Spagna, costi energia: Iberdrola impone revisione contratti a PMI

- di: Redazione
 
L'aumento dei costi energetici, effetto di quelli di gas e petrolio, sta spingendo i governi ad adottare delle contromisure per evitare che essi pesino troppo sulle famiglie. Lo ha fatto il governo italiano; lo ha fatto anche quello in Spagna, generando però una immediata reazione da parte delle compagnie elettriche iberiche, di cui s'è fatta capofila il gigante Iberdrola , che, con lettere e comunicazioni telefoniche, sta informando i suoi clienti business, tra cui molte piccole e medie imprese, che i contratti a lungo termine che ha con loro sono già insostenibili e che ci sono solo due alternative: rinegoziare le condizioni di fornitura o rescinderlo.

Spagna: Iberdola impone la revisione dei contratti alle Piccole e Medie Imprese

In una delle lettere, si legge: ''Si verifica una situazione di manifesto squilibrio dei benefici del contratto per una circostanza straordinaria, imprevedibile e che rende insostenibile la sua continuità nelle condizioni economiche applicate''.

La strategia adottata da Iberdrola non riguarda i consumatori domestici, essendo rivolta solo alle aziende e ai grandi clienti industriali con contratti a prezzo fisso per diversi anni.
Da quello che è possibile dedurre, i destinatari delle comunicazioni della azienda energetica sono migliaia e a loro si sta proponendo una rinegoziazione della fornitura, sulla base di "una situazione di palese squilibrio". L'iniziativa di Iberdrola sta producendo sconcerto, come abbastanza scontato, perché le aziende cui stanno arrivando le comunicazioni si trovano davanti ad una situazione diversa da quella prevista dai contratti.

A metà settembre il Governo Sanchez ha approvato un pacchetto di misure urgenti e transitorie per mitigare l'aumento del costo dell'energia elettrica, dopo le che il mercato all'ingrosso è stato trascinato in alto, dall'aumento del prezzo del gas e dei diritti di emissione di CO2 . Il piano ideato dal governo prevede ritocchi agli sgravi fiscali - già a inizio estate l'Iva era stata ridotta al 10% e sospesa l'imposta sulla produzione di energia elettrica -.

Le aziende sostengono che i contratti a lungo termine formalizzati prima delle modifiche normative contemplano prezzi inferiori a quelli che il mercato all'ingrosso ha fissato negli ultimi mesi, quindi tagliare i loro benefici significherà dover restituire più di quanto ricevuto dai clienti. Iberdrola insiste nelle sue lettere che le rinegoziazioni che propone sono dettate dal piano d'urto del Governo, e si impegna addirittura a restituire la "corrispondente cifra” nel caso in cui i provvedimenti dell'Esecutivo “possano essere ribaltati con decisione del Governo o dei giudici e e tribunali".

Endesa, l'azienda in Spagna più colpita insieme a Iberdrola dal taglio, assicura che, nonostante "l'eccezionale situazione di prezzi estremamente alti", ha mantenuto invariate le condizioni dei contratti fissi dei loro clienti business, ma non esclude di proporre rinegoziazioni. "Endesa" - si legge in una nota - "sta analizzando le diverse alternative per mitigare l'impatto subito a seguito di questa normativa e naturalmente tra queste stiamo considerando la rinegoziazione dei contratti con i clienti i cui contratti a prezzo fisso sono coperti dagli impianti interessati dalla nuova normativa".
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