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Ue smentisce: nessuna luce verde alla fusione Tim - Open Fiber

- di: Redazione
 
Ue smentisce: nessuna luce verde alla fusione Tim - Open Fiber
La notizia che la Commissione europea abbia dato luce verde al varo della rete unica in Italia, data con un certo risalto da alcuni quotidiani, non corrisponde al vero. La risposta della commissaria Margrethe Vestager (nella foto), sia pure nei modi contenuti e cordiali propri dell’Ue, è netta e inequivocabile, rimettendo a posto alcune ricostruzioni giornalistiche secondo le quali da Bruxelles era giunto un via libera alla vicenda Tim-Open Fiber. La commissaria ha puntualizzato due diversi, ma eguali allo stesso modo per importanza, punti. Il primo, e forse più sostanziale, è che – nel rispondere ad una interrogazione avanzata dal parlamentare europeo Antonius Manders (del Ppe), che si era detto preoccupato per problemi di concorrente nella vicenda Tim-Open Fiber – , l’operazione potrebbe giungere alla sua attenzione solo nel caso assumesse una valenza europea e di essa fosse data tempestiva comunicazione alla Commissione.

Una operazione dell’importanza di quella che il parlamentare Manders ha ipotizzato dovrebbe essere valutata alla luce delle norme europee che regolano la concorrenza, ed in particolare al Regolamento sulle concentrazione. Poi, ha sottolineato la commissaria, alla luce del ruolo fondamentale delle telecomunicazioni, in particolare riguardo allo sviluppo delle reti avanzate in fibra e di wireless, la Commissione deve esercitare un rigoroso controllo del rispetto delle regole della concorrenza.

La stessa Vestager ha poi ritenuto di dovere precisare (così correggendo alcune interpretazioni fatte da media italiani) che nella risposta a Manders era contenuto un riferimento all’articolo 80 del nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, dicendo che esso, riconoscendo un regime regolamentare di favore per gli operatori “wholesal only”, non è di per sé un divieto di integrazione verticale. In ogni caso Vestager ha ribadito (e non è la prima volta) che la Commissione europea non può pronunciarsi su una operazione che non è stata perfezionata e di cui, quindi, non si conoscono contorni e contenuti. Quindi, se e quando l'ipotetica fusione tra Tim e Open Fiber dovesse giungere al giudizio della Commissione, essa sarà vagliata dal punto di vista della concorrenza e da quello regolamentare (il relativo Codice europeo doveva essere recepito a livello nazionale entro lo scorso dicembre). Quindi alla Commissione europea spetterà il compito di valutare se - cosa che appare un paradosso - l’adozione di una rete unica, eliminando la concorrenza, sia d’utilità all’utente.
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