• Tutto con Bancomat. Scambi denaro, giochi ti premi.
  • Esprinet molto più di un distributore di tecnologia

Manifestazioni e diritti: il problema dei doppi standard

- di: Marco Vinicio Guasticchi, economista e scrittore
 
Manifestazioni e diritti: il problema dei doppi standard
Quando la difesa delle libertà diventa selettiva e contraddittoria.

La democrazia ha un valore fondamentale: permette a chiunque di esprimere liberamente le proprie idee, anche quando sono discutibili o minoritarie. È un principio che vale in Europa e in Occidente, ma che purtroppo non trova applicazione in molti Paesi per i quali, paradossalmente, si scende in piazza. Il Venezuela ne è un esempio evidente. Un Paese dove gli oppositori politici vengono incarcerati, la stampa è sotto controllo e le elezioni sono spesso contestate da osservatori internazionali. Eppure, in nome di una presunta “resistenza all’imperialismo”, c’è chi organizza manifestazioni di sostegno a un regime che di democratico ha ben poco.

Non sorprende vedere piccoli gruppi di nostalgici o militanti ideologizzati difendere governi autoritari: fa parte del pluralismo delle opinioni. Più difficile da comprendere è il ruolo di alcuni sindacati e movimenti organizzati che, con grande visibilità mediatica, scelgono sistematicamente cause antioccidentali, ignorando o minimizzando le violazioni dei diritti umani che le accompagnano. Questa selettività solleva interrogativi legittimi sulla coerenza e sull’onestà intellettuale di certe battaglie.

Il confronto diventa ancora più evidente se si guarda all’Iran. Quando migliaia di donne e giovani sono scesi in piazza per protestare contro un regime che limita le libertà fondamentali, impone il velo obbligatorio e reprime il dissenso con arresti e violenze, il sostegno da parte di molte organizzazioni occidentali è stato timido, intermittente o addirittura assente. Nessuno sciopero generale, poche bandiere, scarso entusiasmo. Eppure, in Iran, il popolo chiedeva esattamente ciò che in Occidente diamo per scontato: diritti, dignità, libertà.

Questa disparità di trattamento rischia di creare confusione, soprattutto tra i cittadini meno informati. Si finisce per trasformare regimi autoritari in simboli di lotta e governi repressivi in vittime, mentre le vere vittime – i popoli – restano senza voce. La difesa dei diritti umani non dovrebbe dipendere dall’orientamento geopolitico di un Paese, ma dalla realtà dei fatti.

Difendere la libertà significa schierarsi sempre dalla parte di chi la libertà non ce l’ha, che si trovi a Caracas o a Teheran. Senza bandiere ideologiche, senza doppi standard e senza giustificare l’ingiustificabile.

Notizie dello stesso argomento
Trovati 39 record
Pagina
5
12/01/2026
Iran, la piazza continua a sfidare gli ayatollah: canale Usa aperto
Proteste in Iran, oltre 500 morti e internet bloccato. Teheran apre un canale con gli Usa ...
12/01/2026
Lega contro Meloni: torna l’idea Salvini di nuovo al Viminale
Le crepe nella maggioranza si allargano tra Ucraina, sicurezza e Mercosur. La Lega rialza ...
12/01/2026
Iran in fiamme, Khamenei sfida Trump: “Sarai rovesciato”
Proteste in Iran: HRANA conta 544 morti e oltre 10mila arresti. Khamenei attacca Trump, Wa...
11/01/2026
Bettini: “La Ue è confusa, si svegli. Von der Leyen al capolinea”
Goffredo Bettini attacca la leadership di Ursula von der Leyen e chiede una svolta europea...
11/01/2026
Trump minaccia Cuba, che replica: “Usa criminali incontrollati”
Trump minaccia Cuba: stop a petrolio e denaro dal Venezuela se l’isola non tratta con Wash...
11/01/2026
Iran-USA, minacce incrociate: Teheran alza tiro su Israele e basi Usa
Proteste in Iran, linea dura a Teheran e avvertimenti da Washington: cresce il rischio di ...
Trovati 39 record
Pagina
5
  • Con Bancomat, scambi denaro, giochi e ti premi.
  • Punto di contatto tra produttori, rivenditori & fruitori di tecnologia