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Panetta: l’errore non è il nemico, è il motore del cambiamento

- di: Bruno Coletta
 
Panetta: l’errore non è il nemico, è il motore del cambiamento
Alla Conferenza Prometeia il Governatore della Banca d'Italia difende le banche centrali: “Prevedere è difficile, ma non farlo è peggio”.
L’intervento del governatore Bankitalia, Fabio Panetta (foto), alla Conferenza Prometeia 50 tenutasi al Museo della Scienza e Tecnologia di Milano ha offerto un approfondimento tra politica monetaria, modellistica e previsioni. Come puntualizza il Governatore Bankitalia, il quadro macroeconomico è profondamente cambiato, e i tre pilastri – politica monetaria, modelli economici, previsioni – devono interagire in modo sinergico per un’azione più informata ed efficace.
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Da indipendenza a trasparenza: le previsioni entrano in scena
Come evidenzia Panetta, negli anni Settanta la politica monetaria puntava su obiettivi intermedi (cambio, aggregati monetari) e sole “soluzioni amministrative”. Ma, come afferma Panetta, lo shock inflazionistico di fine anni Settanta e inizio Ottanta spinse le banche centrali a conquistare l’indipendenza e a dichiarare la stabilità dei prezzi come obiettivo centrale. Da quel momento le previsioni – in particolare sull’inflazione – sono diventate strumenti essenziali. Oggi, “quasi tutte le banche centrali pubblicano regolarmente le loro previsioni” per orientare aspettative e rafforzare l’efficacia delle politiche.
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Dalla grande moderazione all’instabilità: gestire i rischi
Negli anni Duemila, spiega il Governatore, la stabilità delle variabili economiche è andata in crisi: crisi finanziaria, debiti sovrani, recessione post pandemica e caro energia hanno messo alla prova i modelli. Panetta ricorda: “Durante la pandemia e nella fase di alta inflazione del 2022 23 i modelli econometrici hanno registrato significativi errori previsivi”. 
Come puntualizza il Governatore, si è passati a un approccio “risk management”: non più solo scenario centrale, ma distribuzione dei rischi e fari sugli scenari alternativi . Inoltre, la Bce adotta una politica “data dependent”, con decisioni “meeting by meeting”, flessibile e non vincolata a un percorso prefissato.
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Errori inevitabili, learning by doing
Panetta ricorda che buona parte dell’errore di previsione sull’inflazione 2022 era dovuto a shock energetici e alimentari (80 %), ovvero fenomeni esogeni e imprevedibili come la guerra in Ucraina. Come puntualizza il Governatore Bankitalia, “l’errore continuerà a far parte del processo. E proprio per questo motivo, il lavoro sui modelli non potrà mai dirsi concluso”. Ecco la lezione: non evitare l’errore, ma migliorare la capacità di correggerlo. Studi interni mostrano che dopo il 2008 l’adattamento è diventato più rapido e reattivo .
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Modelli semi strutturali, micro macro e IA: l’avanguardia previsionale
Secondo Panetta i modelli semi strutturali restano centrali, perché integrano teoria e dati, offrendo “narrazione economica”. L’innovazione sta però nell’integrazione micro macro: grazie alla potenza di calcolo si collegano dinamiche delle famiglie e delle imprese ai modelli macro. Così si valutano impatti puntuali (es. quantitative easing, credit crunch), i bias aggregativi e la disuguaglianza nella redistribuzione. Infine, evidenzia il Governatore, l’intelligenza artificiale apre “prospettive interessanti” per modellare dinamiche complesse, pur restando imprescindibile una narrazione interpretabile e teoricamente fondata.
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La sfida continua
Come conclude Panetta citando Churchill (o Bohr, o Yogi Berra): “È difficile fare previsioni, soprattutto quando riguardano il futuro”. Ma proprio grazie a questo continuiamo a crescere: imparando dagli errori, affinando strumenti e modelli, con approcci sempre più integrati, flessibili e consapevoli.
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Panetta non ha dubbi: prevedere l’economia non è un esercizio esatto, ma un viaggio continuo di scoperta e adattamento. Flessibilità, trasparenza, learning by doing e modelli sempre più sofisticati, ben accompagnati da una narrazione chiara e affidabile.

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