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Ceto medio sotto pressione: boom del “compro ora, pago dopo”

- di: Redazione
 
Ceto medio sotto pressione: boom del “compro ora, pago dopo”

Crescono del 13% i prestiti personali e del 69% il “Buy Now, Pay Later”. L’importo medio supera i 10mila euro. Famiglie più indebitate, ma anche più consapevoli. E le truffe online corrono. I dati e le tendenze rilevate dall’Osservatorio Facile.it – Prestiti.it.

In Italia il credito non conosce tregua. Settembre si chiude con una crescita a doppia cifra su base annua per i prestiti personali (+13,2%) e un autentico boom del buy now, pay later (+69%), la formula del “compro ora, pago dopo” che sta conquistando anche gli over 60, con importi medi saliti a 190 euro. È quanto emerge dal Rapporto Experian 2025, che fotografa un Paese sempre più dipendente dal credito, non solo per gli acquisti importanti, ma anche per le spese quotidiane.

A confermare la tendenza è l’Osservatorio Facile.it – Prestiti.it, secondo cui chi ha chiesto un prestito personale nell’ultimo anno ha puntato in media a 10.436 euro da restituire in 63 rate da 194 euro. L’età media del richiedente è di 43 anni e nel 70% dei casi si tratta di uomini. Il credito al consumo, spiegano gli esperti, non è più vissuto come un fallimento o un passo azzardato, ma come una leva di pianificazione finanziaria, segno di un cambio culturale profondo.

Il credito diventa quotidiano

Il credito, ormai, è entrato stabilmente nella routine delle famiglie. I prestiti finalizzati, quelli cioè legati all’acquisto di beni specifici, crescono del 3,6% su base annua, trainati soprattutto dalle auto nuove (+103%) e dai telefoni cellulari, che rappresentano quasi un terzo delle richieste. L’impennata del credito al consumo è visibile anche nel Nord-Ovest (+18,1%) per i prestiti personali, mentre il Centro Italia primeggia nei finalizzati (+5,5%).

Il nuovo profilo del debitore è quello del ceto medio con stipendio stabile ma potere d’acquisto eroso, che ricorre al credito per mantenere lo stesso tenore di vita. Secondo l’Osservatorio di Facile.it, il 32% delle richieste riguarda prestiti di liquidità, cioè denaro non vincolato a una spesa specifica. Seguono auto usate (17,3%)consolidamento del debito (17,2%) e ristrutturazioni domestiche (12%). In sostanza, una famiglia su tre chiede un prestito non per un sogno, ma per restare a galla.

La salute a rate

Tra i dati più rivelatori citati dall’Osservatorio di Facile.it c’è la crescita dei prestiti sanitari, un indicatore che racconta molto dell’Italia di oggi. Rappresentano ormai il 5% del totale delle richieste, contro il 3,5% del 2017. Nei primi otto mesi del 2025, il taglio medio delle domande per spese mediche è stato di 5.867 euro, da restituire in 53 rate. L’età media del richiedente è di 48 anni e, diversamente dal trend generale, le donne rappresentano il 44% del totale.

Visite specialistiche, cure odontoiatriche, interventi estetici o fisioterapie: il ricorso al credito per la salute segnala come anche il benessere fisico sia ormai una voce del bilancio familiare, spesso affrontata a rate. È il riflesso di un sistema sanitario sotto pressione e di un ceto medio che cerca di colmare privatamente i vuoti della sanità pubblica.

Il nuovo volto del debito

I dati indicano “una crescente propensione a ricorrere al credito in tutte le sue forme, riflesso di un mercato dinamico e in evoluzione. È un segnale di fiducia, ma anche della fragilità del potere d’acquisto”.
Dietro l’ottimismo, infatti, si nasconde una doppia verità: da un lato, l’accesso al credito è più facile e trasparente grazie alle piattaforme digitali; dall’altro, aumenta il rischio che l’indebitamento diventi strutturale.

Nei mutui, la situazione appare più stabile. Le richieste sono aumentate dello 0,8% su base annua, con tassi medi intorno al 3,66% e una netta preferenza per il fisso. Sorprende però la spinta dei più giovani: la Generazione Z (18-29 anni) rappresenta ormai il 15,8% delle nuove richieste di mutuo, segno di un rinnovato interesse per la casa nonostante redditi e prospettive lavorative incerte.

L’altra faccia del credito: truffe e rischi digitali

Ma l’espansione del credito ha anche un lato oscuro. Secondo un’indagine mUp Research – Norstat condotta per Facile.it, quasi 900mila italiani nel 2024 sono stati vittima o bersaglio di truffe legate ai prestiti. L’aumento della domanda online ha moltiplicato le occasioni di frode, dalle email fasulle ai siti clone che promettono finanziamenti in poche ore. Le vittime, spiegano gli esperti, sono spesso persone in difficoltà economica, più vulnerabili alle proposte “miracolose”. 

La raccomandazione è semplice: diffidare di chi chiede anticipi o documenti via canali non ufficiali e verificare sempre la presenza dell’intermediario negli elenchi OAM, come specificato anche su Facile.it Prestiti

Un Paese che vive a rate

Il quadro complessivo restituisce l’immagine di un Paese che vive sempre più a rate, ma con una consapevolezza nuova. Il credito non è più un tabù, bensì una strategia di sopravvivenza e pianificazione, che però comporta un prezzo: l’indebitamento cronico di ampie fasce del ceto medio.

L’uso crescente del credito al consumo, unito al boom del BNPL e dei prestiti sanitari, disegna una nuova geografia sociale: meno risparmio, più rate.

Una tendenza che, se da un lato tiene in moto l’economia, dall’altro sposta più avanti il confine della sostenibilità finanziaria personale. Il rischio, dicono gli analisti, è che l’Italia finisca per somigliare sempre di più agli Stati Uniti degli anni Duemila, quando l’indebitamento diffuso si trasformò da strumento di libertà a trappola sociale. Perché, come ricorda un vecchio adagio finanziario, chi vive di prestiti compra tempo, non serenità.

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