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Unicredit sfida il golden power: ricorso al Tar e pressing sull’Ue. L’offerta Anima va avanti

- di: Cristina Volpe Rinonapoli
 
Unicredit sfida il golden power: ricorso al Tar e pressing sull’Ue. L’offerta Anima va avanti

Unicredit alza il livello dello scontro. La banca presenterà a breve un ricorso al Tar del Lazio contro l'applicazione del golden power che ha portato Consob a sospendere l’operazione pubblica di scambio (Ops) su Anima Holding. Una mossa che si accompagna a un’iniziativa parallela a Bruxelles: Unicredit intende supportare la Commissione Europea nell’analisi del caso, in un quadro che rischia di diventare un nuovo fronte di attrito tra norme nazionali e mercato unico.

Unicredit sfida il golden power: ricorso al Tar e pressing sull’Ue. L’offerta Anima va avanti

Il punto critico riguarda l'applicazione dei poteri speciali da parte del governo italiano, che ha posto limiti alla partecipazione di Unicredit in Anima invocando la tutela di settori strategici. Secondo la banca, però, quei paletti sarebbero sproporzionati rispetto all'effettivo perimetro dell’operazione. “La sospensione imposta da Consob è legittima”, hanno fatto sapere fonti vicine all’istituto, “ma resta il tema di fondo: può un intervento normativo alterare la dinamica di un’operazione conforme al diritto Ue?”

Un'offerta che non si ferma
Nel frattempo, l’Opa su Anima prosegue. La banca ha confermato l’intenzione di portare avanti l’operazione, nonostante il blocco temporaneo. L’obiettivo dichiarato è creare un polo integrato del risparmio gestito, rafforzando la posizione di Unicredit su un mercato che negli ultimi anni ha visto la concentrazione diventare strategia dominante. Anima, dal canto suo, resta cauta: il management monitora l’evoluzione, senza sbilanciarsi.

Bruxelles osserva, Roma si difende
A livello europeo, la vicenda si inserisce in un dibattito acceso. La Commissione Ue ha più volte espresso preoccupazione per l’uso crescente e talvolta “creativo” del golden power da parte degli Stati membri, temendo che possa trasformarsi in una barriera protezionistica mascherata. L’Italia, però, rivendica il diritto di proteggere infrastrutture sensibili, specie in un contesto di incertezza geopolitica e volatilità dei mercati. Il caso Unicredit-Anima potrebbe diventare il banco di prova per ridefinire i margini di sovranità economica nel contesto dell’Unione.

Un test per il futuro delle Ops in Italia
Al di là del caso specifico, la vicenda rappresenta un precedente pesante. Se il ricorso dovesse essere accolto, potrebbe ridisegnare l’interazione tra golden power e operazioni di mercato. Se invece venisse respinto, si rafforzerebbe il potere discrezionale del governo su dossier strategici. In entrambi i casi, per le grandi banche e i fondi d’investimento, il messaggio è chiaro: le regole stanno cambiando. E il rischio politico è tornato al centro delle strategie finanziarie.

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