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Mezzogiorno in ascesa, ma l’Italia resta spaccata

- di: Matteo Borrelli
 
Mezzogiorno in ascesa, ma l’Italia resta spaccata

Dati Istat 2024 e analisi di trend tra Nord-Ovest, Centro e Sud: crescita dei posti di lavoro al Sud ma persistono divari netti su reddito e consumi.

(Foto: Maria Francesco Chelli, presidente Istat).

Una fotografia dell’economia italiana

Il nuovo report dei Conti economici territoriali pubblicato dall’Istituto nazionale di statistica rivela un’Italia in movimento ma ancora lontana dall’equilibrio. Nel 2024 il Pil nazionale è cresciuto dello 0,7%, con performance molto diverse tra aree geografiche: il Nord-Ovest guida la crescita con un +1%, seguito dal Centro (+0,8%) e dal Mezzogiorno (+0,7%)

Reddito disponibile: il Sud risale, ma resta fanalino di coda

Nel 2024 il reddito disponibile pro capite delle famiglie al Sud è aumentato, arrivando a circa 17,8mila euro. Questo incremento positivo (+3,4% rispetto al 2023) però non è stato sufficiente a colmare le differenze con il Centro-Nord, dove il reddito si attesta a circa 25,9mila euro, circa il 31% in più del valore meridionale.

Consumi e comportamento delle famiglie

I consumi delle famiglie italiane sono cresciuti nel 2024 dello 0,7% a livello nazionale. Il traino principale viene ancora una volta dal Nord-Ovest (+0,9%), mentre nel Mezzogiorno l’aumento dei consumi è stato più contenuto (+0,4%).

Mercato del lavoro: il Sud mostra segnali positivi

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il Sud registra la crescita più forte dell’occupazione tra le grandi ripartizioni: +2,2% rispetto al 2023, superiore alla media nazionale (+1,6%). Questo +2,2% è trainato principalmente dai settori delle costruzioni e dei servizi, e si conferma anche nei dati trimestrali più recenti sul mercato del lavoro.

Prospettive e ombre dal contesto nazionale

Nonostante i segnali positivi in alcune aree, l’outlook economico resta complesso. La fiducia delle imprese italiane ha mostrato qualche segnale di recupero nei mesi più recenti — secondo dati sul morale delle imprese pubblicati a dicembre 2025 — ma restano criticità nel settore manifatturiero e nelle esportazioni, penalizzate da un dollaro debole e da dazi commerciali.

Le prospettive di crescita per il 2025 e oltre sono moderate: l’Istat prevede un Pil italiano in aumento dello 0,5% nel 2025, con un’accelerazione attesa al +0,8% nel 2026, sostenuta principalmente dalla domanda interna e dagli investimenti.

Perché il divario territoriale persiste

Malgrado la crescita dell’occupazione nel Mezzogiorno, le differenze strutturali restano marcate: il Pil pro capite nel Nord-Ovest rimane nettamente superiore (circa 46,1mila euro nel 2024), mentre il Mezzogiorno si attesta sotto i 25mila euro. Questo gap influisce sui livelli di consumi, reddito disponibile e capacità di resilienza economica delle famiglie meridionali.

Passi avanti ma molta strada da fare

L’economia italiana nel 2024 e 2025 mostra dinamiche contrastanti: alcuni indicatori evidenziano segnali di miglioramento, in particolare nel mercato del lavoro del Sud, ma il quadro resta complesso, con differenze marcate tra aree e una crescita complessiva ancora modesta. Le politiche economiche e i piani di investimento dovranno continuare a concentrarsi su coesione territoriale, occupazione qualificata e sostegno alla domanda interna per dare slancio a un’Italia più equilibrata e prospera.

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