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Acqua: con le nuove regole Ue, bollette in aumento del 2,3%

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Acqua: con le nuove regole Ue, bollette in aumento del 2,3%

La Commissione Europea stima che per raggiungere gli obiettivi fissati in materia di qualità dell’acqua e sostenibilità energetica degli impianti di depurazione serviranno quasi 4 miliardi di euro all’anno in tutti i Paesi membri. La scadenza è il 2045 e prevede che gli impianti diventino energeticamente autosufficienti, tagliando le emissioni e garantendo standard più elevati di tutela ambientale.

Acqua: con le nuove regole Ue, bollette in aumento del 2,3%

Per coprire metà di questi investimenti, anche in Italia si dovrà intervenire sulle tariffe. Secondo l’analisi di Ref Ricerche, i costi aggiuntivi si tradurranno in un aumento medio delle bollette dell’acqua del 2,3%. Una cifra che sembra modesta ma che, su larga scala, rappresenta un flusso stabile di risorse per finanziare piani nazionali di modernizzazione del settore idrico.

L’agenda di Accadueo
Le sfide del nuovo quadro normativo europeo sono al centro di Accadueo, la fiera internazionale dedicata alla filiera idrica che si svolge a BolognaFiere dal 7 al 9 ottobre. Oltre 50 incontri, 200 marchi presenti e 50 buyer internazionali discutono di innovazioni tecnologiche e di modelli di economia circolare applicati alla gestione delle acque civili e industriali.

I nuovi obblighi
“Con le nuove regole – spiega Laura D’Aprile, capo dipartimento sviluppo sostenibile del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energeticaanche i piccoli agglomerati e i sistemi non collegati alla rete fognaria dovranno dotarsi di impianti moderni”.
I Paesi dovranno adottare piani nazionali integrati di gestione delle acque reflue urbane, che includano strategie per la gestione delle acque piovane, cruciali per prevenire allagamenti e inquinamento durante eventi meteo estremi.

Depuratori come hub circolari
I nuovi impianti dovranno trasformarsi in strumenti di economia circolare: riuso delle acque e dei fanghi, recupero di nutrienti e di altre risorse, produzione di energia rinnovabile sufficiente a coprire il fabbisogno dell’impianto stesso. L’obiettivo è coniugare efficienza ambientale e sostenibilità economica, riducendo il ricorso a fonti fossili e migliorando la resilienza del sistema idrico.

Il principio “chi inquina paga”
Per la prima volta entra in gioco il principio della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). I settori industriali responsabili della presenza di microinquinanti nei reflui dovranno contribuire ai costi dei nuovi trattamenti. È un passaggio che mira a spostare parte dell’onere dai contribuenti ai soggetti che generano l’inquinamento.

Una transizione da governare
L’aumento delle bollette sarà graduale ma inevitabile per sostenere la trasformazione richiesta. Le aziende del settore chiedono regole chiare e un calendario realistico per gli adeguamenti, mentre i consumatori e le associazioni ambientaliste sollecitano controlli più severi e investimenti rapidi per ridurre perdite idriche e sprechi.
Il 2045 è ancora lontano, ma le scelte da fare nei prossimi anni determineranno la capacità dell’Italia e dell’Europa di garantire acqua sicura, tariffe sostenibili e infrastrutture in grado di affrontare l’impatto dei cambiamenti climatici.

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