Osservatorio Confcommercio Energia: "Prezzi in calo, ma le bollette mordono le imprese"

- di: Barbara Bizzarri
 
Nonostante i ribassi delle ultime settimane, i costi dell’energia restano pesanti per le imprese. Rispetto ai mesi prima del conflitto tra Russia e Ucraina, il costo del gas registra un +116% mentre quello dell’elettricità è al +36%: è quanto emerge dall’ultima analisi dell’Osservatorio Confcommercio Energia, che evidenzia come questi prezzi siano ben lontani dall’essere considerati superati e c’è il rischio che le tensioni geopolitiche mantengano elevato il pericolo di impennate dei prezzi dell’energia per oltre il 2023. L’analisi di Confcommercio evidenzia come, a fine marzo 2023, il prezzo all’ingrosso del gas fosse sceso sotto i 50 €/MWh contro una media 2022 di circa 130 €/MWh, eppure, nel quinquennio precedente, il prezzo del gas in Europa non aveva mai superato i 30 €/MWh: stessa considerazione per l’energia elettrica, che dai picchi visti negli ultimi anni, fino a 700 euro per MWh alla fine di marzo supera di poco i 100 euro al MWh, ovvero più del doppio dei prezzi pre-crisi. Secondo l’Osservatorio, è necessario ridurre gli oneri generali di sistema per il settore elettrico, la cui incidenza sul costo della fornitura è di oltre il 25%. Una voce che pesa circa 13,1 miliardi di euro all'anno sulla spesa energetica degli italiani. La proroga fino a giugno 2023 dei crediti d'imposta “energetici”, pur essendo certamente positiva, prevede una percentuale di detrazione, per il secondo trimestre 2023, assolutamente insufficiente.

Osservatorio Confcommercio Energia: "Prezzi in calo, ma le bollette mordono le imprese"

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha lanciato più volte l'allarme sul tema del caro energia, chiedendo al governo più sostegni per aiutare le imprese a fronteggiare i rincari. "Il caro bollette ci soffoca - ha dichiarato in una recente intervista - servono più crediti d'imposta volti a temperare gli impatti del caro-elettricità e del caro-gas a carico delle imprese vanno potenziati ed estesi temporalmente".

Tra le proposte di Sangalli, anche una maggiore continuità alle riduzioni dell'accisa sui carburanti e dell'Iva sul gas e sul metano per autotrazione, e agli interventi di annullamento degli oneri generali di sistema: "Per le piccole imprese, vanno poi prorogati ulteriormente, almeno fino a tutto il 2023, i termini per la fine della tutela di prezzo nel mercato al dettaglio dell'energia elettrica. Anche per gli interventi specifici in favore degli operatori professionali del trasporto, servono continuità e potenziamento. Ma non va trascurato il problema della liquidità".

Nonostante i numerosi interventi del governo per arginare i costi energetici, l'Italia ha registrato i prezzi più alti in Europa. In una intervista rilasciata a gennaio scorso, Sangalli ha ribadito le grandi difficoltà che i settori del commercio, della ristorazione e del turismo devono affrontare per i soli costi delle bollette. "Rispetto alla Francia - ha spiegato - è più del doppio, perché lì si è deciso di applicare un freno all'aumento delle tariffe. Lo stesso è accaduto in Spagna e in Germania". Secondo il presidente di Confcommercio, sul tema dell'energia serve "più coraggio" da parte del Governo. Tra le proposte lanciate: il rafforzamento dei crediti d'imposta energetici e la proroga a settembre dei termini per la loro fruizione. "Occorre poi prorogare, almeno per il 2023, la fine della maggior tutela di prezzo per le forniture di energia elettrica delle microimprese ed introdurre la possibilità di un ammortamento di lungo periodo dei costi energetici".

Per quanto riguarda il settore dei trasporti, si evidenzia un forte aumento del prezzo finale, avvenuto all'indomani dell'invasione dell'Ucraina. La pressione di questo aumento sui costi di famiglie e imprese ha portato, nel giro di pochi giorni, l'allora governo Draghi a intervenire con una riduzione delle accise di 25 centesimi al litro. Nell'estate e autunno 2022, il prezzo finale del gasolio auto si è mosso in linea con le variazioni del prezzo del petrolio, registrando un leggero trend di diminuzione. Tra dicembre 2022 e gennaio 2023, questo trend si è bruscamente interrotto a causa della decisione dell'attuale governo di riportare le accise ai livelli esistenti prima della riduzione introdotta dal governo Draghi.

Il sistema Confcommercio sta affiancando a vario titolo le imprese associate nella loro “lotta” quotidiana al caro bollette con l’ausilio di numeri e indagini che fotografano la situazione e danno una reale dimensione dell’aumento dei costi, che stanno diventando insostenibili. L’Osservatorio Energia, un’analisi trimestrale realizzata in collaborazione con Nomisma Energia, consente alle imprese di avere uno sguardo completo sull’evoluzione e l’andamento dei prezzi energetici, mentre la Congiuntura Confcommercio analizza mensilmente l’andamento economico del Paese da un punto di vista macroeconomico. La Confederazione ha anche lanciato la campagna social “#SOSbollette – Non spegneteci!” per rafforzare la richiesta di misure e interventi d’urgenza.

