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Milano zavorra l’Europa: giù banche, reggono i petroliferi

- di: Matteo Borrelli
 
Milano zavorra l’Europa: giù banche, reggono i petroliferi
Milano zavorra l’Europa: giù banche e tech, reggono i petroliferi
Ftse Mib -1,03% con STM, Prysmian e i bancari in forte calo; DiaSorin e il comparto energetico tengono. Oro in ritirata, Brent in rialzo, euro intorno a 1,16, spread stabile sotto gli 80 punti. Wall Street a metà seduta in lieve calo in attesa di Tesla.

Milano in coda al continente

La seduta si chiude con un segno negativo netto per Piazza Affari, dove il Ftse Mib arretra dell’1,03%. Milano è la maglia nera tra i principali listini europei, appesantita da vendite su banche e tecnologia e dall’attesa per i conti dei big USA.

Tra le blue chip in ribasso spiccano STMicroelectronics (debolezza del comparto semiconduttori), Prysmian e i bancari: Banca Popolare di Sondrio, Bper, UniCredit (pressioni nonostante utili sopra le stime, complice il raffreddamento del margine d’interesse). Vendite anche su Cucinelli, Moncler, Stellantis, Ferrari, Banco BPM e Unipol.

In controtendenza DiaSorin e i petroliferi: Tenaris, Eni e Saipem sfruttano il rimbalzo del greggio.

Nel listino allargato si segnala il crollo di NewPrinces nel giorno della definizione della forchetta di prezzo per l’IPO della controllata Princes a Londra.

Europa divisa tra trimestrali e tecnologia

I listini europei chiudono misti: Parigi -0,63%, Francoforte -0,74%, Londra +0,93% sostenuta dalla frenata dell’inflazione; Madrid poco mossa. Il lusso arretra dopo conti sotto tono e il tech sconta indicazioni caute dai semiconduttori.

Contesto macro: tassi fermi e bilanci in primo piano

In area euro lo scenario sui tassi resta di pausa, con l’attenzione che si sposta sui bilanci e sulle ipotesi di manovra fiscale nei singoli Paesi. In Italia, il possibile maggiore contributo di banche e assicurazioni al gettito tiene alta la prudenza sul comparto.

Valute: euro stabile, sterlina vulnerabile, yen in equilibrio

L’euro/dollaro oscilla intorno a 1,16. La sterlina cede terreno dopo un CPI più morbido delle attese, mentre il dollaro/yen staziona in area 151,8–152.

Materie prime: oro in ritirata, petrolio in rimbalzo, gas in recupero

L’oro consolida sopra 4.000 $/oncia dopo le prese di profitto della vigilia. Il petrolio risale con il Brent intorno a 62 $/barile e il WTI vicino a 58 $/barile. Il gas TTF si muove attorno a 32 €/MWh.

Spread e rendimenti

Il premio di rischio tra BTP e Bund resta sotto 80 punti base con il BTP decennale intorno al 3,35%. Quadro stabile ma sensibile alle novità di politica fiscale e monetaria.

Wall Street a metà seduta

Oltreoceano gli indici sono in lieve flessione a metà giornata: investitori concentrati sulle trimestrali e in particolare sui conti di Tesla. Realizzi sulla tecnologia dopo i recenti massimi.

I titoli: migliori e peggiori

Blue chip migliori: DiaSorin, Tenaris, Eni, Saipem. Peggiori: Banca Popolare di Sondrio, STMicroelectronics, Bper, Prysmian, Cucinelli.

Mid Cap migliori: Alerion Clean Power, Maire, MFE A, Technogym. Mid Cap peggiori: NewPrinces, GVS, Pharmanutra, Technoprobe.

Small Cap in evidenza: Seri Industrial, Met.Extra, TXT e-Solutions, Seco, I Grandi Viaggi; tra i peggiori Netweek e altri titoli a bassa capitalizzazione.

Scenari e riflessioni

Quadro prudente: le trimestrali USA e i segnali su tassi guideranno il sentiment. In Europa pesano i conti del lusso e la volatilità dei chip; l’energia offre un paracadute tattico. In Italia l’attenzione resta su banche e sostenibilità dei conti pubblici. 

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