Dazi, Groenlandia e Mercosur: l’Europa cambia passo e avverte Washington.
L’Europa deve smettere di camminare in punta di piedi. A dirlo, senza giri di parole, è Ursula von der Leyen, che dalla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo lancia un messaggio netto: la stagione della prudenza estrema è finita. In un mondo che, secondo la presidente della Commissione, è sempre più dominato dalla forza bruta – economica, militare, tecnologica e geopolitica – l’Unione è pronta a difendere i propri interessi con maggiore decisione.
“L’Europa privilegia il dialogo, ma è pronta ad agire senza indugio, in modo unito e determinato”, scandisce von der Leyen, chiarendo che la linea morbida non può più essere l’unica bussola. Il riferimento è esplicito alle tensioni con gli Stati Uniti, esplose dopo l’annuncio di nuovi dazi voluti da Donald Trump contro i Paesi europei coinvolti nella difesa della Groenlandia.
Non è un caso se, contrariamente ai programmi iniziali, la presidente della Commissione ha deciso di non tornare a Davos per incontrare Trump. Dopo Strasburgo, rotta su Bruxelles per preparare il vertice straordinario dei Ventisette, convocato d’urgenza per fare fronte comune su dazi, sicurezza e rapporti transatlantici.
Sul fronte artico, Bruxelles non arretra di un millimetro. “Il futuro della Groenlandia può essere deciso solo dai groenlandesi”, ribadisce von der Leyen, ricordando che la cooperazione con Washington sulla sicurezza dell’Artico resta solida e avviene nel quadro della Nato. Proprio per questo, avverte, i dazi annunciati dagli Stati Uniti risultano inappropriati e controproducenti.
“Una spirale di ritorsioni tra alleati finirebbe solo per rafforzare i nostri avversari”, è il monito della presidente. Un concetto condiviso anche dall’Europarlamento, che si prepara a votare il congelamento dell’accordo di luglio sulle tariffe. Una mossa politica dal peso simbolico enorme.
Duro anche l’intervento di Manfred Weber, leader del Partito popolare europeo: “Serve una risposta europea. Quando è troppo, è troppo. In gioco c’è l’affidabilità di Washington”. Parole che segnano un cambio di clima evidente nei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico.
Nel discorso a Strasburgo trova spazio anche il dossier Mercosur. Von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa difendono con forza l’accordo di libero scambio appena firmato, mentre incombe il rischio di uno stop tecnico se la plenaria dovesse rinviare il testo alla Corte di Giustizia europea.
“È la più grande area di libero scambio al mondo, oltre 700 milioni di consumatori”, ricorda Costa. “L’Europa offre partnership, non muri. Costruiamo prosperità condivisa, non sfere di influenza”.
Von der Leyen insiste sui benefici strategici dell’intesa: accesso alle materie prime critiche, nuove opportunità per le imprese europee e salvaguardie rafforzate per i settori agricoli più esposti. “È un accordo che rafforza la nostra sicurezza economica e protegge la prosperità dell’Unione”, conclude.