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Usa congela freno hi‑tech per favorire accordo Cina‑Trump

- di: Jole Rosati
 
Usa congela freno hi‑tech per favorire accordo Cina‑Trump
Usa congela freno hi‑tech per favorire accordo Cina‑Trump
Il silenzio sui microchip H20 apre la porta a Xi, tra negoziati di Stoccolma e pressioni da Washington.

In un colpo di scena strategico, l’amministrazione Trump ha ordinato una sospensione delle restrizioni sulle esportazioni di tecnologia avanzata verso la Cina. L'obiettivo è chiaro: non compromettere i negoziati in corso con Pechino e costruire il trampolino per un summit tra Trump e Xi Jinping nel tardo 2025.

L’epicentro della disputa: il chip H20

All’inizio del 2025, l’amministrazione Trump aveva annunciato il blocco delle spedizioni del chip H20 verso la Cina, considerato da alcuni esperti una minaccia alla sicurezza nazionale perché potenzialmente in grado di potenziare applicazioni di IA militare. In seguito, però, Nvidia ha esercitato forti pressioni e l’ordine è stato annullato, con conseguente congelamento delle misure preventive.

Una lettera firmata da una ventina di ex funzionari della sicurezza – tra cui Matt Pottinger – indirizzata al Segretario al Commercio Howard Lutnick, ha denunciato la decisione come “un passo falso strategico che mette a repentaglio il vantaggio economico e militare Usa nell’IA”.

Negoziati a Stoccolma e atmosfera diplomatica

Mentre Pechino e Washington si ritrovano a Stoccolma per un nuovo round negoziale, lo scenario è quello di un fragile equilibrio: estendere una tregua sui dazi e preparare il terreno per il summit Trump-Xi.

I delegati guidati dal segretario al Tesoro Scott Bessent e dal vice premier cinese He Lifeng mirano a prorogare la tregua tariffaria di 90 giorni, evitando aumenti fino oltre il 100% e affrontando questioni come le esportazioni di terre rare e la produzione di precursori del fentanyl.

Anche se nessun accordo epocale è atteso oggi, l’attenzione di imprese e osservatori è puntata sul fatto che i dazi rimangano sui livelli attuali – circa il 30% per gli Usa e il 10% per la Cina – mentre si tracciano le condizioni per un summit bilaterale.

Sfide e criticità: terre rare e mercato parallelo

Il congelamento delle restrizioni Usa è motivato dal timore di rappresaglie cinesi, in particolare tagli all’export di terre rare e magneti tecnologicamente critici. Già a maggio, la Cina aveva adottato tali misure, provocando crisi nelle forniture per l’industria automobilistica americana.

Nel frattempo, emergono segnali inquietanti di un mercato nero in espansione: oltre un miliardo di dollari in chip Nvidia – H100, B200 e H200 – sarebbero stati contrabbandati in Cina nei tre mesi successivi alle restrizioni americane, tramite canali informali in province come Guangdong, Zhejiang e Anhui. Questo dimostra quanto le barriere legali e normative vengano aggirate nei fatti.

Tra opportunismo politico e rischio strategico

Da un lato, la mossa di Trump rappresenta un passo calcolato: facilitare i negoziati, mantenere aperte le comunicazioni diplomatiche e costruire una narrativa favorevole al summit con Xi. Dall’altro lato, la decisione ha suscitato critiche autorevoli: molti ritengono che indebolisca la posizione americana su IA e sicurezza.

La sospensione delle restrizioni rappresenta non solo un compromesso temporaneo, ma una scelta che decodifica il trade-off tra pressione strategica e pragmatismo diplomatico.

Equilibrio instabile tra diplomazia e rivalità

Il congelamento delle misure di export hi‑tech verso la Cina apre una finestra cruciale: i negoziati in corso a Stoccolma sono il terreno su cui si gioca la stabilità del commercio globale e potenzialmente un incontro storico tra Trump e Xi. Tuttavia il rischio sovrasta l’opportunità: l’accesso ai chip, la vulnerabilità alle contromisure cinesi e la proliferazione del mercato nero potrebbero alla lunga erodere il vantaggio tecnologico Usa.

Resta da vedere se tale scelta strategica saprà tradursi in risultati concreti, o se diventerà un precedente rischioso di rinuncia preventiva alla leva tecnologia nella competizione mondiale.

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