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Mercati europei in calo, Milano resiste mentre Wall Street tentenna

- di: Matteo Borrelli
 
Mercati europei in calo, Milano resiste mentre Wall Street tentenna
Le borse europee hanno chiuso l’ultima seduta dell’anno all’insegna della debolezza, con perdite moderate sui principali listini. Francoforte ha segnato -0,38% con il DAX a 19.909 punti, mentre Parigi e Londra hanno chiuso rispettivamente a -0,57% e -0,35%. A Milano, il FTSE MIB è rimasto pressoché invariato a 34.186 punti, riflettendo una giornata priva di slancio significativo.

Piazza Affari tra alti e bassi
Nonostante un controvalore degli scambi in calo a 1,47 miliardi di euro rispetto agli 1,66 miliardi della vigilia, alcuni titoli del FTSE MIB si sono distinti in positivo. Banca MPS (+2,32%), BPER (+1,42%), Hera (+1,18%) ed ENI (+1,05%) hanno guidato i rialzi. Sul fronte opposto, STMicroelectronics (-1,60%), Interpump (-1,16%) e Prysmian (-0,74%) hanno registrato le peggiori performance.
Nel FTSE MidCap, spiccano i guadagni di Rai Way (+2,42%), Acea (+2,08%) e Caltagirone SpA (+1,56%), mentre Comer Industries (-2,21%) e Multiply Group (-1,89%) sono state tra le peggiori.

Spread in calo e valute incerte
Lo spread BTP-Bund è sceso a 113 punti base (-6 punti), con il rendimento del decennale italiano al 3,51%. Nel mercato valutario, l’euro ha mostrato cautela contro il dollaro, scendendo dello 0,38%.

Materie prime: petrolio in ripresa, oro debole
Il petrolio WTI ha segnato un aumento dello 0,81%, chiudendo a 71,17 dollari al barile, supportato da aspettative di una domanda stabile. L’oro, invece, ha continuato a soffrire, scambiando in calo a 2.600 dollari l’oncia, penalizzato da vendite diffuse.

Wall Street senza slancio
Oltreoceano, Wall Street ha aperto la seduta in ribasso, con gli investitori preoccupati per l’incertezza economica e i timori di una politica monetaria ancora restrittiva. “L’umore rimane prudente, con poche sorprese attese dai dati economici di fine anno”, ha commentato un analista di Bloomberg.
L’anno si chiude quindi con toni contrastanti sui mercati finanziari, riflettendo la persistente incertezza globale e i timori legati a inflazione e crescita.
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