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Brexit fatale, l’economia polacca ormai raggiunge quella britannica

- di: Bruno Coletta
 
Brexit fatale, l’economia polacca ormai raggiunge quella britannica

Dal “goodbye Europa” britannico alla marcia inarrestabile di Varsavia: chi vince davvero?

(Foto: il premier polacco Donald Tusk).

Negli anni che hanno seguito il referendum che ha sancito l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la narrazione dominante nei tabloid britannici descriveva i lavoratori dell’Est Europa — in particolare i cittadini polacchi — come «invasori» del mercato del lavoro e fruitori del welfare inglese. Oggi la realtà appare capovolta: la Polonia è in piena corsa economica, mentre il Regno Unito fatica a trovare slancio.

Un’impennata che non è casuale

La Polonia, che dal 1° maggio 2004 è membro dell’Unione Europea, ha saputo trasformare la propria economia con una velocità che in pochi avevano previsto. In un articolo del maggio 2024 il primo ministro Donald Tusk ha dichiarato che «i polacchi saranno più ricchi dei britannici» entro pochi anni.

I dati confermano una crescita sostenuta: secondo stime recenti la Polonia ha un Pil in termini di parità di potere d’acquisto (PPP) stimato per il 2025 attorno ai 2.093 miliardi di dollari. Il divario di reddito pro capite PPP rispetto al Regno Unito si sta rapidamente assottigliando: ad esempio un’analisi del 2024 poneva il reddito pro capite polacco a circa 49.464 $, contro 58.906 $ del Regno Unito.

Stagnazione britannica dopo Brexit

Dal lato britannico, molti analisti segnalano che l’uscita dall’UE ha introdotto barriere commerciali e ridotto la produttività potenziale. Una fonte riferisce che la crescita annuale media del Pil britannico si mantiene tristemente al di sotto dell’1 % in anni recenti. Anche se nel primo trimestre 2025 il Regno Unito ha registrato una crescita dello 0,7% trimestrale, risultando tra le economie G7 con il miglior risultato per quel periodo.

I numeri chiave che raccontano la svolta

Quali sono gli indicatori che permettono di leggere questo sorpasso economico in atto? Eccone alcuni:

– La disoccupazione in Polonia è scesa da livelli attorno al 20% nei primi anni 2000 a valori vicini al 3% oggi.

– Nel rapporto commerciale 2025 tra UK e Polonia, le importazioni britanniche dalla Polonia nei quattro trimestri fino a marzo 2025 ammontano a £20,2 miliardi, in aumento rispetto all’anno precedente.

– Secondo un’analisi del 2024 la Polonia ha raggiunto circa l’82% della media UE in termini di reddito pro capite PPP, partendo da meno della metà nel 2004.

– Il dibattito politico britannico ha registrato dichiarazioni come quelle del governatore della Bank of England, che ha ammesso che la Brexit «avrà un impatto negativo nel prossimo futuro». (dal testo originario fornito dall’utente)

Le ragioni della crescita polacca

Dietro il balzo economico della Polonia ci sono diversi fattori: l’accesso al mercato unico europeo, l’afflusso di fondi strutturali e l’ingresso di investimenti internazionali. Ad esempio, un’analisi del 2023 segnala che il Regno Unito è diventato uno dei principali mercati per le esportazioni polacche, con un surplus significativo.

Inoltre, la Polonia ha recentemente annunciato un nuovo schema fiscale per stimolare gli investimenti delle famiglie: il governo punta ad attrarre circa 100 miliardi di zloty (circa 27 miliardi di dollari) nei primi tre anni mediante conti d’investimento esenti da imposta.

«La Polonia ha bisogno di un’impennata di investimenti, che negli ultimi anni sono risultati bassi», ha dichiarato il ministro delle Finanze e dell’Economia polacco Andrzej Domański, che ha aggiunto: «Questo è un prerequisito non solo per aumentare la ricchezza dei cittadini, ma anche per rafforzare la competitività e l’innovazione dell’economia e la sicurezza del Paese».

Le implicazioni geopolitiche e sociali

Il fenomeno ha riflessi anche sul piano sociale: molti polacchi tornano in patria, attratti da standard di vita in miglioramento e costi comparativamente più bassi rispetto a Londra. Nel frattempo, nel Regno Unito si registra carenza di manodopera in settori tradizionalmente affidati ai migranti dell’Est. Il messaggio è evidente: la fuga dei lavoratori non è solo una questione demografica, ma anche economica.

Dal punto di vista geopolitico, la crescita di Varsavia rafforza il ruolo della Polonia in Europa centrale e orientale: pur non avendo adottato l’euro, la Polonia diventa un attore chiave nell’Unione Europea e un corridoio per gli investimenti verso il blocco orientale.

Un sorpasso vero o un’inseguimento ancora in corso?

Va detto che, secondo diversi analisti, il sorpasso completo in termini nominali della Polonia sul Regno Unito non è ancora avvenuto e rimane probabilmente un evento da collocare più avanti nel tempo. Tuttavia l’andamento suggerisce che la Polonia stia riducendo rapidamente il gap. Come un commentatore sintetizza: «Con l’UK bloccata in una trappola di crescita lenta, la Polonia potrebbe superarla entro la metà degli anni trenta».

Cosa significa per l’Italia e per l’Europa?

Per l’Italia e per l’Europa nel suo complesso, questa dinamica è un campanello d’allarme e al tempo stesso un’opportunità. Da un lato, segnala che la competitività interna dell’Unione non è uniforme: Paesi come la Polonia guadagnano terreno, mentre altri (Regno Unito incluso, post-UE) incontrano difficoltà. Dall’altro, può attirare nuovi flussi di investimento e relazioni commerciali alternative, soprattutto dall’Italia verso l’Europa centrale.

Inoltre, l’Italia deve interrogarsi su come reagire a un contesto in cui la crescita, l’innovazione e l’attrattività degli investimenti diventano variabili decisive per non rimanere tagliata fuori dai nuovi equilibri.

La vendetta di Varsavia è servita

È una storia di trasformazione e di riscatto. Alla vigilia della Brexit, la Polonia era osservata come una fonte di turisti‐lavoratori diretti verso l’Occidente. Oggi è la portatrice sana di una crescita che molti Stati più ricchi invidiano. Il Regno Unito, uscito dall’Unione Europea e immerso nelle proprie contraddizioni, guarda a Est e vede un concorrente che non appare più solo “in crescita” ma in piena corsa per il sorpasso.

Il messaggio chiave è questo: la geografia economica europea sta cambiando. In un’Europa dove le traiettorie divergono, la Polonia scrive il proprio copione da protagonista. E per Londra, la lezione è che uscire da un blocco non significa necessariamente tornare a crescere più forte.

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