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Concorsi pubblici, svolta nella PA: il reclutamento passa al ministero

- di: Marta Giannoni
 
Concorsi pubblici, svolta nella PA: il reclutamento passa al ministero
Il governo cambia le regole per l’accesso alla pubblica amministrazione. Con il nuovo decreto promosso dal ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, e approvato dal Consiglio dei ministri, il sistema di reclutamento subirà una trasformazione radicale. I concorsi per i ministeri, le agenzie fiscali e gli enti pubblici non economici non saranno più banditi dalle singole amministrazioni, ma saranno centralizzati e gestiti direttamente dal Dipartimento della funzione pubblica, avvalendosi della Commissione per l’attuazione del progetto di riqualificazione delle pubbliche amministrazioni (Ripam).

Un nuovo modello di selezione
L’obiettivo principale della riforma è rendere il settore pubblico più attrattivo per le giovani generazioni, garantendo al contempo maggiore efficienza e uniformità nei processi di selezione. “Il testo approvato dal Consiglio dei ministri prevede misure necessarie e urgenti volte, da un lato, a rendere il settore pubblico più attrattivo per le giovani generazioni e, dall’altro, a garantire la funzionalità delle pubbliche amministrazioni”, ha dichiarato il ministro Zangrillo in un comunicato ufficiale.
Uno dei punti cardine della riforma è l’incremento della mobilità tra le amministrazioni, con l’obiettivo di ottimizzare l’impiego del personale e favorire una gestione più dinamica delle risorse umane.

Accesso facilitato per diplomati ITS Academy
Un’altra novità riguarda l’assunzione nei ruoli di funzionario degli studenti diplomati negli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori), un canale che mira a garantire l’ingresso di figure tecniche qualificate nella pubblica amministrazione. Questi giovani potranno essere assunti a tempo determinato e, una volta conseguita la laurea, potranno proseguire la carriera all’interno delle istituzioni pubbliche, beneficiando di un sostegno economico nell’ambito del progetto “PA 110 e lode”.

Sospesa la norma “taglia idonei”
Per il biennio 2024-2025 viene sospesa la cosiddetta norma “taglia idonei”, che limitava il numero di candidati ritenuti idonei nei concorsi pubblici. Attualmente, il regolamento stabilisce che soltanto il 20% in più rispetto ai posti messi a concorso possa essere considerato idoneo: in un concorso con 100 posti disponibili, solo 20 candidati oltre i vincitori potevano essere inclusi in graduatoria. La sospensione della norma consentirà un più agevole scorrimento delle graduatorie, facilitando il reclutamento e riducendo i tempi di attesa per l’ingresso nel settore pubblico.

Fondi per i segretari comunali e adeguamenti salariali
Per gli enti locali, il decreto prevede la riassegnazione delle risorse già stanziate e non utilizzate dai comuni che avevano richiesto contributi per la spesa destinata ai segretari comunali. Inoltre, vengono introdotte misure specifiche per il personale impiegato nei territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016 e dalle alluvioni del maggio 2023 che hanno colpito Emilia-Romagna, Marche e Toscana.
Dal punto di vista salariale, il provvedimento autorizza una spesa di 2 milioni di euro per l’adeguamento delle retribuzioni del personale assunto all’estero e prevede un processo graduale di armonizzazione degli stipendi accessori all’interno delle amministrazioni centrali.

Il futuro della pubblica amministrazione
Con questa riforma, il governo punta a modernizzare la pubblica amministrazione e a ridurre la frammentazione nelle procedure di reclutamento. Il ministro Zangrillo ha sottolineato cheil decreto pone al centro le nostre persone promuovendone la crescita personale e professionale, contribuendo al miglioramento dell’efficienza organizzativa”.
Resta da vedere se le misure introdotte riusciranno a rendere il settore pubblico più attrattivo per i giovani laureati e a garantire un’amministrazione più efficiente e competitiva.

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