Secondo un’analisi comparativa realizzata da Confcommercio, in collaborazione con Nomisma Energia, confrontando la spesa teorica annuale delle bollette elettriche del mercato libero delle imprese del commercio, del turismo e della ristorazione italiane con quelle pagate dalle medesime tipologie di imprese in Francia e Spagna, emerge che l’Italia, che aveva già il triste primato di avere i prezzi di elettricità e gas più alti d’Europa, con l’ultima crisi vede non solo ribadita questa debolezza, ma addirittura peggiorata.

Tutte le categorie economiche prese a riferimento, infatti, pagano in Italia, a parità di consumi e di potenza impegnata, una bolletta elettrica notevolmente più elevataalberghi, bar, ristoranti e negozi alimentari hanno una spesa elettrica mediamente superiore del 27% rispetto alle imprese spagnole e addirittura di quasi il 70% rispetto a quelle francesi. Meno severo il divario relativo ai negozi non alimentari che pagano, rispettivamente, l’11% e il 16% in più. Il dato è tanto più significativo se si considerano le risorse complessivamente stanziate dai singoli Paesi nel 2022 per far fronte ai rincari energetici con l’Italia al primo posto con quasi 60 miliardi, quasi il doppio di quanto stanziato dalla Spagna. L’Italia, dunque, ha speso più sia della Francia che della Spagna pur continuando a registrare costi delle bollette elettriche decisamente più elevati.

La Confederazione ha anche individuato alcuni principi generali per contenere i consumi e favorire il risparmio energetico dei punti vendita. Secondo però i dati di Enea, l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, sono gli elettrodomestici che fanno pesare di più i costi delle bollette. In questo caso, il Vademecum di Aires, l'Associazione italiana retailer elettrodomestici specializzati, in collaborazione con APPLiA Italia, fornisce alcuni preziosi consigli per risparmiare sui consumi domestici. È anche da sottolineare che l'Italia è, da sempre, all'avanguardia sul fronte delle energie rinnovabili, sia in Europa che nel mondo. Ad oggi le fonti rinnovabili coprono quasi il 40% del fabbisogno energetico elettrico nazionale e il 19% complessivo.

Le principali fonti energetiche rinnovabili in Italia sono: l'idroelettrico, presente nelle zone con forti pendenze come nell'arco alpino e lungo la dorsale appenninica (anche se in misura minore); il fotovoltaico, soprattutto nel Sud Italia; l'energia eolica, Sicilia, Sardegna in particolare, ma anche la parte meridionale della dorsale appenninica come Puglia, Campania, Basilicata; e infine l'energia geotermica, di cui la Toscana è il punto nevralgico, sia per ragioni storiche che per caratteristiche geologiche. Purtroppo, per colpa anche della pandemia, i margini di crescita del settore aumentano troppo lentamente e anche quest'anno si confermano insufficienti per affrontare l'imminente caro bollette e l'emergenza climatica. 

Secondo il rapporto Comunità rinnovabili 2022 di Legambiente, in Italia sono presenti 1,35 milioni di impianti da fonti rinnovabili, per una potenza complessiva di 60,8 GW, di cui appena 1,35 GW installata nel 2021 tra idroelettrico, eolico e fotovoltaico. Rispetto al 2020 il contributo complessivo portato dalle fonti rinnovabili al sistema elettrico italiano è aumentato solo dell'1,58%. Crescono, inoltre, le Comunità Energetiche da fonti rinnovabili: sono infatti 100 quelle mappate da Legambiente in queste ultime tre edizioni del rapporto, 35 effettivamente operative, 41 in progetto e 24 in via di costituzione. 

Una ricerca di Confcommercio in collaborazione con Nomisma evidenzia che "scontiamo l’errore di non aver diversificato maggiormente le nostre fonti di energia e i nostri fornitori negli ultimi decenni. Scontiamo, ancora, i troppi ‘no’ preconcetti e l’ipertrofia burocratica che, ad ogni passo, blocca decisioni e realizzazioni".

In Italia i settori dell’energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore, sono regolati e controllati da Arera, l'Autorità di regolazione per energia reti e ambiente. Si tratta di un'autorità amministrativa indipendente, istituita con la legge n. 481 del 14 novembre 1995. L'Arera opera come intermediaria tra i vari fornitori, tenendo a mente gli obiettivi di carattere sociale, la tutela dell'ambiente e l'uso efficiente delle risorse. Gli obiettivi principali dell'Agenzia sono garantire la promozione della concorrenza in ambito energetico (Mercato libero e tutelato); tutelare gli interessi degli utenti e dei consumatori; assicurare l'efficienza nei servizi di pubblica utilità. Di recente, l'Arera ha prorogato al primo aprile 2023 l'attivazione del Servizio a Tutele graduali per le microimprese con potenza contrattualmente impegnata pari o inferiore a 15 kW. Invece fino al 31 marzo 2023 prosegue il normale servizio di maggior tutela per chi non ha ancora scelto un fornitore nel libero mercato.

Tuttavia, l'aumento dei prezzi delle bollette di luci e gas, l'inflazione galoppante e la guerra in Ucraina, sono stati un duro colpo per le imprese e le famiglie italiane, già largamente provate dall'emergenza sanitaria. Il governo è quindi intervenuto più volte al fianco di aziende e consumatori con agevolazioni e bonus per cercare di fronteggiare la crisi economica. Il 28 marzo scorso il CdM ha stanziato 4,9 miliardi con il Decreto Energia, che contiene altre misure a sostegno di famiglie e imprese.
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