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Bce ferma tassi al 2%: crescita Ue accelera, inflazione in linea

- di: Matteo Borrelli
 
Bce ferma tassi al 2%: crescita Ue accelera, inflazione in linea

Decisione di Francoforte, previsioni macro e reazioni dei mercati.

(Foto: la presidente della Bce, Christine Lagarde).

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha deciso oggi, 18 dicembre 2025, di mantenere invariati i tassi di interesse al 2%, confermando un orientamento prudente della politica monetaria nonostante segnali positivi sui dati economici nell’Eurozona.

Decisione e contesto

La BCE ha confermato che nessuna proposta di aumento o diminuzione dei tassi è stata discussa e che, in linea con l’obiettivo di stabilizzare l’inflazione al 2% nel medio termine, i tassi sui depositi e sulle operazioni principali restano rispettivamente al 2% e 2,15%, mentre il tasso sui prestiti marginali resta al 2,40%

Lagarde e il Governing Council hanno ribadito che le decisioni future saranno strettamente guidate dai dati economici e prese “su base riunione per riunione”, senza impegni predefiniti su un sentiero di tassi.

Crescita del Pil e prospettive economiche

Le proiezioni dell’Eurosistema aggiornate mostrano una crescita del prodotto interno lordo dell’Eurozona per il 2025 al 1,4%, in aumento rispetto alla precedente stima di circa 1,2%, grazie soprattutto alla spinta della domanda interna.

Le stime per il 2026 e 2027 sono state anch’esse riviste al rialzo, con una crescita prevista dell’1,2% e dell’1,4% rispettivamente. Seguono prospettive positive per il 2028, con il Pil atteso al 1,4% secondo i dati macro diffusi dalla BCE.

Inflazione: sotto controllo ma con elementi di attenzione

Secondo il comunicato, l’inflazione complessiva media nell’area euro resta vicina al target del 2%, con una previsione del 2,1% per il 2025 e un progressivo allineamento verso il 2,0% entro il 2028.

La componente al netto di energia e alimentari mostra dinamiche diverse: superiore al 2% nel breve termine ma con tendenza moderata nel medio periodo, riflettendo una lenta discesa di prezzi nei servizi.

Dichiarazioni chiave del board

Durante la conferenza stampa, Christine Lagarde ha sottolineato che la BCE è “orientata a garantire la stabilità dei prezzi” e che la crescita dei salari è stata un elemento chiave nella revisione delle proiezioni sull’inflazione.

Lagarde ha anche riaffermato che il Consiglio resterà flessibile, valutando costantemente i rischi globali, dalle tensioni geopolitiche all’evoluzione dei mercati finanziari.

Reazioni dei mercati

I principali listini europei hanno reagito positivamente: Francoforte ha registrato un +0,60%, Parigi un +0,32% e Milano un +0,66% dopo la decisione della BCE, con gli investitori che interpretano la conferma dei tassi come un segnale di stabilità economica.

Cosa cambia per famiglie e imprese

Mentre i tassi sui depositi sono fermi, il costo effettivo del credito per famiglie e imprese può variare in base alle condizioni di mercato, influenzando mutui e prestiti a lungo termine. In Italia, ad esempio, i tassi sui mutui fissi sono aumentati nel 2025, nonostante la politica monetaria stabile.

Prossime tappe della politica monetaria

Gli analisti economici ritengono probabile che la BCE mantenga i tassi invariati anche nel 2026, pur non escludendo del tutto eventuali aggiustamenti se i dati macro dovessero cambiare significativamente. :contentReference[oaicite:11]{index=11}

L’orientamento complessivo rimane quello di monitorare attentamente inflazione, crescita e mercati prima di intraprendere modifiche strutturali alla politica dei tassi.

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