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Consumi famiglie: a Foggia si spende la metà che a Milano

- di: Bruno Legni
 
Consumi famiglie: a Foggia si spende la metà che a Milano
Consumi delle famiglie, Milano domina ma il Sud corre più veloce Nel 2023 Milano domina per spesa pro capite, ma il Sud corre più della media nazionale. Il Mezzogiorno avanza, ma resta fragile e diseguale.  

Milano in pole position: consumi pro capite da primato

Nel 2023 Milano conquista il primato nazionale dei consumi delle famiglie, con una spesa media annua pro capite di 30.993 €, contro una media nazionale pari a circa 25.510 €. Seguono sul podio Bolzano (29.146 €) e la provincia di Monza e Brianza (26.714 €).

Il Sud cresce più di tutti: +15,7%

Tra il 2019 e il 2023 i consumi familiari nel Mezzogiorno registrano un balzo del +15,7%, superando la media nazionale (+13,7%) e lasciandosi alle spalle Nord-ovest (+14,4%), Nord-est e Centro.

Graduatoria rivelatrice: Foggia in fondo

All'ultimo posto in Italia c’è Foggia, con soli 13.697 € pro capite, meno della metà della spesa milanese. La provincia è preceduta da Caserta (13.890 €) e Agrigento (14.020 €), e bisogna scorrere fino alla 23ᵃ posizione per trovare la prima provincia meridionale (Cagliari, 22.225 €), mentre la media del Sud è di 16.244 €, il 20,8% sotto quella nazionale.

Spesa alimentare: il Sud pesa un terzo del carrello

Nel comparto alimentare la geografia si ribalta: il Mezzogiorno incrocia il 33,2% della spesa alimentare totale italiana, mentre Nord‑ovest (28,2%), Centro (20,5%) e Nord-est (18,1%) seguono a distanza. Roma è la prima provincia italiana per consumi alimentari (7,8% del totale), seguita da Milano (6,0%) e Napoli (5,2%).

Analisi e commento: tra luci e ombre

Una ripresa in corsa… ma non basta

La crescita del Sud appare vigorosa, soprattutto grazie al traino del comparto alimentare e a una dinamica che genera segnali positivi tra molte province meridionali, con punte record: Enna (+21%), Caserta (+20,2%), Isernia (+19,5%) e L’Aquila (+19,4%). Ma l’effetto rebound non colma il gap: un milanese spende più del doppio di un foggiano.

Sud vulnerabile: redditi bassi e consumi alimentari pesanti

“Questa condizione rappresenta una sorta di doppia vulnerabilità: redditi familiari inferiori di circa il 25% rispetto alla media nazionale e una quota maggiore di risorse spese per alimentari”, osserva Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne. In 26 province meridionali su 38 la spesa alimentare incide per oltre il 21% sui consumi totali; fenomeno assente nelle province del resto d’Italia.

Nord concentrato e coesivo

La Lombardia da sola dispone del 20% della spesa familiare complessiva italiana, seguita da Lazio (10,2%), Veneto (8,9%), Emilia‑Romagna (8,6%) e Piemonte (7,6%). Il consolidamento tra i territori più coesivi – come Milano, Bolzano, Bologna, Modena e Trento – evidenzia il ruolo di un’economia locale strutturata e di un tessuto produttivo robusto.

Quali sfide e prospettive

La fotografia offerta da Unioncamere–Centro Studi Tagliacarne (dati aggiornati al 5 agosto 2025) evidenzia un’Italia dei consumi profondamente spaccata: un Nord ricco e coeso, e un Sud ancora in ritardo ma in fase di accelerazione. Il tema centrale è trasformare questa crescita rapida in sviluppo duraturo: servono politiche mirate per rafforzare i redditi, sostenere il potere d’acquisto e diversificare i consumi longevi lontano dalla leva alimentare.

Solo così il Mezzogiorno potrà superare un connotato di fragilità strutturale e diventare un elemento centrale dello sviluppo nazionale.

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