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Caro carrello della spesa, addio: gli italiani spendono di più, ma escono con meno buste in mano

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Caro carrello della spesa, addio: gli italiani spendono di più, ma escono con meno buste in mano
Le famiglie italiane si trovano sempre più spesso a fare i conti con un fenomeno che sa di beffa: il portafoglio si svuota in fretta, ma il carrello resta mezzo vuoto. L’inflazione morde, i prezzi corrono e il potere d’acquisto arretra. Risultato? Si compra meno, anche se si spende di più.

Caro carrello della spesa, addio: gli italiani spendono di più, ma escono con meno buste in mano

Chiunque abbia fatto la spesa negli ultimi mesi lo sa bene: con lo stesso budget di un anno fa si torna a casa con meno prodotti. La colpa è tutta dell’aumento dei prezzi che ha colpito indiscriminatamente alimentari, beni di prima necessità e persino il settore della ristorazione. Se un tempo con 50 euro si riempiva il carrello, oggi ci si deve accontentare di qualche busta.

E le statistiche confermano la percezione diffusa: secondo gli ultimi dati ISTAT, mentre il valore delle vendite cresce a causa dell’aumento dei prezzi, il volume degli acquisti cala. Un paradosso che non sorprende gli economisti: quando l’inflazione sale, i consumatori tendono a ridurre le quantità, cercando di compensare con scelte più oculate.

Prezzi alle stelle, stipendi fermi
Il problema, però, non è solo il rincaro della vita, ma anche la stagnazione dei salari. Mentre il costo della spesa aumenta, gli stipendi rimangono fermi, facendo sì che il divario tra entrate e uscite si allarghi sempre più. E così, si moltiplicano le strategie per risparmiare: meno carne e pesce nel carrello, più prodotti in offerta, più discount e meno spese superflue.

Ma se l’inflazione non rallenta, basterà tagliare il superfluo? O arriverà il momento in cui a essere sacrificati saranno i beni essenziali?

Verso un cambio di abitudini forzato?
Già oggi le famiglie si stanno adattando, modificando radicalmente le loro scelte d’acquisto. Più prodotti a marchio del supermercato, meno uscite al ristorante, meno acquisti d’impulso. Ma il rischio è che a lungo termine questa “dieta forzata” dei consumi possa avere effetti pesanti sull’intera economia.

Se la gente compra meno, le aziende vendono meno. E se le aziende vendono meno, l’intero sistema rischia di incepparsi. Il Governo sta cercando di mettere in campo misure di contenimento dei prezzi e di sostegno ai redditi, ma la sfida è complessa: calmierare l’inflazione senza frenare la crescita.

Nel frattempo, gli italiani si aggrappano alle loro strategie di risparmio, sperando che la tempesta passi presto. Ma per ora, fare la spesa resta un esercizio di equilibrismo tra necessità e possibilità.
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