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Mediobanca accelera su Banca Generali: rottura con Generali in vista?

- di: Jole Rosati
 
Mediobanca accelera su Banca Generali: rottura con Generali in vista?
Tra ultimatum e mosse strategiche, Nagel (foto) tenta il sorpasso a Mps sul filo del rasoio.

Nel pieno delle ardenti trattative estive, Mediobanca spinge sull’acceleratore per assicurarsi il controllo di Banca Generali, segnando il passaggio decisivo nella propria strategia industriale. Ma il nodo cruciale resta l’accordo distributivo con Generali, il cui consiglio di amministrazione si riunirà il 6 agosto 2025 per decidere se estendere o meno l’intesa con Banca Generali.

Conti record e calendario da fuoco

Il 31 luglio 2025 Mediobanca ha presentato ricavi record di circa 3,72 miliardi € (+3 %) e un utile netto di 1,33 miliardi € (+4,5 %), con dividendo confermato a 1,15 €/azione, e ha annunciato un nuovo buyback da 400 milioni € all’interno di un piano triennale da 4,9 miliardi €.

Parallelamente, Mediobanca ha anticipato l’assemblea degli azionisti decisiva sull’OPS per Banca Generali al 21 agosto, spingendo per l’ok prima della scadenza dell’offerta concorrente lanciata da MPS, fissata per l’8 settembre.

L’ultimatum a generali: accordo entro il 6 agosto

In una lettera firmata dall’ad Alberto Nagel e dal presidente Renato Pagliaro, Mediobanca ha chiesto a Generali di esprimersi entro il 6 agosto. L’intesa concerne la prosecuzione dell’accordo distributivo esclusivo tra Generali Italia e Banca Generali, la cui scadenza nel 2028 rappresenta il nodo centrale dell’operazione.

Nagel ha chiarito che “basta che non arrivi un no esplicito”: un via libera verbale, anche vago, sarebbe sufficiente per lanciare l’offerta prima del voto assembleare.

Strategia blindata tra wealth management e controllo difensivo

L’OPS lanciata da Mediobanca ad aprile 2025 – per un controvalore di 6,3 miliardi di euro – punta a integrare Banca Generali nel modello di “wealth management colossale” da 210 miliardi di asset gestiti, con sinergie operative stimate in 700 milioni € annui e ROTE atteso sopra il 20 %.

L’operazione rappresenta anche una mossa difensiva per contrastare la su MPS, che dal 14 luglio al 8 settembre sta conducendo un’offerta ostile su Mediobanca da cui l’istituto si difende con ampie critiche e con il supporto di grandi azionisti come Delfin e Caltagirone.

Le incognite in campo

Nonostante il pressing di Piazzetta Cuccia, restano due incognite rilevanti:

  • La decisione del consiglio Generali del 6 agosto: da qui dipende l’autorizzazione implicita all’offerta. L’assenza di un “no” è l’unico requisito formale richiesto da Nagel.
  • L’approvazione Consob e BCE, necessarie entro il 18 agosto per permettere il lancio dell’ops tra fine agosto e inizio settembre.

Acuto, audace, rischioso

Nagel sta giocando con i tempi: spinge per un accordo lampo, sa che ogni ritardo potrebbe favorire MPS, e sa che il vero ostacolo è Generali, che rischia di trovarsi schiacciata tra doveri contrattuali (distribuzione Banca Generali) e contropartita potenziale (cedere parte dell’asset finanziario rilanciato).

Sospetto: la mossa di sollevare dubbi su lock‑up e rilevanza legale, senza passare dal comitato parti correlate, richiama lo stile d’attacco cui Mediobanca non ci ha dato solo una volta prova.

In sintesi, Mediobanca sta cercando di chiudere il cerchio: su Generali la palla è al 6 agosto, poi via libera o stop, e l’assemblea del 21 decide il resto.

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