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Mercati in altalena: Asia incerta, futures europei in rialzo

- di: Matteo Borrelli
 
Mercati in altalena: Asia incerta, futures europei in rialzo
Trump rinvia i dazi UE e ridà fiato agli scambi; dollaro giù, oro debole, petrolio in discesa.
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Asia nervosa, solo Tokyo e Seoul reggono l’onda
Le Borse asiatiche chiudono una seduta contrastata tra speranze globali e tensioni locali. Il Nikkei 225 ha messo a segno un +0,79%, aiutato da un rimbalzo nei comparti tech e automobilistico. Toyota e Sony hanno registrato guadagni superiori all’1,5%, spinti dalla debolezza dello yen che favorisce le esportazioni. Il KOSPI sudcoreano ha fatto ancora meglio: +1,35%, trainato da Samsung Electronics (+2,2%) e da un report di Morgan Stanley che ha rivisto al rialzo le previsioni per il PIL del paese.
In forte difficoltà invece le piazze cinesi. Il China A50 ha perso l’1,17% e lo Shenzhen Component lo 0,71%. Il tonfo di Alibaba (-2,6%) e Tencent (-3,1%), sotto pressione per nuove misure regolatorie sui servizi online, ha contagiato anche Hong Kong, dove l’Hang Seng ha lasciato sul terreno l’1,11%. In calo anche lo Shanghai Composite (-0,25%) e l’indice allargato DJ Shanghai (-0,27%). Pesano i timori sul rallentamento della ripresa cinese, dopo il debole dato sulle vendite al dettaglio di aprile pubblicato venerdì.
Seduta poco mossa per l’ASX 200 australiano (+0,08%), mentre a Taipei l’indice Taiwan Weighted ha limato lo 0,09%. Debolezza anche a Mumbai, dove il Sensex ha aperto in leggero calo, ma il GIFT Nifty (+42 punti) suggerisce un possibile recupero in giornata.
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Il rinvio dei dazi cambia il vento: Europa sorride
A rianimare i mercati è stata la mossa di Donald Trump, che nella notte ha annunciato il rinvio dei dazi del 50% sulle importazioni dall’Unione Europea al 9 luglio. La scadenza precedente era fissata per il 1° giugno. “Non è una marcia indietro, ma un gesto tecnico per permettere alle aziende americane di prepararsi meglio”, ha detto il portavoce della Casa Bianca, David Carlson, in una nota diffusa da Washington alle 3:15 ora italiana.
La notizia ha immediatamente avuto effetto sui futures europei: l’Euro Stoxx 50 è salito dell’1,6%, il DAX di Francoforte dell’1,5% e il CAC 40 di Parigi dell’1,4%. A Piazza Affari, i futures sul FTSE MIB registrano un +1,3%. “Gli operatori vedono in questo rinvio una possibilità concreta di negoziato. È una boccata d’ossigeno per l’industria europea, già sotto pressione per i tassi alti e la frenata della Germania”, spiega Fabrizio Amadori, strategist di IG Markets.
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Valute: l’euro sale, il dollaro perde quota
Sui mercati valutari il dollaro cede terreno. L’euro è salito fino a 1,1382 USD, toccando i massimi da tre settimane, mentre la sterlina ha superato 1,3543 USD, approfittando dell’ottimismo sulle prossime mosse della Bank of England, che potrebbe tagliare i tassi solo dopo l’estate.
Lo yen giapponese si rafforza leggermente a 142,77 contro il dollaro. Bene anche il franco svizzero (0,8221 USD), mentre il dollaro australiano si consolida a 0,6505 USD, aiutato dalla stabilità dei dati macro e dalla tenuta dei titoli minerari.
Tra le valute emergenti si registra un lieve rafforzamento della rupia indiana, spinta dall’afflusso di capitali internazionali in vista delle elezioni presidenziali, previste per giugno. Più volatile il peso messicano, sotto pressione dopo il discorso del presidente López Obrador sulle riforme del sistema bancario.
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Materie prime: oro debole, petrolio in calo, gas piatto
Il rinvio dei dazi ha avuto un effetto calmierante anche sulle materie prime. L’oro, tradizionale bene rifugio, perde lo 0,3% e scende a 3.346,59 USD l’oncia. “Il clima si è alleggerito, anche se resta alta l’attenzione per le tensioni geopolitiche e l’instabilità USA”, osserva Amrita Sen di Energy Aspects.
Il petrolio in flessione: il WTI è sceso a 61,78 USD al barile, il Brent si attesta a 65,04 USD. Influisce il rafforzamento dell’offerta globale e il rallentamento della domanda in Cina. L’OPEC+ si riunirà a Vienna il 2 giugno e non sono esclusi nuovi tagli.
Stabile invece il gas naturale, che resta a 3,31 USD per MMBtu. Nonostante la stagionalità in discesa, la domanda in Asia e la transizione green in Europa mantengono il prezzo su livelli elevati. Secondo Goldman Sachs, il prezzo potrebbe tornare a salire nel terzo trimestre, con punte fino a 3,75 USD.
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In attesa dell’Europa, occhi su Wall Street
I mercati europei si preparano a una partenza positiva. Ma il clima resta fragile. “La decisione di Trump è una tregua, non una soluzione. Da qui a luglio può succedere di tutto”, avverte Nina Schmid, senior analyst di UBS. A Wall Street, i futures sullo S&P 500 (+0,7%) e sul Nasdaq (+0,9%) anticipano un avvio in territorio positivo.
Restano sotto osservazione anche i dati macro in uscita oggi: in Europa sono attesi gli indici di fiducia delle imprese tedesche (IFO), mentre negli Stati Uniti l’attenzione è rivolta al dato preliminare sugli ordini di beni durevoli di aprile.

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