzi e Canoci nell’avere accettato l’alternanza, sebbene la stessa comporti degli investimenti maggiori. Anche Forestas ha un dialogo sempre più proficuo con noi, attraversiamo le loro piste per circa 500 Km attraverso le strade sterrate della Regione. Un dialogo confermato dagli stand presenti ad Olbia. Faremo una piantumazione di alberi nel rispetto dell’ambiente e per colmare le emissioni di CO2 ed altri eventuali effetti per l’ambiente. Il Rally impegna molte persone che lavorano tutto l’anno per la riuscita dell'evento. La nostra gratitudine va all’Assessore Chessa, per la programmazione che permette di lavorare su un periodo adeguato”.

“Quando ci fu chiesto di collaborare con il rally ci siamo messi immediatamente a disposizione ed abbiamo pensato da subito che avrebbe avuto una fine – ha raccontato Settimo Nizzi -. È una manifestazione dei Sardi e deve essere ritenuta tale. Siamo allineati con il pensiero di governo della Sardegna e il nostro appoggio su questo non verrà mai meno. L’alternanza con Alghero è una scelta che deve stimolare tutti gli amministratori pubblici, quando si collabora e non ci sono attriti, tutto il resto viene trainato in una collaborazione generale che porta solo effetti positivi. I vertici di ogni realtà cambiano, ma le cose che hanno funzionato devono continuare ad esistere ed essere sostenute nella direzione per la quale sono state create”.

E ancora l’intervento di Marco Franzelli: “La collaborazione continua e fa un importante passo avanti. Sono legato alla Sardegna perché il capo redattore che mi ha insegnato e dato tanto è stato Tito Stagno, di Cagliari. Per la prima volta su una rete generalista come RAI 2 trasmetteremo in diretta una prova speciale. Una trasmissione che trasmetterà il riepilogo di quanto avvenuto ed anche una panoramica sul Campionato del Mondo Rally. Mi fa piacere legare il mio nome a questa prima volta del Rally Mondiale su RAI 2, come negli anni ’80 mettemmo una telecamera all’interno della Lancia di Dario Cerrato per trasmettere una prova alla Domenica Sportiva. All’epoca seguivamo i rally come RAI, anni appassionanti dove la categoria faceva concorrenza nella passione del pubblico alla F.1. Sarebbe bello se si ritornasse allo spirito di quegli anni. Trasmetteremo in diretta 5 prove speciali: Giovedì 1 la PS1, sabato 3 la PS 8 e dalle 15 alle 16 la PS 12. Per 90’ la power stage. Avremo, inoltre, tanti ospiti, tra cui Miki Biasion. La panoramica procederà anche su RAI News, diverse reti RAI collaborano ad offrire massima visibilità al rally. Che si un nuovo primo passo per continuare e fare meglio in futuro”.

“Dall’1 al 4 giugno si svolge il Rally Italia Sardegna – ha affermato Antonio Turitto -. La collaborazione con i nostri partner, Grimaldi, Aci Global Servizi, Sara Assicurazioni e Sparco, ci permette di guardare con ottima fiducia all’edizione del ventennale sull’isola per una gara che ha tre Stelle ambientali e la settimana prossima avremo l’audit di conferma e per questo siamo grati a tutti i tecnici Aci. Vi è poi una novità: l’inserimento di persone al disotto dei 30 anni, per garantire continuità all’evento. La PS del Monte Lerno da 50 Km da percorrere due volte, sicuramente sarà importante per le sorti della gara. Sébastien Ogier è molto concentrato su quella prova. Altra novità è l’innovazione tecnologica: utilizzeremo dei droni con telecamere per consentire alla Direzione Gara di avere sempre il controllo massimo sul percorso, anche in relazione al pubblico. Siamo l’unica gara del campionato del mondo che dà delle indicazioni precise agli spettatori sugli spazi permessi per assistere in tutta sicurezza. Stiamo lavorando sul progetto dallo scorso luglio. La Direzione Gara potrà muovere i droni e le telecamere, avremo collegamenti con Star Link. Una fucina di opportunità economiche per il territorio, un rally moderno ed innovativo. Tra le collaborazioni più importanti c'è quella con l’Enac, che ci ha permesso di sgomberare lo spazio aereo a favore degli elicotteri e dei droni, poi il Cnr che ci ha indicato la strada su come fare, con le direttive dell’Ing. Andrea Berton”.

Infine l’intervento di Andrea Berton, ingegnere Cnr: “L’utilizzo dei droni sarà un surplus, farà immagini video e foto, che saranno a disposizioni in tempo reale per coloro che devono prendere decisioni in tempi brevi. Siamo riusciti a permettere che i dati arrivino in modo rapido e sicuro, non potrà mai essere hackerato. La gestione degli spazi aerei è fondamentale per questo la collaborazione di Enac è preziosa”.
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