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CIA: "Settore caseario strategico, servono aiuti"

- di: Barbara Bizzarri
 
CIA: 'Settore caseario strategico, servono aiuti'
Il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenendo a Piacenza alla 6° edizione del Dairy Summit, l’appuntamento dedicato alla filiera del latte e dei prodotti lattiero-caseari, ha dichiarato: “È un momento molto importante per rilanciare il comparto lattiero-caseario nazionale che, con 24 mila allevamenti specializzati e 540 imprese di trasformazione, si conferma altamente strategico per l’agroalimentare Made in Italy, contribuendo per il 10% al valore complessivo dell’agricoltura italiana. Attenzione, quindi, a preservarne le peculiarità, assicurando agli allevatori interventi strutturali, soprattutto attraverso la Pac”.

CIA: "Settore caseario strategico, servono aiuti"

Il primo anno del Piano Strategico della PAC 2023-2027, ricorda Cia, ha evidenziato diverse criticità rispetto al premio per gli allevatori, dovute a cambiamenti normativi, tecnici e amministrativi. L’attuale sistema ha subìto un significativo ridimensionamento, modifiche nei criteri di assegnazione, dalla graduale riduzione dei titoli storici al "capping" dei pagamenti per le aziende di maggiori dimensioni.

Secondo Cia, la condizionalità rafforzata ha introdotto nuove regole legate alla sfera ambientale, così come lo strumento ClassyFarm ha richiesto competenze tecnologiche spesso non adeguatamente supportate, mentre gli Eco-schemi inseriti nel I Pilastro come strumento di premialità, compensano gli agricoltori per impegni volontari aggiuntivi per la sostenibilità climatica e ambientale, ma i criteri di accesso non sono sempre stati chiari o applicabili a tutti. Senza contare i ritardi nei processi amministrativi e le difficoltà regionali nell’implementazione dei nuovi strumenti.

“Bisogna introdurre soluzioni che intervengano sui costi alti di produzione -ha continuato Fini - e rendere gli allevamenti più sostenibili dal punto di vista ambientale. Rafforziamo il supporto tecnico e la formazione degli allevatori e cerchiamo di fare la differenza per una più corretta informazione e per la promozione e il rilancio dei consumi del nostro latte e dei nostri formaggi, fondamentali in una dieta sana ed equilibrata”.
Cia ribadisce che servono processi amministrativi più celeri nell’erogazione dei pagamenti, criteri più flessibili negli Eco-schemi e una distribuzione dei fondi più equa, favorendo anche l’innovazione tecnologica, la capacità organizzativa delle filiere con azioni settoriali, programmi operativi, come l’Ocm latte, e puntare sulla creazione di un sistema di Op solido per incidere sul riconoscimento del giusto prezzo agli allevatori.
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