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Stop imprevedibile ai pacchi verso gli Usa: che succede davvero

- di: Vittorio Massi
 
Stop imprevedibile ai pacchi verso gli Usa: che succede davvero
Pacchi verso USA: fine del de minimis, nuovi dazi e cosa cambia
Tariffe sotto assedio, richieste di chiarezza e panico nei consumatori: tutto quello che c’è da sapere, oggi.

In un lampo, da oggi 23 agosto 2025, Poste Italiane ha interrotto l’accettazione di pacchi contenenti merci diretti negli Stati Uniti — anche quelli di valore contenuto — generando un autentico “caos pacchi” per consumatori, imprese e operatori logistici. Ma cosa è cambiato? Vediamolo con precisione.

Cos’è scattato (e perché)

  • Il 30 luglio 2025, il Presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo che abolisce l’esenzione “de minimis” — la franchigia doganale per pacchi di valore inferiore a 800 dollari — estendendo la sua applicazione a livello globale a partire dal 29 agosto 2025.
  • La norma impone ora dazi anche sui pacchi di modesto valore, fino ad oggi esenti.

Reazione delle poste europee

  • Poste Italiane — insieme ad altri operatori europei — ha sospeso da sabato 23 agosto 2025 la presa in carico di spedizioni con merci verso gli USA, temendo di non poter garantire la ricezione prima dell’entrata in vigore del nuovo regime (29 agosto).
  • Francia, Germania, Spagna, Repubblica Ceca, e altri seguiranno o hanno già seguito, con scadenze produttive diverse.
  • Messe in evidenza le incertezze operative, come la raccolta dei dazi, i tempi doganali e la trasmissione dati.

Cosa resta operativo

  • Le spedizioni di solo corrispondenza (lettere, documenti) restano accettate senza problemi.
  • È ancora attivo, per ora, il servizio Poste Delivery International Express, che già prevede supporto doganale, tracciabilità e indicazioni precise sui documenti.

Le eccezioni residue (ma limitate)

  • Pacchi dono diretti tra privati, del valore inferiore a 100 dollari, restano esenti — tranne per profumi, alcolici o tabacco, che non godono di alcuna franchigia.

Il fronte delle proteste

Le associazioni dei consumatori — tra cui Consumerismo No Profit, Codacons, Assoutenti — hanno denunciato l’impatto reale e repentino sui consumatori e sulle piccole imprese: richieste immediate di istruzioni e omogeneità a livello europeo sono state invocate.

Luigi Daniele (Consumerismo No Profit) ha evocato il problema “oltre la politica, nella vita reale” — e Codacons ha chiesto un intervento urgente della Commissione Europea per garantire procedure chiare e trasparenza, in modo da evitare rincari e disservizi.

Impatto pratico ed economico

  • A livello domestico, al mese si stimano circa 2 000 pacchi diretti negli USA, con impatto relativamente contenuto se solo privati sono coinvolti.
  • Per le PMI e l’e-commerce, invece, l’effetto è severo: costi imprevisti, rallentamenti operativi, e incertezza normativa rischiano di mettere a dura prova la competitività.

Il quadro

L’abolizione dell’esenzione “de minimis” — la soglia di 800 dollari — e l’introduzione di dazi su ogni spedizione, accompagnata da caos logistico e utilizzo limitato dei servizi postali, hanno innalzato un muro imprevisto tra consumatori, imprese italiane e il mercato Usa.

Si attende ora una risposta rapida – tanto a livello nazionale quanto europeo – per ripristinare regole chiare, equità e continuità nel commercio transatlantico.

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