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Bruxelles prepara contromisure ai dazi. Meloni rivendica il primato sul Pnrr, ma avverte: “Serve il premierato”

- di: Redazione
 
Bruxelles prepara contromisure ai dazi. Meloni rivendica il primato sul Pnrr, ma avverte: “Serve il premierato”
L’Unione Europea si prepara a rispondere con durezza alle nuove misure tariffarie annunciate dagli Stati Uniti. Dopo che Washington ha reso noto l’intenzione di applicare dazi del 25% sulle importazioni di automobili e componenti provenienti dall’Europa, da Bruxelles arriva la decisione di predisporre contromisure mirate e di “massimo impatto”. Lo ha confermato la Commissione Europea, specificando che la lista dei prodotti soggetti a dazi sarà attentamente selezionata per colpire l’economia americana e, allo stesso tempo, minimizzare le ricadute sul mercato europeo.

Bruxelles prepara contromisure ai dazi. Meloni rivendica il primato sul Pnrr

Il settore automobilistico europeo guarda con crescente preoccupazione all’escalation commerciale in corso. Case come Volkswagen, Stellantis e BMW rischiano di subire pesanti contraccolpi, mentre la Ferrari ha già annunciato un aumento del 10% sui prezzi dei modelli destinati al mercato statunitense. I produttori europei chiedono ai governi di trovare un accordo per evitare che le tensioni commerciali compromettano l’intero comparto. Anche l’Unione Italiana Vini ha lanciato l’allarme: “I dazi già applicati stanno bloccando le merci in uscita verso gli Stati Uniti, mettendo a rischio un export da 67 miliardi di euro”, ha dichiarato l’associazione.

Non solo l’industria automobilistica teme ripercussioni. Tra i settori potenzialmente colpiti dalle contromisure europee figurano anche l’agroalimentare, il tessile e il comparto tecnologico. Intanto l’oro ha toccato un nuovo record, superando quota 3.075 dollari l’oncia, segnale di un mercato nervoso e di investitori sempre più orientati verso beni rifugio.

La posizione del Canada e la crisi dei rapporti con gli Usa

A rendere ancora più teso lo scenario è arrivato l’annuncio del premier canadese Mark Carney, che ha parlato senza mezzi termini della fine di un’epoca nei rapporti con Washington. “Il nostro rapporto privilegiato con gli Stati Uniti è finito”, ha dichiarato Carney, spiegando che Ottawa intende rivedere le proprie relazioni commerciali alla luce delle politiche protezionistiche statunitensi.

Un messaggio che risuona anche nelle stanze della Commissione Europea, dove si guarda con preoccupazione al rischio di una nuova guerra dei dazi che potrebbe aggravare ulteriormente le difficoltà economiche dei Paesi membri.

Meloni rivendica i risultati sul Pnrr

In questo contesto internazionale segnato da tensioni e incertezza, la premier Giorgia Meloni ha voluto sottolineare i progressi compiuti dal suo governo sul fronte del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Durante la cabina di regia convocata a Palazzo Chigi, Meloni ha annunciato che “il 92% dei progetti è stato attivato e il 52% dei fondi è stato già speso”, rivendicando il primato italiano nell’attuazione del Pnrr.

Un risultato che la presidente del Consiglio ha definito “storico”, sottolineando come il suo esecutivo sia arrivato al quinto posto nella classifica dei governi più longevi della Repubblica. Ma Meloni non si è limitata a celebrare i successi. Ha colto l’occasione per rilanciare la necessità di riforme istituzionali, ribadendo che per garantire stabilità e governabilità al Paese occorre introdurre il premierato. “La maggioranza è ancora coesa – ha dichiarato – ma per un’Italia più forte serve il premierato”.

Criticità e richieste delle opposizioni

Non sono mancate, tuttavia, le voci critiche. La Corte dei Conti, pur riconoscendo che gli obiettivi sono in linea con quanto richiesto da Bruxelles, ha evidenziato alcune criticità nell’attuazione del Pnrr, in particolare nei settori della salute, dell’istruzione e dell’inclusione sociale. Le opposizioni hanno chiesto al governo di riferire in Parlamento sull’effettiva capacità di rispettare le scadenze e di garantire che i fondi siano impiegati per colmare le disuguaglianze territoriali e sociali.

Dall’Unione Europea è arrivato un chiaro avvertimento: non ci saranno proroghe per l’Italia. Il commissario europeo Serafin ha smentito l’ipotesi, attribuita al ministro Giorgetti da alcune indiscrezioni, di un possibile allungamento dei tempi di attuazione. Un messaggio che conferma come, anche sul fronte interno, le sfide per il governo Meloni restino tutte aperte.
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