Furti auto: salviamo la Panda dall'estinzione

- di: Barbara Bizzarri
 

Sarà per il particolare amore che gli italiani nutrono per le quattro ruote a fare del Paese un immenso parco auto appetibile per i ladri, fatto sta che l’Italia è al secondo posto in Europa per i furti dei veicoli, dopo la Francia. Dal 2013 ad oggi sono stati rubati 1 milione e 550mila veicoli: solo 609mila sono stati ritrovati, di quasi 940mila si sono perse le tracce, instradati su mercati esteri o utilizzati per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. Nell'ultimo anno il fenomeno è aumentato addirittura del 7%, mentre in tutti gli altri Stati membri si rubano meno di 40mila veicoli l'anno.

Furti auto: salviamo la Panda dall'estinzione

È quanto emerge dall'analisi 'Dossier sui furti di veicoli 2024', elaborato da LoJack Italia, società del settore Automotive, che ha raccolto e analizzato i dati forniti dal Ministero dell'Interno sul 2023 e li ha integrati con quelli provenienti da elaborazioni e report nazionali e internazionali sul fenomeno.  

I numeri evidenziano e come queste attività siano oggi prerogativa di vere e proprie holding di smercio e/o di smontaggio dei veicoli sottratti, in grado di agire con grande tempestività e di instradare i veicoli oppure le singole componenti disassemblate lungo le direttrici balcaniche dell'Est Europa oppure verso il Nord Africa e perfino in Medio Oriente.  

Senza dubbio incide l'utilizzo sempre più frequente da parte dei ladri di dispositivi hi-tech in grado di agevolare e rendere più rapido e meno vistoso il furto: ad oggi oltre una sottrazione su tre di veicoli dotati di sistemi di apertura contactless è portato a termine anche grazie all'impiego di device tecnologici, spesso acquistabili online per pochi euro

La crescente attenzione verso gli Sport Utility Vehicles è il secondo fattore trainante degli ultimi anni. Quella dei Suv/Crossover è una categoria sempre più attrattiva per questo business sia grazie alla crescente diffusione sul mercato nazionale (e alla conseguente ampia richiesta di pezzi di ricambio), sia grazie all'appeal che questa categoria registra su mercati esteri in cui vengono 'piazzati' i mezzi prelevati nel nostro Paese.    

Nella classifica dei modelli spicca in pole position la Fiat Panda con 12.571 sottrazioni, seguita da Fiat 500, Fiat Punto, Lancia YpsilonFiat 500 L (2.637) e Alfa Romeo Giulietta (2.075). Nelle ultime quattro posizioni, Smart Fortwo (1.976), Citroen C3 (1.741), Volkswagen Golf (1.465) e Renault Clio (1.365), che rappresentano il 54% dei furti. In questa particolare graduatoria le tre vetture che più difficilmente vengono ritrovate sono, nell'ordine, Golf (la si recupera solo nel 35% dei casi), C3 (36%) e Fortwo (37%).    

Nella categoria Suv/Crossover, i più ambiti sono Fiat 500X, Jeep Renegade e Peugeot 3008 mentre, guardando alla distribuzione geografica del fenomeno, si confermano le consuete cinque regioni a bollino rosso: nell'ordine Campania, Lazio, Puglia, Sicilia e Lombardia

Il primato negativo della Campania resta irraggiungibile con 26.045 furti (+9% rispetto al 2022), seguita con distacco da Lazio, con 16.912 episodi (anch'esso in crescita lo scorso anno, del 12%), Puglia (14.978), Sicilia (13.174) e Lombardia (9.750 e +15% vs 2022). Campania e Lazio sono anche le Regioni in cui le percentuali di recupero restano più basse, rispettivamente al 36% e al 35%. In queste aree le speranze di rientrare in possesso della propria auto rubata si assottigliano: in quasi 2 casi su 3 la vettura rubata sparisce nel nulla dopo il furto. 

Nel cuore della Puglia, invece, la sfida dei ritrovamenti di vetture rubate assume una sfumatura particolare. Qui, i già bassi tassi di recupero si traducono spesso in ritrovamenti che lasciano un'amara traccia: i veicoli recuperati sono spesso ridotti a relitti, smantellati in meno di 24 ore per la vendita dei pezzi di ricambio

Tra le Regioni in cui i proprietari di un'auto possono dormire possono tranquilli, dato che non raggiungono i 600 casi l'anno, ci sono invece Basilicata, Valle D'Aosta, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Molise, Trentino-Alto Adige.

Nelle grandi città come Milano e Roma e in alcune aree del nostro Paese, soprattutto vicino a porti o a frontiere, il furto è spesso finalizzato al riciclaggio internazionale. Un traffico redditizio in cui sono coinvolti i ladri che sottraggono fisicamente l'auto, i proprietari di garage o magazzini in cui l'auto solitamente viene lasciata a 'decantare' alcune ore/giorni prima di essere smontata o caricata in container o veicoli commerciali, i trasportatori e infine i broker criminali che presidiano i vari passaggi e governano le operazioni fino alla vendita nel Paese di destinazione. 

Secondo gli esperti, chi sottrae fisicamente una utilitaria può assicurarsi un guadagno immediato di poco inferiore ai mille euro, che possono diventare cinquemila per le vetture di lusso dal valore di centomila euro.

Il costo del trasporto si aggira attorno ai 2-3mila euro, se la vettura viene spostata verso l'Est, mentre l'intera operazione che comprende il trasporto del all'interno di un container può variare tra i 10.000 e i 15.000 euro. Decisamente meno oneroso risulta spostare la vettura affidandosi a una staffetta di autisti che si danno il cambio alla guida dell'auto sottratta fino a destinazione: tra i 500 e i 1.000 euro il loro profitto.    

Come se tutto ciò non bastasse, ai furti di veicoli si è aggiunta negli ultimi anni la piaga dei furti parziali di specifiche componenti (navigatori satellitari, pneumatici, marmitte/catalizzatori, attuatori della frizione, fari Led, batterie elettriche) alimentata dalla crisi produttiva del mercato automotive e dalle strette commerciali derivate dai conflitti in Ucraina e nel Canale di Suez che li ha resi ancora più cari e ricercati. Una volta sottratti, i pezzi vengono poi instradati sul mercato nero nazionale della ricambistica, oppure caricati su navi in partenza dai porti del Mar Tirreno.

Dal post Covid in poi questo business criminale ha vissuto una fase di continua crescita, tale da aumentare il livello di allerta registrato soprattutto in alcune aree del nostro Paese, in special modo per i possessori dei veicoli più gettonati dai ladri di auto.

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Italia Informa n° 2 - Marzo/Aprile 2024
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