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Stellantis cresce in Europa e rilancia la produzione in Italia

- di: Marta Giannoni
 
Stellantis cresce in Europa e rilancia la produzione in Italia
Un settembre brillante per il gruppo automobilistico: vendite in accelerazione, leadership tra le ibride e un’Italia che torna protagonista con la nuova Jeep Compass in arrivo dalla catena di montaggio di Melfi.

Numeri in forte crescita

A settembre 2025 le immatricolazioni del gruppo in Europa segnano un +11,5% rispetto a un anno prima. Nel terzo trimestre il totale si attesta a 422 mila vetture, pari a un incremento del 4,4% sull’analogo periodo 2024. Nel comparto delle ibride il gruppo consolida il primato con una quota attorno al 15,2%, in miglioramento di oltre quattro punti percentuali su base annua.

Il contributo arriva da più marchi, con progressi evidenti per Citroën, Fiat e Opel. In parallelo, la raccolta ordini nel canale privati risulta in chiaro aumento, con un balzo di circa il 22% su base annua.

Ibridi e nuovi modelli trainano le vendite

La spinta commerciale è legata al rinnovamento della gamma: nel trimestre sono arrivati modelli come Citroën C5 Aircross, DS N8 e la nuova Jeep Compass. La strategia punta su soluzioni multienergy, affiancando versioni ibride e full electric per intercettare la domanda reale dei clienti e gestire in modo pragmatrico la transizione.

Melfi al centro della strategia industriale

Nel sito lucano parte la produzione della nuova Compass in varianti multienergy, che si affianca alla DS8 a batteria. Il programma prosegue nel 2026 con l’avvio delle linee per DS7 e Lancia Gamma, anch’esse previste in declinazioni multienergy. La filiera locale è cruciale per l’economia regionale, con migliaia di addetti diretti e nell’indotto.

La presenza dell’amministratore delegato Antonio Filosa negli stabilimenti italiani è stata intensa: visite di reparto, colloqui con tecnici e maestranze, confronto con le comunità locali. Un approccio percepito come cambio di passo nelle relazioni industriali e territoriali.

Sindacati e istituzioni: le reazioni

I sindacati chiedono garanzie sull’ibrido anche per i modelli a oggi solo elettrici e l’assegnazione di un ulteriore modello a Melfi per stabilizzare occupazione e fornitori. Sul fronte Torino, l’annuncio di circa 400 assunzioni a Mirafiori a partire da febbraio è stato accolto come un segnale di fiducia per un sito provato dalla cassa integrazione.

Le istituzioni locali hanno espresso apprezzamento per il dialogo avviato con il nuovo vertice. Come ha osservato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, “si è partiti col piede giusto, con una modalità nuova di confronto con i territori”.

Prospettive per il mercato e per l’Italia

Il mix di nuovi lanci, focus su ibridi e centralità degli impianti italiani rafforza il posizionamento del gruppo in un’Europa dell’auto segnata da domanda altalenante, costi di trasformazione e concorrenza crescente. La scelta multienergy mitiga i rischi della transizione e consente di presidiare fasce di prezzo e usi differenti, dalle famiglie alle flotte.

Restano tuttavia alcune variabili da monitorare: andamento macroeconomico, incentivi nazionali, regole europee sulle emissioni e pressione competitiva internazionale. Il 30 ottobre l’aggiornamento sui conti del terzo trimestre offrirà un primo banco di prova per valutare la sostenibilità dello slancio.

Il punto 

L’evidenza dei numeri e il calendario industriale indicano un rilancio che mette l’Italia in prima fila. Se le linee di Melfi e Mirafiori consolidano volumi e mix, la filiera può beneficiarne in termini di occupazione, tecnologia e investimenti. La partita resta aperta, ma l’inerzia del trimestre è dalla parte di Stellantis.

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