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Crans-Montana, rogatoria dei pm di Roma: svolta nell’inchiesta sulla strage

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Crans-Montana, rogatoria dei pm di Roma: svolta nell’inchiesta sulla strage

I pm di Roma imprimono un’accelerazione decisiva all’inchiesta sulla strage di Crans-Montana, preparando l’invio di una rogatoria alle autorità svizzere. La richiesta di cooperazione giudiziaria internazionale punta a ottenere gli atti istruttori, i verbali degli interrogatori e, soprattutto, la lista degli indagati già individuati in Svizzera. Un passaggio chiave per sbloccare il fascicolo aperto a piazzale Clodio, che al momento procede contro ignoti, ma che è destinato a entrare in una fase nuova e più definita.

Crans-Montana, rogatoria dei pm di Roma: svolta nell’inchiesta sulla strage

L’obiettivo dei magistrati italiani è allineare l’indagine romana a quella elvetica, così da ricostruire in modo completo dinamica, responsabilità e profili penali legati alla tragedia che ha scosso l’opinione pubblica e acceso i riflettori sul sistema di sicurezza della struttura coinvolta.

Il fascicolo aperto a piazzale Clodio
L’inchiesta della procura di Roma ipotizza i reati di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio. Si tratta di un’impostazione che consente ai magistrati di valutare eventuali condotte omissive o colpose, in attesa degli elementi istruttori raccolti dalle autorità svizzere. Proprio l’assenza, al momento, di iscrizioni formali nel registro degli indagati rende la rogatoria un atto cruciale per dare sostanza al procedimento.
La cooperazione con Berna servirà a chiarire se e come le responsabilità penali siano già state individuate oltreconfine e in che misura possano emergere profili rilevanti anche per l’ordinamento italiano.

Gli atti richiesti alla Svizzera
La rogatoria in preparazione riguarda l’intero pacchetto di documenti prodotti finora dall’autorità giudiziaria svizzera. In particolare, i pm romani chiedono di poter acquisire i verbali degli interrogatori, gli atti relativi all’attività istruttoria e ogni elemento utile a ricostruire la sequenza degli eventi che hanno portato alla tragedia. La documentazione consentirà di valutare la sussistenza di responsabilità individuali e di procedere con le iscrizioni formali nel registro degli indagati.
Si tratta di un passaggio tecnico, ma determinante, che segna il momento in cui l’indagine italiana può uscire dalla fase preliminare e assumere contorni più definiti.

Le iscrizioni attese nel registro degli indagati
Secondo quanto emerge, la trasmissione degli atti dalla Svizzera porterà all’iscrizione nel registro degli indagati di Jacques Moretti e Jessica Moretti, indicati come i gestori del club Costellation, la struttura teatro della tragedia. Oltre a queste posizioni, non si esclude che possano emergere ulteriori profili di responsabilità, qualora l’istruttoria elvetica evidenziasse condotte rilevanti sotto il profilo penale.
L’iscrizione nel registro rappresenta un atto dovuto e non un giudizio di colpevolezza, ma consente agli indagati di esercitare pienamente i diritti di difesa e alla procura di procedere con ulteriori accertamenti.

Un passaggio chiave nella cooperazione giudiziaria
La rogatoria segna un momento centrale nella collaborazione tra Italia e Svizzera sul piano giudiziario. In casi complessi e transnazionali come questo, la condivisione degli atti è fondamentale per evitare sovrapposizioni, lacune investigative o ricostruzioni parziali dei fatti. I pm romani puntano a un quadro istruttorio completo, che consenta di valutare eventuali responsabilità anche alla luce dei collegamenti con l’Italia.
L’inchiesta entra così in una fase più matura, in cui l’attenzione si concentra sulla qualità delle prove e sulla ricostruzione tecnica degli eventi.

Le prossime mosse dell’indagine
Una volta ricevuti gli atti dalla Svizzera, la procura di Roma potrà procedere con ulteriori valutazioni, eventuali nuovi atti istruttori e, se necessario, con richieste di approfondimento. La tempistica dipenderà dalla rapidità della risposta elvetica, ma la rogatoria è considerata un passaggio imprescindibile per dare impulso all’indagine. La strage di Crans-Montana entra dunque in una fase decisiva. L’acquisizione degli atti svizzeri rappresenta il punto di svolta atteso dai magistrati per chiarire responsabilità e dinamica, in un’inchiesta che, dopo mesi di attesa, si avvia finalmente verso un momento di definizione giudiziaria.

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