Tesla registra un aumento delle vendite del 35%, comunque minore delle attese

- di: Redazione
 
Le vendite di Tesla sono aumentate quest'anno del 35% nel periodo luglio-settembre rispetto al secondo trimestre (aprile-giugno), a seguito della piena ripresa dell'operatività del grande stabilimento della casa automobilistica in Cina, una volta superati i problemi della catena di approvvigionamento e le restrizioni pandemiche disposte dalle autorità di Pechino per frenare i contagi da Covid-19.
La marca ha reso noto, ieri, con una nota, di aver venduto 343.830 auto e SUV nel terzo trimestre rispetto alle 254.695 consegne effettuate da aprile a giugno.

Crescono del 35% le vendite di Tesla

Ma i numeri di consegna sono ancora molto al di sotto delle stime degli analisti di Wall Street che prevedevano la vendita di circa 371.000 veicoli. Tesla ha affermato che sta diventando più difficile trovare capacità di trasporto a un costo ragionevole quando ha bisogno di spostare i veicoli dalle sue fabbriche ai clienti. La casa automobilistica ha poi precisato che, nel semestre in esame, a fronte di 343.830 veicoli venduti, ne erano stati prodotti 365.923.

Fino ad oggi, l'azienda ha consegnato 908.573 veicoli, ma avrà bisogno di un buon fine anno per raggiungere le sue previsioni di una crescita annuale delle vendite del 50% per i prossimi anni. L'anno scorso, la società di Austin, in Texas, ha consegnato 936.172 veicoli. Con un aumento del 50%, questo numero dovrebbe superare di poco, nel 2022, quota 1,4 milioni. Le vendite del terzo trimestre sono considerate una buona indicazione di come andranno i guadagni della società, che saranno resi noti dopo la chiusura ufficiale del mercato, fissata al 19 ottobre.

Il resto dell'industria automobilistica riporterà oggi le vendite di settembre e del terzo trimestre, in un momento non particolarmente favorevole. Le case automobilistiche, inclusa Tesla, hanno segnalato difficoltà nell'ottenere chip per computer e altre parti necessarie per realizzare veicoli. Di conseguenza, alcune fabbriche stanno esaurendo la capacità e le forniture di veicoli sono basse e i prezzi alti.

Con lo scoppio della pandemia negli Stati Uniti nel 2020, le case automobilistiche hanno dovuto chiudere le fabbriche per otto settimane per aiutare a fermare la diffusione del virus. Alcune società di componenti hanno annullato gli ordini di semiconduttori. Allo stesso tempo, la domanda di laptop, tablet e console di gioco è aumentata vertiginosamente poiché le persone bloccate a casa hanno aggiornato la propria dotazione di dispositivi.

Quando è ripresa la produzione automobilistica, i produttori di chip avevano spostato la produzione sui beni di consumo, creando una carenza di chip resistenti agli agenti atmosferici. Una penuria che ancora oggi ha i suoi effetti.
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Italia Informa n° 5 - Settembre/Ottobre 2022
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