Euromontana e Cia-Agricoltori Italiani: obiettivo “smart mountains”

- di: Barbara Leone
 
Innovazione e nuove tecnologie sono i due pilastri necessari per costruire le “smart mountains” del futuro. Soltanto orientando la bussola di investimenti e politiche in questa direzione, a partire da settori chiave come agricoltura e turismo, le aree montane Ue potranno diventare economicamente autosufficienti, resistenti ai cambiamenti climatici, attrattive per le nuove generazioni. Questo il messaggio lanciato dalla XII Convention Europea della Montagna che si è conclusa la settimana scorsa a Camigliatello Silano, nel cuore del Parco Nazionale della Sila. Obiettivo dell’evento, patrocinato dal Mipaaf ed organizzato da Euromontana in collaborazione con Cia-Agricoltori Italiani, riportare le aree montane al centro dell’agenda politica comunitaria.

Euromontana e Cia-Agricoltori Italiani: obiettivo “smart mountains”

Una missione che si fa sempre più urgente per tanti motivi connessi. Prima di tutto il rischio spopolamento, visto che a livello Ue le zone montane rappresentano quasi il 30% di tutto il territorio, ma oggi ospitano solo il 16,9% della popolazione, con un progressivo invecchiamento che mina lo sviluppo (4 delle prime 6 regioni d’Europa che invecchiano sono montane). Legato a doppio filo, c’è il rischio desertificazione e perdita di biodiversità, ancora più accentuato come conseguenza del climate change, che fa traballare anche il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal. Le montagne, infatti, hanno un ruolo strategico nella transizione verde, sia sul fronte della tutela ambientale e paesaggistica sia su quello della biodiversità naturale, essendo fonte principale di servizi ecosistemici di cui difetta il resto del territorio. Basti pensare alla dotazione eccezionale di risorse come le acque correnti, il potenziale idroelettrico, i pascoli, le biomasse boschive.

Per questi motivi, secondo Euromontana e Cia adesso occorre invertire la rotta e mobilitarsi per dare subito alle montagne europee strategie di sviluppo intelligente che facilitino l’innovazione aumentando resilienza e opportunità. Anche perché uno studio condotto proprio da Euromontana ha dimostrato che i giovani (66% degli intervistati) sono interessati a stabilirsi o restare nelle aree montane, tanto più dopo il Covid, a condizione che si presti maggiore attenzione agli investimenti, in primis sulla digitalizzazione, e alla crescita di politiche territoriali più integrate ed efficienti anche sul fronte occupazionale. Le risorse per questo cambio di marcia possono essere trovate nella politica di coesione Ue e nei relativi fondi, che affrontano le disparità economiche, sociali e territoriali a livello regionale. Si tratta di circa 392 miliardi in totale, per il periodo 2021-2027, fondamentali a spingere ricerca e innovazione come “motori” per creare aree montane vivaci, sostenibili e attraenti.

Che vuol dire infrastrutture adeguate e nuova mobilità, anche alternativa e pulita; miglioramento della connettività a beneficio delle imprese e delle famiglie (in Europa le connessioni internet ad altissima velocità sono disponibili solamente per 2 persone su 3 residenti in città e per 1 su 6 nelle aree interne); servizi di qualità con la digitalizzazione dei punti rurali multiservice; nuove tecnologie per il monitoraggio ambientale e la gestione sostenibile delle risorse naturali; agricoltura e allevamenti 4.0 con robotizzazione in campo e nelle stalle, sistemi satellitari e sensoristica; nuove reti e coworking per piattaforme integrate di promozione turistica che uniscono sport, benessere e cucina tipica. Tutte opportunità e soluzioni all’avanguardia per garantire la qualità della vita delle comunità e rendere i territori accoglienti e orientati al futuro, insomma per far nascere le “montagne intelligenti” di domani.
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