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Scattano oro e petrolio, ma l’Asia arretra: il mondo fiuta tempesta

- di: Matteo Borrelli
 
Scattano oro e petrolio, ma l’Asia arretra: il mondo fiuta tempesta
Dollaro altalenante, yen in recupero, futures europei in calo: mercati in cerca di riparo tra guerre, valute e materie prime in subbuglio.
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Tokyo tiene, ma l’Asia ondeggia
Alle 7:20 italiane, il quadro delle Borse asiatiche è quello di un continente che ondeggia sul filo del rischio. Tokyo resta positiva grazie alla tenuta dei titoli tech e a un rimbalzo di breve dopo giorni di vendite (+0,7% il Nikkei), mentre Shanghai cede terreno (-0,3%) zavorrata dal calo dell’immobiliare e dai timori geopolitici. Hong Kong resta debole, penalizzata dalle grandi piattaforme digitali cinesi.
Mumbai, in sintonia con il quadro regionale, segna un calo marginale: gli investitori indiani sono guardinghi, frenati da un'inflazione ancora alta e da un contesto globale avverso. Male anche Seoul e Taipei, che pagano l’incertezza sulle filiere tecnologiche.
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Il petrolio corre, l’oro vola
Sui mercati delle materie prime, il movimento è netto: rialzo.
Brent oltre i 76,70 dollari, +0,5%
WTI a 75,18 dollari, in crescita
Gas naturale (Henry Hub): 3,78 dollari/MMBtu, stabile
Oro spot attorno a 3.385 dollari/oncia, vicino ai massimi storici
Argento a 37,27, platino a 1.264, palladio a 1.061 dollari
Il metallo giallo guadagna appeal in uno scenario in cui le tensioni fra Israele e Iran non danno tregua. “L’oro è il termometro della paura”, sintetizza il capo strategist di Macquarie Thierry Wizman. Il greggio risente sia della crisi mediorientale che della stretta produttiva dell’OPEC+, che si avvicina alla riunione straordinaria del 20 giugno.
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Valute in fibrillazione
Nel mercato valutario, il dollaro si muove a strappi, alternando momenti di forza e debolezza. Alle 7:20:
Euro/dollaro a 1,1487, in leggero recupero dopo lo scivolone di martedì
Sterlina/dollaro a 1,3435, poco sopra i minimi di giugno
Dollaro/yen a 145,45, con la valuta nipponica che ritrova forza tra i rifugi preferiti dagli investitori
“Il biglietto verde tiene, ma l’oro e lo yen stanno mandando segnali chiari: il mercato teme escalation geopolitiche”, afferma Joseph Capurso, analista di CBA Australia.
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Futures europei deboli
I futures sull’apertura delle Borse europee anticipano una seduta difficile:
EuroStoxx 50: -0,4%
DAX (Francoforte): -0,3%
FTSE MIB (Milano): -0,4%
CAC 40 (Parigi): -0,3%
La giornata sarà segnata anche dall’attesa per le parole della Federal Reserve, che dovrà calibrare il linguaggio tra crescita in rallentamento e inflazione che resta vischiosa.
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Cosa c’è dietro i movimenti
Dietro la volatilità odierna c’è una miscela esplosiva di fattori:
La tensione tra Tel Aviv e Teheran è tutt’altro che rientrata: nella notte, missili lanciati dal sud del Libano verso il nord di Israele hanno riportato la tensione ai massimi, con risposta dell’artiglieria israeliana. L’Iran, dal canto suo, ha ribadito che “ogni attacco diretto sarà considerato un atto di guerra” (Teheran, 17 giugno).
L’economia cinese rallenta: nuovi dati su vendite immobiliari e consumi sono stati giudicati deludenti dagli analisti.
Il clima politico USA pesa sui mercati: il presidente Trump ha rilanciato in nottata un tweet minacciando “nuove tariffe selettive” contro l’Europa, proprio mentre l’UE studia contromisure sui prodotti tech americani.
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Gli analisti: “È un mondo in cerca di certezze”
“Gli investitori stanno tirando il freno a mano: troppa incertezza, troppi fronti aperti. I movimenti su oro, petrolio e yen sono chiari segnali difensivi” (Katie Martin, FT, podcast Unhedged).
“La Fed oggi parlerà a mercati già stressati. La possibilità di un nuovo rialzo dei tassi, anche solo ventilata, rischia di mandare in tilt le piazze europee” (Robert Armstrong, Financial Times).
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Il quadro globale si fa fragile
A questo punto, la domanda che tutti si pongono è: l’Europa reggerà l’urto? Con un’America aggressiva, un Medio Oriente instabile e una Cina in frenata, la bussola dei mercati si è rotta. L’oro vola perché le certezze crollano, e il petrolio cresce perché si teme il peggio.
Il Vecchio Continente, a poche ore dall’apertura, guarda ai mercati asiatici e vede solo onde alte all’orizzonte.

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