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Oro ai massimi da aprile: ecco perché torna a brillare

- di: Jole Rosati
 
Oro ai massimi da aprile: ecco perché torna a brillare
Analisi sui driver del ritorno dell’oro sotto i riflettori: Fed, dazi, e rifugi sicuri in un mondo incerto.

Il metallo giallo cerca nuovi vertici

L’oro ha fatto un balzo notevole, attestandosi sul suo livello più alto da metà aprile: intorno ai 3.487 dollari l’oncia.

Cosa spinge questo rialzo?

  • Speranze di taglio dei tassi Fed a settembre – I mercati puntano al primo taglio dell’anno da parte della Federal Reserve, con un’alta probabilità di manovra espansiva. Commenti accomodanti della presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, hanno ulteriormente spinto le attese verso questa direzione.
  • Dazi Usa giudicati illegali e rifugio sull’oro – Una corte d’appello statunitense ha stabilito che la maggior parte dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump è illegale, indebolendo il dollaro e rafforzando l’oro quale bene rifugio.
  • Mercati sottili per il Labor Day – Il lunedì di festa negli Stati Uniti ha ridotto la liquidità, amplificando le oscillazioni sui metalli preziosi.

Un’analisi più profonda

Fed e politica monetaria

Mary Daly e altri segnali della Fed hanno mantenuto alta la tensione sui tassi, con il mercato che ora riflette alta fiducia in un taglio a settembre. In un contesto simile, l’oro, privo di rendimento, diventa ancora più attraente se i tassi restano bassi.

Dazi e instabilità normativa

La sentenza che ha bocciato i dazi Trump ha fatto vacillare la credibilità normativa dell’amministrazione, favorendo la domanda di sicurezze alternative come l’oro.

Baiocchi del mercato globale

Le banche centrali continuano ad accumulare oro. Nel solo giugno, gli acquisti netti sono stati pari a 22 tonnellate. Paesi come Polonia, Azerbaigian, Kazakistan, Cina e Turchia guidano questa corsa, mentre India e Cina vedono un calo nella domanda di gioielli, dovuto ai prezzi elevati.

Implicazioni e outlook

  • Prossimi target: J. Safra Sarasin indica un possibile arrivo dell’oro a 3.600 dollari l’oncia entro fine anno.
  • Futures e gap di prezzo: I futures dicembre hanno superato i 3.500 dollari, distaccandosi dallo spot, ma la differenza si è attenuata dopo il chiarimento sull’esenzione dai dazi.
  • ETF e interesse istituzionale: Gli ETF fisici sull’oro, soprattutto in Nord America, stanno ricevendo nuovo slancio – segnale di fiducia rinnovata nelle prospettive del metallo.

Un vero e proprio exploit

L’oro non è solo tornato protagonista, ma lo fa con un vero e proprio exploit: alimentato da voci Fed, tensioni commerciali e clima politico incerto. È il classico bene rifugio che riprende luce quando tutto intorno vacilla. La domanda resta: è solo un fuoco di paglia o c’è un rally duraturo in corso?

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