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Rotta comune per un “Mediterraneo Controcorrente”: l'appello di Assarmatori

- di: Livio Scottoni
 
Rotta comune per un “Mediterraneo Controcorrente”: l'appello di Assarmatori

Il titolo – Mediterraneo Controcorrente – ha definito il tono dell'annual meeting di Assarmatori, associazione di categoria dell'industria della navigazione, che rappresenta gli armatori italiani, dell’Unione europea e dei paesi terzi che operano in Italia. Nella cornice del Grand Hotel Parco dei Principi a Roma, industria marittima e istituzioni stamattina si sono confrontate sulle complesse e mutevoli sfide che attraversano il settore, dalla geopolitica alla sostenibilità.

Rotta comune per un “Mediterraneo Controcorrente”: l'appello di Assarmatori

A delineare lo scenario – dopo i videomessaggi iniziali della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto – è stato il padrone di casa, il presidente di Assarmatori Stefano Messina. La sua relazione introduttiva ha offerto un'analisi lucida e senza sconti, ribadendo ancora una volta la complessità del presente per lo shipping nazionale e mettendo a fuoco le priorità strategiche per il futuro.

Un quadro chiaro, che il presidente Messina ha sintetizzato davanti a una platea numerosa: “Valutiamo positivamente la realizzabilità di una riduzione delle emissioni del settore marittimo, ma le azioni della burocrazia di Bruxelles non sembrano ancora particolarmente ‘calde’: se andiamo a vedere i progetti in corso notiamo che hanno poco a che fare con la decarbonizzazione. I casi di desertificazione di Taranto e Cagliari hanno portato numerosi armatori europei a lasciare il Paese. È un discorso di mercato ma anche di sicurezza, come sollevato in varie occasioni dai ministri qui presenti. La Commissione europea ci invita a rispettare le regole ma non dimentichiamo che siamo un settore in cui l’occupazione cresce, che non presenta problemi di salario, senza tensioni sociali né cause in corso: fare il presidente degli armatori è un lavoro facile. Noi chiediamo, tuttavia, che le nostre istanze siano maggiormente ascoltate e per questo vorrei trasferire alla politica un senso di corresponsabilità. Speriamo che il nostro governo sappia cogliere le opportunità che l’Europa ha davanti a sé”. E poi ha concluso: “È necessario un rapporto tra il ministero dei Trasporti e l’Autorità di Regolazione dei Trasporti per operare in un quadro ben delineato, senza sovrapposizioni o imbarazzi di carattere giuridico”.

A seguire, il dibattito ha coinvolto i massimi vertici del sistema-Paese. La rilevanza strategica è stata sottolineata dai discorsi dei ministri Adolfo Urso (Imprese), Nello Musumeci (Politiche del mare) e Orazio Schillaci (Salute), e dal capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Enrico Credendino. Il confronto è poi entrato nel vivo durante la tavola rotonda moderata da Michele Brambilla, che ha messo a dialogo – tra gli altri – il presidente del Comitato ETS Mauro Mallone, l'ex ministro greco Christos Stylianides e il presidente della commissione Trasporti Salvatore Deidda.

A completare il panel, è giunto infine il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il quale ha condotto un’analisi approfondita sul settore marittimo: “La posizione del governo è molto critica verso il Green deal, non per un deficit di sensibilità ecologica, bensì per la fondata preoccupazione che alcuni suoi provvedimenti possano compromettere la vitalità e la competitività di un settore nevralgico come quello portuale. Va imposto un cambiamento di rotta, non possiamo non tenere conto della realtà industriale e imprenditoriale dell’Europa, specialmente in un paese come il nostro che tocca il 40% del Pil solo grazie all’export (esportiamo beni per oltre 600 miliardi di euro). In particolare, in questo settore la competizione è globale, pertanto è fondamentale portarla avanti ad armi pari”. E, ricordando l’operazione Aspides, il ministro ha menzionato il tema della sicurezza, evidenziando le enormi criticità che si stanno affrontando nell'area mediorientale e nel mar Rosso.

Gli interventi di oggi hanno ribadito il messaggio chiave emerso già durante gli ultimi appuntamenti di Assarmatori: per navigare nelle acque agitate odierne, l'Italia deve trovare una sinergia concreta tra industria, istituzioni e difesa, capace di superare le sfide attuali in una chiara e condivisa strategia nazionale. Al termine del dibattito, la giornata si è conclusa con la consegna del Premio Assarmatori 2025 da parte dell'Ammiraglio Sergio Liardo della Guardia Costiera.

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