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Gamification finanziaria: la Consob avverte sui rischi e chiede maggiore trasparenza

- di: Giulia Caiola
 
Gamification finanziaria: la Consob avverte sui rischi e chiede maggiore trasparenza
L’investimento finanziario non è un videogioco, ma il rischio di trattarlo come tale è più concreto che mai. Nell’era degli smartphone e dei social media, la decisione di investire viene spesso presa con la stessa leggerezza con cui si gioca online, attirati dalle promesse di guadagni facili e da interfacce intuitive che trasformano operazioni complesse in gesti semplici e immediati. È questo l’allarme lanciato dalla Consob nel suo ultimo Quaderno Giuridico, che esplora il fenomeno della gamification degli investimenti finanziari e mette in guardia contro le sue insidie.
L’Autorità di vigilanza sui mercati finanziari sottolinea come la crescente influenza dei social media e la diffusione di piattaforme di trading accessibili a tutti abbiano abbassato le barriere d’ingresso al mondo degli investimenti, ma al contempo amplificato i rischi per i risparmiatori meno esperti. “Se su internet trovi qualcosa gratis, molto spesso il prodotto sei tu,” avverte il rapporto, richiamando l’attenzione sulla falsa percezione della gratuità di questi servizi.

Gamification finanziaria: la Consob avverte sui rischi e chiede maggiore trasparenza

L'analisi della Consob evidenzia un cambio di paradigma: l’attività di investimento, un tempo riservata a professionisti e consulenti, oggi è alla portata di chiunque con uno smartphone e un account social. Tuttavia, questa accessibilità ha un rovescio della medaglia: molti utenti, attratti da applicazioni intuitive e meccanismi di ricompensa tipici dei videogiochi, finiscono per investire senza una reale comprensione dei rischi.

Il fenomeno della gamification trasforma l’investimento in un’attività ludica, in cui le perdite vengono percepite come un “costo da gioco” e non come una reale erosione del capitale. Le piattaforme utilizzano colori vivaci, notifiche push e dinamiche di engagement per incentivare gli utenti a investire sempre di più, spesso replicando comportamenti dettati dall’emotività più che dalla razionalità. In questo contesto, figure come i finfluencer – influencer finanziari attivi sui social media – giocano un ruolo cruciale, spingendo i propri follower verso strategie speculative senza alcuna tutela.

Copy trading e conflitti di interesse: l'effetto gregge nel mondo degli investimenti


Uno dei fenomeni più insidiosi analizzati nel Quaderno Giuridico è il copy trading, una pratica sempre più diffusa che consente agli utenti di replicare automaticamente le operazioni di trader più esperti, spesso senza comprenderne le logiche. Se da un lato questa strategia offre la possibilità di ottenere rendimenti seguendo investitori di successo, dall’altro espone gli utenti a rischi significativi, soprattutto quando i modelli di investimento replicati provengono da influencer poco trasparenti, motivati da interessi personali.

Come evidenziato dagli autori dello studio – Concetta Brescia Morra, Dario Colonnello, Matteo Gargantini, Giulio Sandrelli e Gianfranco Trovatore – il problema risiede nel fatto che molti di questi finfluencer non sono professionisti certificati, ma figure che operano in base ai propri obiettivi di profitto, spesso in contrasto con quelli dei propri follower. La mancanza di regolamentazione e la facilità con cui le loro strategie possono essere copiate mettono a rischio migliaia di piccoli investitori che, inconsapevoli, si ritrovano a sostenere perdite pesanti.

L'apparente gratuità e i costi nascosti: il meccanismo del Payment for Order Flow

Un altro punto critico su cui la Consob punta i riflettori è l’apparente gratuità di molte piattaforme di trading online. L’assenza di commissioni esplicite nasconde spesso pratiche poco trasparenti, come il Payment for Order Flow (PFOF), un sistema che consente alle piattaforme di monetizzare gli ordini degli utenti vendendoli a intermediari terzi. Questo meccanismo, sebbene legale, può comportare costi occulti per i risparmiatori, con esecuzioni degli ordini a condizioni meno favorevoli rispetto a quanto dichiarato.

L’illusione di poter investire senza costi diretti rappresenta un’esca potente per i piccoli risparmiatori, che finiscono per sottovalutare i rischi connessi alle proprie operazioni. “La consapevolezza di questi costi nascosti è fondamentale per una gestione finanziaria responsabile,” si legge nel rapporto.

L'importanza della trasparenza e dell'educazione finanziaria

Per contrastare i rischi legati alla gamification degli investimenti, la Consob insiste sulla necessità di un approccio basato sulla trasparenza e sull'educazione finanziaria. Piuttosto che ricorrere a divieti rigidi, l’Autorità propone misure che puntino a responsabilizzare gli investitori, aumentando la consapevolezza dei pericoli legati alla replica di strategie altrui e alle pratiche poco trasparenti delle piattaforme online.

In questa direzione, sono fondamentali iniziative mirate a sensibilizzare gli utenti sulle dinamiche di mercato e sugli strumenti disponibili per tutelarsi da pratiche scorrette. Solo attraverso una maggiore alfabetizzazione finanziaria sarà possibile affrontare le sfide poste dall’evoluzione digitale degli investimenti.

Conclusioni: un futuro incerto, tra opportunità e rischi

La gamification rappresenta una delle trasformazioni più radicali nel mondo degli investimenti, portando con sé opportunità ma anche rischi significativi. Se da un lato offre l’accesso ai mercati a un pubblico più ampio, dall’altro apre la porta a nuove forme di manipolazione e conflitti di interesse.

La sfida per il futuro sarà quella di trovare un equilibrio tra l’innovazione e la tutela degli investitori, garantendo un ambiente in cui la tecnologia sia al servizio della consapevolezza e non un mezzo per alimentare comportamenti speculativi. La Consob ha lanciato un segnale forte: il mondo degli investimenti deve rimanere ancorato alla realtà e alla responsabilità, evitando derive pericolose che potrebbero compromettere la fiducia dei risparmiatori.
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