Altagamma, alla Triennale di Milano la terza edizione di Next Design Perspectives

- di: Barbara Leone
 
Si è svolta oggi alla Triennale Milano la terza edizione di Next Design Perspectives, l’appuntamento di Altagamma dedicato ai trend della creatività e del design curata da Beatrice Leanza, che dal prossimo primo gennaio sarà la Direttrice del Mudac – Museum of Design and Applied Arts di Losanna. Un evento, quello svoltosi oggi, che abbraccia le espressioni creative del design applicato a moda, arredo, alimentare, automotive, nautica, gioielleria e ospitalità. L’iniziativa è stata realizzata in partnership con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e con Ice - Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane. La terza edizione è stata avviata a ottobre 2021 con una preview a Milano e in seguito con due eventi, a Shanghai e a New York, che ne hanno ripreso i contenuti, arricchendoli con i contributi di speaker locali, in un’ottica di internazionalizzazione del progetto.

Altagamma, alla Triennale di Milano la terza edizione di Next Design Perspectives

“Con Next Design Perspectives Altagamma continua a guardare al futuro: in un periodo complesso come quello attuale le nostre imprese devono leggere, interpretare e rispondere ai cambiamenti della società secondo prospettive anche inedite - ha affermato Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma -. Next Design Perspectives vuole essere un laboratorio sui nuovi trend della creatività: il vero fattore critico di successo dell’alto di gamma italiano. Questa terza edizione approfondisce in particolar modo i temi dell’economia circolare e della collaborazione tra ambiti diversi. È sempre più rilevante infatti una nuova dimensione della creatività che nasce proprio dalla collaborazione e dalla contaminazione, elementi da sempre alla base della filosofia di Altagamma”.

“La conferenza - spiega la curatrice dell’evento Beatrice Leanza - guarda al ruolo del design nell’affrontare una nuova idea di coesistenza planetaria e mostra come l’innovazione e la ricerca intersettoriale guidino lo sviluppo di nuovi sistemi di cura, equilibrio sociale e ambientale, potenziando così la capacità umana di alleviare i traumi posti dal suo impatto e dalle condizioni di estremismo che questo genera”, “Design in Flux, il nome del concept di questa edizione, rende omaggio a forme di intelligenza progettuale orientate al futuro, fondate sull’impollinazione intellettuale incrociata, che esplorano un mondo di cognizione, sensazione e interconnessione che muove dalla scala molecolare a quella ultra-planetaria”.

Del resto, come sottolineato da Carlo Ferro, Presidente di Ice Agenzia, “il design è il cuore pulsante del Made in Italy, perché design vuol dire manifattura e innovazione, e ci ricorda, soprattutto in uno scenario complesso come quello odierno, che siamo il secondo Paese manifatturiero in Europa. Stile, design, diversità, tradizione, innovazione e passione sono i valori del Made in Italy che, come Ice, siamo impegnati a promuovere attraverso la campagna Be.It e, più in generale, con un programma di 20 nuove azioni. E il sostegno a Next Design Perspectives è parte integrante di questa strategia. Vogliamo mantenere viva l'attenzione del mondo sul design italiano, uno tra gli ambasciatori più significativi del Made in Italy, per diffondere sui mercati internazionali la consapevolezza del grande potenziale del nostro Paese. Auguri di successo alla manifestazione”.

Il programma della conferenza, aperta da Matteo Lunelli, Presidente di Altagamma, e dalla presentazione del concept da parte di Beatrice Leanza, si è snodato attraverso i tre momenti che hanno sviluppato i macro-temi in agenda quest’anno. Il terzo panel è stato realizzato in collaborazione con Ellen MacArthur Foundation, una delle più importanti organizzazioni internazionali che ha l'obiettivo di accelerare la transizione verso l'economia circolare. “Design e Immaginazione Scientifica: Intelligenza Naturale, Umana e della Macchina” è il titolo del primo panel, che ha esplorete il tema della rete di relazioni in espansione tra il mondo della ricerca scientifica e del design e le modalità con cui intelligenza umana, naturale e artificiale informano strategie di design che possono creare un’interconnessione più risonante tra uomo e mondo, per aiutarci ad affrontare le forme di cambiamento radicale che definiscono i nostri tempi. Il tutto con il contributo dell'artista Quayola, tra gli esponenti più rilevanti della media art, e di Lonneke Gordijn, l'artista co-fondatrice di Drift.

La seconda sessione dal titolo “Intelligenza Collettiva: Nuovi orizzonti nelle Collaborazioni sul Design” ha invece indagato i principi fondamentali della collaborazione nel mondo delle innovazioni, creando un equilibrio tra metodologie di creazione guidate dalla tecnologia e biofilia e mostrando cosa significhi oggi un design “sostenibile”. Dall’ingegneria dei materiali, alla costruzione di ambienti di vita automatizzati o di soluzioni rigenerative di scala sistemica a livello terrestre o ultra-planetario, i relatori testimoniano la collaborazione radicale tra settori, forme di conoscenza e narrazione, collegandoci a un futuro-presente di meraviglia, speranza e potenziale concreto. Tra i relatori, il Direttore creativo del Museum of the Future di Dubai, Brendan McGetrick, il fondatore dello Studio Erez Navi Pana, Erez Nevi Pana, la cofondatrice di ecoLogic Studio Claudia Pasquero e il fondatore dello studio Abiboo e di The FutuverseTM Alfredo Munoz. E per finire il terzo ed ultimo panel realizzato in collaborazione con la Fundazione Ellen MacArthur (una delle più importanti organizzazioni internazionali che ha l'obiettivo di accelerare la transizione verso l'economia circolare) dal titolo “Design Thinking in Action”.

Una vera e propria immersione in un senso ampliato di costruire con l'ambiente, dove si creano strategie in cui nuove alleanze tra stakeholders (creativi, aziende, governi e comunità) possano garantire un futuro equo e sostenibile, per un mondo oltre-che-umano. Il panel ha riportati casi studio e storie incentrate sul cambiamento legato a food systems e food design, dove la sostenibilità e la circolarità sono al centro di strategie di azione, ricerca e sviluppo dal settore produttivo a quello educativo e di attivismo culturale. Protagonisti, Gaëlle Le Gélard, senior designer della Fondazione Ellen MacArthur, Jon Gray, co-fondatore di Ghetto Gastro, collettivo gastronomico che promuove il cibo locale e Matteo Vignoli, fondatore del Future Food Institute.
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