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Mercosur, via libera UE al vaglio: export agroalimentare +50%, tensioni tra agricoltori

- di: Anna Montanari
 
Mercosur, via libera UE al vaglio: export agroalimentare +50%, tensioni tra agricoltori

L’accordo tra Unione europea e Mercosur si avvicina a uno snodo cruciale. Domani, nell’ambito dei lavori della presidenza UE, è atteso il confronto politico sul via libera all’intesa commerciale che da anni divide governi, categorie produttive e opinione pubblica. Un passaggio delicato, che potrebbe ridefinire gli equilibri dell’agroalimentare europeo e aprire nuovi mercati, ma che continua a sollevare forti resistenze nel mondo agricolo.

Mercosur, via libera UE al vaglio: export agroalimentare +50%, tensioni tra agricoltori

A rilanciare il potenziale economico dell’accordo è il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic (nella foto), secondo cui l’export agroalimentare europeo potrebbe crescere fino al 50% grazie all’accesso privilegiato ai mercati sudamericani. Una stima che rafforza la linea della Commissione, ma che non basta a placare i timori di dumping e concorrenza sleale.

Le rassicurazioni di Bruxelles: “Rete di sicurezza e controlli rigorosi”
Sefcovic ha ribadito che l’accordo sarà accompagnato da una rete di sicurezza per proteggere i produttori europei. Sono previsti controlli stringenti, verifiche sanitarie e meccanismi di salvaguardia pronti ad attivarsi in caso di squilibri di mercato. Bruxelles insiste sul fatto che le regole europee in materia di qualità, sicurezza alimentare e sostenibilità non saranno abbassate.
La Commissione sottolinea inoltre che l’intesa non riguarda solo l’agricoltura, ma l’intero sistema industriale e commerciale europeo, in una fase in cui l’UE cerca nuovi sbocchi per compensare le tensioni globali e il rallentamento di alcuni mercati tradizionali.

La posizione dell’Italia: sì solo con garanzie
Da parte italiana, il sostegno è condizionato. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha accolto positivamente le misure annunciate a tutela degli agricoltori, definendole “un passo nella giusta direzione”. Un segnale di apertura, ma non un sì incondizionato.
Più esplicita la linea del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, presente a Bruxelles per i colloqui: “Se ci saranno le garanzie, lo sottoscriveremo”. Una posizione che riflette le preoccupazioni del settore primario italiano, in particolare per comparti sensibili come carne, riso, zucchero e produzioni Dop.

Agricoltori in allerta, proteste in Belgio
Il clima resta teso. In Belgio, gli agricoltori hanno annunciato nuove proteste a partire da stasera, pronti a tornare in piazza contro l’accordo Mercosur. Le organizzazioni agricole temono una concorrenza basata su standard ambientali e sanitari meno stringenti, con il rischio di comprimere prezzi e redditività delle aziende europee.
Le manifestazioni confermano quanto il dossier sia politicamente esplosivo, soprattutto in un momento in cui il consenso nel mondo rurale è diventato un tema centrale per molti governi europei.

Un accordo che divide l’Europa
Il confronto di domani si annuncia decisivo. Da un lato, la Commissione spinge per chiudere un accordo considerato strategico per la proiezione globale dell’UE. Dall’altro, diversi Stati membri chiedono paletti più rigidi e garanzie concrete per evitare effetti distorsivi sull’agricoltura.
Il Mercosur non è solo un trattato commerciale: è un test politico sulla capacità dell’Europa di bilanciare apertura dei mercati, tutela dei produttori e consenso sociale. Il via libera, se arriverà, sarà probabilmente il frutto di un compromesso. Ma le tensioni, dentro e fuori Bruxelles, sono destinate a restare.

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