La Super League si è già fermata: "Progetto da rimodellare"

- di: Daniele Minuti
 
Le ore passate fra il 19 aprile e il 21 aprile del 2021 rischiano di essere quelle più caotiche della storia del calcio moderno perché, circa due giorni dopo l'annuncio da parte dei 12 club fondatori della nascita della Super League europea, il progetto sembra essersi già arenato.

Sono state diverse le reazioni negative alla nascita di questo torneo, partendo da UEFA e FIFA, passando per dirigenti, allenatori e calciatori fino ad arrivare ai tifosi che (specialmente in Inghilterra) hanno fatto sentire la loro voce contestando la decisione delle rispettive squadre di aderire alla competizione.
Ieri le prime "travi" della Super League hanno iniziato a scricchiolare, con i supporter dei club britannici (Arsenal, Chelsea, Manchester City, Manchester United, Liverpool e Tottenham) sul piede di guerra per quanto fatto dalle dirigenze che hanno firmato la fondazione della Lega: le proteste in strada, in particolare quelle dei tifosi Blues, sono finite sui siti di tutti i giornali e in serata le voci sull'addio delle franchigie britanniche si facevano sempre più intense con i comunicati ufficiali arrivati prima di mezzanotte.

Ago della bilancia però sembra essere stato il Governo guidato da Boris Johnson, da subito opposto all'idea della SuperLega e che stando a quanto raccolto dai media britannici, avrebbe sbattuto i pugni sul tavolo con le società coinvolte. L'incontro fra le squadre ancora aderenti al progetto si è tenuto verso le 23:00 e le indiscrezioni su chi sarà il prossimo a tirarsi indietro si rincorrono da ore ormai. Intanto però è arrivato un comunicato ufficiale da parte della Super League che si dice "convinta che l'attuale status quo del calcio europeo debba cambiare. Proponiamo una nuova competizione perché il sistema esistente non funziona. La nostra proposta è finalizzata a consentire allo sport di evolversi generando risorse e stabilità per l'intera piramide calcistica, anche aiutando a superare le difficoltà finanziarie incontrate dall'intera comunità calcistica a causa della pandemia. Fornirebbe anche pagamenti di solidarietà materialmente migliorati a tutte le parti interessate del calcio. Nonostante l'annunciata uscita dei club inglesi, costretti da pressioni esterne, siamo convinti che la nostra proposta sia pienamente allineata alla legge e ai regolamenti europei come è stato dimostrato oggi da una decisione del tribunale per proteggere la Super League da azioni di terze parti. Date le circostanze riconsidereremo i passaggi più appropriati per rimodellare il progetto, avendo sempre in mente i nostri obiettivi di offrire ai tifosi la migliore esperienza possibile, migliorando i pagamenti di solidarietà per l'intera comunità calcistica".

Oggi sono arrivate anche le prime parole di Andrea Agnelli, presidente della Juventus e uno fra i principali promotori del progetto, in un'intervista a Repubblica: "Fra i nostri club c’è un patto di sangue, il progetto della Super League va avanti al 100%. Se UEFA e FIFA ci faranno delle proposte, le ascolteremo”.

Parole che per ora sembrano di circostanza, con un "carrozzone" che si è sgretolato nel giro di 48 ore con conseguente danno di immagine per tutti i club coinvolti: Ed Woodward, amministratore delegato del Manchester United, ha dato le dimissioni mentre la dirigenza starebbe seriamente pensando di vendere il club. Un effetto valanga che avrà probabilmente conseguenze catastrofiche anche dal punto di vista economico, per via dell'enorme somma di denaro che questa Lega prometteva di muovere.
Con il chiaro intento però di aiutare i bilanci in sofferenza di tutte le squadre fondatrici.
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